Nebbie e polveri inquinanti mettono a rischio la salute

Nel catino padano alpino nelle ultime ore si è formata nuovamente una fittissima nebbia che si estende indisturbata dalle lande piemontesi e lombarde verso l’Emilia Romagna ed il Veneto tutto sino all’Adriatico, all’Istria e alla Dalmazia, trovando comunque lungo il corso del Po il suo naturale habitat, su cui di notte la visibilità arriva a ridursi a zero e di giorno il pallido sole solstiziale può fare veramente poco, o nulla. Ma non solo, tutto il mar Mediterraneo fino alle coste tirreniche, Sarde, Liguri, Corse, Sicule, Campane, Calabresi e addirittura Tunisine è ricoperto di nubi basse e responsabili di un meteo grigio e cupo e capace inoltre di dar luogo a locali episodi di pioviggine. Fitta, la nebbia come mai da tanti anni, tale da far ricordare i primi giorni dell’anno, così bui e grigi e freddi nella conca padana degli anni 80, preludio spesso d’inverni piuttosto bianchi, nevosi che oramai sono solo un lontano ricordo. L’aria calda (e secca) in quota, trasportata da un poderoso anticiclone, è il vero colpevole: è lei a comprimere verso il basso tutta la colonna d’aria, che sulla fossa padano-alpina non ha scampo e giocoforza si condensa, si addensa così tanto nei bassi strati nelle lunghe notti invernali, ostacolando poi il timido soleggiamento diurno in un’inversa escalation termica producendo poi un ulteriore inspessimento della coltre nebbiosa. E dentro questa cappa oscura, si concentrano giorno dopo giorno TUTTE le sostanze inquinanti derivanti dalle attività antropiche, polveri (PM10,2,5,1) e gas (NOx, SOx, CO, O3 ecc) oltre che all’immancabile CO2. Sulla fossa padana i valori delle sostanze tossiche raggiungono picchi così elevati da indurci a non uscire nemmeno di casa o in alternativa viaggiare verso le alture, le colline e le montagne dove l’aria è più pura. L’inquinamento è il NEMICO numero 1 in queste situazioni. Studi recenti dell’OMS e dell’Unione Europea mettono in evidenza che in Europa almeno 450.000 morti premature potrebbero essere ricollegate allo smog e agli inquinanti, di cui almeno 80-90.000 solo in Italia e per gran parte connesse alle polveri sottili PM 10 o ancor più PM 2,5. Nel 2021 l’inquinamento ha ucciso sicuramente dì più del COVID ed in queste ore meglio non uscire di casa se vivi nelle grandi città, o in alternativa viaggiare verso le alture e le montagne dove l’aria è più pura.

Fonte il meteo.it

Nel catino padano alpino nelle ultime ore si è formata nuovamente una fittissima nebbia che si estende indisturbata dalle lande piemontesi e lombarde verso l’Emilia Romagna ed il Veneto tutto sino all’Adriatico, all’Istria e alla Dalmazia, trovando comunque lungo il corso del Po il suo naturale habitat, su cui di notte la visibilità arriva a ridursi a zero e di giorno il pallido sole solstiziale può fare veramente poco, o nulla. Ma non solo, tutto il mar Mediterraneo fino alle coste tirreniche, Sarde, Liguri, Corse, Sicule, Campane, Calabresi e addirittura Tunisine è ricoperto di nubi basse e responsabili di un meteo grigio e cupo e capace inoltre di dar luogo a locali episodi di pioviggine. Fitta, la nebbia come mai da tanti anni, tale da far ricordare i primi giorni dell’anno, così bui e grigi e freddi nella conca padana degli anni 80, preludio spesso d’inverni piuttosto bianchi, nevosi che oramai sono solo un lontano ricordo. L’aria calda (e secca) in quota, trasportata da un poderoso anticiclone, è il vero colpevole: è lei a comprimere verso il basso tutta la colonna d’aria, che sulla fossa padano-alpina non ha scampo e giocoforza si condensa, si addensa così tanto nei bassi strati nelle lunghe notti invernali, ostacolando poi il timido soleggiamento diurno in un’inversa escalation termica producendo poi un ulteriore inspessimento della coltre nebbiosa. E dentro questa cappa oscura, si concentrano giorno dopo giorno TUTTE le sostanze inquinanti derivanti dalle attività antropiche, polveri (PM10,2,5,1) e gas (NOx, SOx, CO, O3 ecc) oltre che all’immancabile CO2. Sulla fossa padana i valori delle sostanze tossiche raggiungono picchi così elevati da indurci a non uscire nemmeno di casa o in alternativa viaggiare verso le alture, le colline e le montagne dove l’aria è più pura. L’inquinamento è il NEMICO numero 1 in queste situazioni. Studi recenti dell’OMS e dell’Unione Europea mettono in evidenza che in Europa almeno 450.000 morti premature potrebbero essere ricollegate allo smog e agli inquinanti, di cui almeno 80-90.000 solo in Italia e per gran parte connesse alle polveri sottili PM 10 o ancor più PM 2,5. Nel 2021 l’inquinamento ha ucciso sicuramente dì più del COVID ed in queste ore meglio non uscire di casa se vivi nelle grandi città, o in alternativa viaggiare verso le alture e le montagne dove l’aria è più pura.

Fonte il meteo.it

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