Negoziati Ucraina: incontro Witkoff-Umerov a Miami
Trump ha assicurato che gli Usa hanno “qualcosa di abbastanza ben elaborato” per concludere positivamente le trattative
L’inviato speciale degli Stati Uniti, Steve Witkoff, incontrerà oggi a Miami il capo del Consiglio per la sicurezza nazionale dell’Ucraina, Rustem Umerov. Witkoff ha trascorso martedì a Mosca quasi cinque ore con il presidente russo Vladimir Putin, durante i negoziati che, secondo il Cremlino, non hanno prodotto “alcun compromesso” sulla fine della guerra in corso.
La posizione di Trump sulle trattative sull’Ucraina
Più positiva la lettura del presidente degli Stati Uniti Trump. A suo avviso i colloqui a cui ha partecipato anche il genero Jared Kushner, sono stati “abbastanza buoni”, ma è troppo presto per dire cosa accadrà perché “per ballare il tango ci vogliono due persone”. Parlando ai giornalisti nello Studio Ovale, il capo della Casa Bianca ha dichiarato che l’omologo russo vorrebbe raggiungere un’intesa, ma “non posso dire cosa uscirà da quell’incontro perché ci vogliono due persone per ballare il tango”. Il presidente ha aggiunto che, per quanto riguarda Kiev, Washington ha “qualcosa di abbastanza ben elaborato”.
Il viaggio di ritorno anticipato
Il tycoon ha richiamato subito negli Usa i suoi due mediatori, facendo saltare la tappa europea di cui aveva scritto Axios. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybhia ha detto che la Russia deve “porre fine allo spargimento di sangue” e ha accusato Putin di “far perdere tempo al mondo”.
Il fronte della guerra
I nemici del processo negoziale non mancano. L’Ue deve “continuare a fare pressione sulla Russia”, perché “non sappiamo se il processo di pace” avrà “successo”, cosa che sarebbe “fantastica” se l’Ucraina potesse uscirne come “nazione sovrana, in grado di difendersi da sola con le sue forze armate e con garanzie di sicurezza”. Lo ha sottolineato il segretario generale della Nato Mark Rutte, in conferenza stampa a Bruxelles al termine della Ministeriale Esteri di ieri.
Il presidente russo, ha aggiunto, “può tentare di dare l’impressione” al suo popolo che le sanzioni occidentali non scalfiscono l’economia russa, ma “noi sappiamo che Putin sta arrivando alla fine, per quanto riguarda la copertura dell’impatto economico delle sanzioni”. Una narrazione propagandistica che contrasta con la realtà dei fatti.
“Possiamo rendere più difficile – ha continuato Rutte – navigare alla flotta ombra della Russia. Tutti gli alleati sono estremamente motivati” nel continuare a premere su Mosca. Continuerà il “flusso di armi” verso l’Ucraina, ha assicurato, in modo da far capire a Putin che “non ha via d’uscita, che dovrà scendere a compromessi. Se non ora, nel prossimo futuro”.
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