Neanche i morti fermano lo scontro Italia Viva – 5 Stelle

All’indomani di una tragedia, bisogna capire cosa fare, comprendere laddove si è sbagliato. Ciò non vale per la politica italiana. A sole poche ore dalla frana di Ischia, i premier che hanno preceduto Giorgia Meloni se ne dicono di cotte e di crude.
Matteo Renzi non risparmia Giuseppe Conte, che su Rai 3 aveva difeso le scelte del suo esecutivo: “I fatti dicono che il capo dei 5 Stelle ha firmato il condono per Ischia, ha abolito l’unità di missione Italia Sicura e non ha mandato avanti il progetto Casa Italia lanciato con Renzo Piano. Nessun artificio retorico può negare questa drammatica realtà. Ci sono gli atti parlamentari a ricordarlo. Di abusivismo si muore. Non lo abbiamo detto, lo abbiamo urlato”.
Accuse a cui, però, non ci sta il numero uno del Movimento, che definisce chi lo attacca “sciacallo”: “Mentre i soccorritori scavano ancora nelle macerie per cercare i dispersi, certi politici gettano fango su di me. Vengo accusato di aver introdotto un condono e si vuole collegare la tragedia di Ischia a mie responsabilità. Niente di più falso. Il decreto del 2018 non contiene alcun condono. Gli unici sono quelli imputabili ai governi Craxi nell’85 e Berlusconi nel 94 e 2003. Questa norma serviva perché a Ischia la ricostruzione post terremoto del 2017 era rimasta paralizzata, bisognava capire a chi poter dare il contributo per la ricostruzione e a chi no perché proprietario di uno stabile irregolare. La norma diceva che bisognava dare una risposta entro 6 mesi. Lo Stato non può erogare fondi a chi ha un immobile abusivo. Sono state accolte appena 6 pratiche su un totale di oltre 1.400 abitazioni danneggiate. Questo conferma che se una casa era fuori regola prima, lo era anche dopo. Questa non è politica”. La polemica tra Terzo Polo e pentastellati, però, non è l’unica. Il giglio di Firenze non rinuncia a scagliare dardi neanche verso il suo ex partito. “Un tempo il Pd – sostiene l’ex presidente del Consiglio – faceva battaglia difficili e coraggiose, ma giuste. I democratici si sveglino dall’incantesimo”. A rispondere per il Nazareno, però, non è il segretario Enrico Letta, ma una battagliera senatrice Tatiana Rojc: “Eamaro constatare come Renzi non si trattenga dallattacco anche in occasione di tragedie, parlando di battaglie condivise. Il governo del condono è stato quello Conte-Salvini, che abbiamo contrastato duramente prima della scissione di Italia Viva. Per noi la politica non è polemica permanente con i vicini di casa, ma lavoro, anche difficile, per rimandare a casa la destra. Se questo è lo stesso obiettivo di Renzi e Calenda lasciamo perdere incantesimi e magheggi e cominciamo finalmente a ragionare senza secondi fini”. Una cosa è certa, l’opposizione in Parlamento si dimostra, ancora una volta, più divisa che mai. Non la ricompatta neanche una catastrofe.

All’indomani di una tragedia, bisogna capire cosa fare, comprendere laddove si è sbagliato. Ciò non vale per la politica italiana. A sole poche ore dalla frana di Ischia, i premier che hanno preceduto Giorgia Meloni se ne dicono di cotte e di crude.
Matteo Renzi non risparmia Giuseppe Conte, che su Rai 3 aveva difeso le scelte del suo esecutivo: “I fatti dicono che il capo dei 5 Stelle ha firmato il condono per Ischia, ha abolito l’unità di missione Italia Sicura e non ha mandato avanti il progetto Casa Italia lanciato con Renzo Piano. Nessun artificio retorico può negare questa drammatica realtà. Ci sono gli atti parlamentari a ricordarlo. Di abusivismo si muore. Non lo abbiamo detto, lo abbiamo urlato”.
Accuse a cui, però, non ci sta il numero uno del Movimento, che definisce chi lo attacca “sciacallo”: “Mentre i soccorritori scavano ancora nelle macerie per cercare i dispersi, certi politici gettano fango su di me. Vengo accusato di aver introdotto un condono e si vuole collegare la tragedia di Ischia a mie responsabilità. Niente di più falso. Il decreto del 2018 non contiene alcun condono. Gli unici sono quelli imputabili ai governi Craxi nell’85 e Berlusconi nel 94 e 2003. Questa norma serviva perché a Ischia la ricostruzione post terremoto del 2017 era rimasta paralizzata, bisognava capire a chi poter dare il contributo per la ricostruzione e a chi no perché proprietario di uno stabile irregolare. La norma diceva che bisognava dare una risposta entro 6 mesi. Lo Stato non può erogare fondi a chi ha un immobile abusivo. Sono state accolte appena 6 pratiche su un totale di oltre 1.400 abitazioni danneggiate. Questo conferma che se una casa era fuori regola prima, lo era anche dopo. Questa non è politica”. La polemica tra Terzo Polo e pentastellati, però, non è l’unica. Il giglio di Firenze non rinuncia a scagliare dardi neanche verso il suo ex partito. “Un tempo il Pd – sostiene l’ex presidente del Consiglio – faceva battaglia difficili e coraggiose, ma giuste. I democratici si sveglino dall’incantesimo”. A rispondere per il Nazareno, però, non è il segretario Enrico Letta, ma una battagliera senatrice Tatiana Rojc: “Eamaro constatare come Renzi non si trattenga dallattacco anche in occasione di tragedie, parlando di battaglie condivise. Il governo del condono è stato quello Conte-Salvini, che abbiamo contrastato duramente prima della scissione di Italia Viva. Per noi la politica non è polemica permanente con i vicini di casa, ma lavoro, anche difficile, per rimandare a casa la destra. Se questo è lo stesso obiettivo di Renzi e Calenda lasciamo perdere incantesimi e magheggi e cominciamo finalmente a ragionare senza secondi fini”. Una cosa è certa, l’opposizione in Parlamento si dimostra, ancora una volta, più divisa che mai. Non la ricompatta neanche una catastrofe.

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