Mosca accusa Londra

La Russia ha accusato la Gran Bretagna di aver coordinato gli attacchi al gasdotto Nord Stream. Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha affermato che uomini dell’intelligence “hanno dati che indicano che specialisti militari britannici stavano dirigendo e coordinando l’attacco” che ha distrutto i due gasdotti che collegano via mare la Russia alla Germania a settembre.

Le accuse russe nascono dopo che Kim Dotcom, che gestiva il sito Megaupload, ha iniziato a far circolare una teoria secondo cui l’ex premier britannico Liz Truss avrebbe inviato un messaggio al segretario di Stato americano Antony Blinken subito dopo l’attacco a Nord Stream dicendo: “È fatta!”. Kim ha dichiarato di aver appreso del messaggio dall’iCloud della Truss, dopo che è stato rivelato che la Russia aveva violato il suo telefono quando era ministro degli Esteri. Tuttavia né Kim né Peskov hanno presentato prove per le loro accuse.

L’accusa di Kim in merito all’iPhone della Truss è stata ripresa e ripetuta anche da Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, la quale ha chiesto risposte da Londra: “Francamente, non mi interessa chi ha ottenuto queste informazioni e come”, ha detto. “Sono interessata alla risposta di Londra alla seguente domanda: ‘Il primo ministro britannico Liz Truss ha inviato un messaggio al Segretario di Stato americano Antony Blinken subito dopo l’attentato all’oleodotto Nord Stream dicendo ‘È fatta?’”.

Le affermazioni della Russia non sembrano coerenti con quanto si sa sull’hackeraggio del telefono della Truss, che sarebbe stato scoperto “durante l’estate”, quando la tory era ancora ministro degli Esteri e in corsa per sostituire Boris Johnson come premier. L’esplosione del gasdotto invece si è verificata il 26 settembre, più di due settimane dopo che la Truss era stata proclamata leader del partito conservatore.

In ogni caso, il Cremlino fa sapere che le presunte azioni da parte del Regno Unito “non possono essere lasciate passare. Ovviamente penseremo ai nostri prossimi passi, non c’è dubbio su questo. Non c’è altro modo”. Dal canto suo, Londra respinge ogni accusa: le illazioni di Mosca “fanno parte del manuale di distrazione dalla realtà” usato dal Cremlino, commenta un portavoce del premier Rishi Sunak.

Intanto sale ancora la tensione tra Russia e Occidente, con il vicepresidente del Consiglio di sicurezza Dmitri Medvedev che va all’attacco. “L’Occidente spinge il mondo verso una guerra globale, solo la vittoria russa è una garanzia contro la guerra mondiale”, scrive su Telegram, aggiungendo: l’Occidente continua a ripetere che “non si può permettere alla Russia di vincere. Che significa? Se non vince la Russia, deve vincere l’Ucraina. E l’obiettivo di Kiev è l’appropriazione di tutti i territori che in precedenza le appartenevano. Questa è una minaccia all’esistenza stessa del nostro Stato. E rappresenta una ragione diretta per l’applicazione della clausola 19 dei Fondamenti della politica della Federazione Russa nel campo della deterrenza nucleare”. In sostanza, Medvedev sta minacciando di utilizzare le armi nucleari contro gli ucraini.

Occhi puntati poi sull’Iran, con Washington che esprime preoccupazione sul fatto che Teheran oltre ai droni possa fornire missili terra-terra alla Russia.

La Russia ha accusato la Gran Bretagna di aver coordinato gli attacchi al gasdotto Nord Stream. Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha affermato che uomini dell’intelligence “hanno dati che indicano che specialisti militari britannici stavano dirigendo e coordinando l’attacco” che ha distrutto i due gasdotti che collegano via mare la Russia alla Germania a settembre.

Le accuse russe nascono dopo che Kim Dotcom, che gestiva il sito Megaupload, ha iniziato a far circolare una teoria secondo cui l’ex premier britannico Liz Truss avrebbe inviato un messaggio al segretario di Stato americano Antony Blinken subito dopo l’attacco a Nord Stream dicendo: “È fatta!”. Kim ha dichiarato di aver appreso del messaggio dall’iCloud della Truss, dopo che è stato rivelato che la Russia aveva violato il suo telefono quando era ministro degli Esteri. Tuttavia né Kim né Peskov hanno presentato prove per le loro accuse.

L’accusa di Kim in merito all’iPhone della Truss è stata ripresa e ripetuta anche da Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, la quale ha chiesto risposte da Londra: “Francamente, non mi interessa chi ha ottenuto queste informazioni e come”, ha detto. “Sono interessata alla risposta di Londra alla seguente domanda: ‘Il primo ministro britannico Liz Truss ha inviato un messaggio al Segretario di Stato americano Antony Blinken subito dopo l’attentato all’oleodotto Nord Stream dicendo ‘È fatta?’”.

Le affermazioni della Russia non sembrano coerenti con quanto si sa sull’hackeraggio del telefono della Truss, che sarebbe stato scoperto “durante l’estate”, quando la tory era ancora ministro degli Esteri e in corsa per sostituire Boris Johnson come premier. L’esplosione del gasdotto invece si è verificata il 26 settembre, più di due settimane dopo che la Truss era stata proclamata leader del partito conservatore.

In ogni caso, il Cremlino fa sapere che le presunte azioni da parte del Regno Unito “non possono essere lasciate passare. Ovviamente penseremo ai nostri prossimi passi, non c’è dubbio su questo. Non c’è altro modo”. Dal canto suo, Londra respinge ogni accusa: le illazioni di Mosca “fanno parte del manuale di distrazione dalla realtà” usato dal Cremlino, commenta un portavoce del premier Rishi Sunak.

Intanto sale ancora la tensione tra Russia e Occidente, con il vicepresidente del Consiglio di sicurezza Dmitri Medvedev che va all’attacco. “L’Occidente spinge il mondo verso una guerra globale, solo la vittoria russa è una garanzia contro la guerra mondiale”, scrive su Telegram, aggiungendo: l’Occidente continua a ripetere che “non si può permettere alla Russia di vincere. Che significa? Se non vince la Russia, deve vincere l’Ucraina. E l’obiettivo di Kiev è l’appropriazione di tutti i territori che in precedenza le appartenevano. Questa è una minaccia all’esistenza stessa del nostro Stato. E rappresenta una ragione diretta per l’applicazione della clausola 19 dei Fondamenti della politica della Federazione Russa nel campo della deterrenza nucleare”. In sostanza, Medvedev sta minacciando di utilizzare le armi nucleari contro gli ucraini.

Occhi puntati poi sull’Iran, con Washington che esprime preoccupazione sul fatto che Teheran oltre ai droni possa fornire missili terra-terra alla Russia.

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