Nave russa incendiata: un mistero alle porte dell’Italia
La gasiera fa parte della flotta ombra di Mosca. Le accuse a Kiev per aver attaccato l'imbarcazione con droni dalla Libia
(Fonte: Instagram)
L’incendio della nave russa nel Mediterraneo: cosa è accaduto tra Malta e la Libia alle porte dell’Italia, le accuse da Mosca a Kiev per un episodio del loro conflitto accaduto al largo del Canale di Sicilia.
Il 3 marzo una nave gasiera russa, l’Arctic Metagaz, è stata colpita da un incendio nel Mediterraneo centrale, in un tratto di mare tra Malta e la Libia, a sud della Sicilia. L’episodio, avvenuto in acque internazionali ricadenti nella zona Sar libica, ha richiamato l’attenzione internazionale sulle rotte energetiche strategiche che attraversano il Canale di Sicilia e sul ruolo geopolitico di questo tratto marittimo.
L’incendio e l’affondamento della gasiera russa
La nave trasportava gas naturale liquefatto e ha sviluppato un incendio a bordo durante la navigazione.
I soccorritori hanno coordinato l’intervento nell’ambito delle competenze Sar, con pattugliamenti navali e sorvoli aerei per monitorare la situazione.
I 30 membri dell’equipaggio, tutti cittadini russi, sono stati soccorsi dopo aver abbandonato la nave in una scialuppa di salvataggio all’interno della zona di ricerca e salvataggio libica. L’operazione di salvataggio è stata coordinata con il supporto delle autorità maltesi – le Armed Forces of Malta – che hanno risposto alle richieste di soccorso. Secondo Mosca, sul posto, anche forze russe per soccorrere l’equipaggio.
La nave è affondata nel Mediterraneo, a circa 130 miglia nautiche a nord del porto libico di Sirte.

Il sorvolo Nato
Alcuni asset militari Nato avrebbero sorvolato la zona, secondo i dati di tracking sull’area, contribuendo alla supervisione della situazione e al coordinamento dei soccorsi. Nella zona, segnalate anche imbarcazioni turche.
Una nave della flotta ombra russa
La nave interessata appartiene a quella che viene indicata come la “shadow fleet” russa. Una flotta di navi impegnate nel trasporto di prodotti energetici attraverso rotte commerciali opache e spesso soggette a sanzioni internazionali. Queste unità, registrate con bandiere di comodo, operano lungo rotte strategiche verso il Mediterraneo e il Canale di Suez, puntando ai mercati asiatici.
Leggi anche Una flotta “che fa i comodi suoi”
Il Canale di Sicilia
Le acque a sud della Sicilia tornano così a essere un crocevia delicato, dove si intrecciano nel traffico commerciale le rotte energetiche.
Sulle cause dell’incendio non esistono conferme ufficiali. I fatti accertati riguardano lo sviluppo del rogo a bordo e la gestione dei soccorsi in acque internazionali.
Le accuse ufficiali che arrivano da Mosca, però, sono inquietanti. L’incendio, a causa di un attacco di droni marini ucraini provenienti dalla Libia.
Una guerra – quella russo-ucraina – arrivata secondo questa denuncia fin qui, alle porte del nostro Paese.
Torna alle notizie in home