Nicol Angelozzi: mi sento felice in mezzo ai “confusi”

 

Dallo scorso 23 dicembre, in esclusiva sulla piattaforma di RaiPlay, va in onda una nuova serie che ha l’obiettivo di riconoscersi, confrontarsi e sorridere con i giovani protagonisti, tre ragazze e un ragazzo: “Confusi”, un progetto che parla di loro e, nella quale i ventenni di oggi possono ritrovarsi, grazie ad un linguaggio, veloce, smart e contaminato da social network. Per lanciare la serie, e per conoscere meglio i giovani inquilini della casa, da metà mese sono disponibili sulla piattaforma della Rai le backstories dei quattro protagonisti, con dettagli inediti sulle loro personalità. “Confusi” racconta le storie di Maria Grazia, Nicole, Stefania e Ludovico che si trovano per caso a condividere la stessa abitazione a Milano, all’inizio del primo anno di università. Hanno vite diverse alle spalle, individualità differenti, sogni e bisogni distanti, ma sono tutti ugualmente… confusi. “L’idea di raccontare la vita di quattro ventenni che si ritrovano a vivere insieme e si misurano con la vita senza più l’intermediazione dei genitori è nata dal desiderio di rappresentare con leggerezza il momento in cui si inizia a diventare “grandi” – ha dichiarato il Direttore di RaiPlay Elena Capparelli, aggiungendo – e anche se ci si sente talvolta un po’ “confusi” è un momento di crescita unico e bellissimo, anche per dare voce ai propri desideri, alle proprie idee, alle proprie paure». Prodotta da Blu Yazmine e accompagnata dalle musiche e dalla sigla di Alfa, tra i più giovani e promettenti cantautori prodotti dalla sorprendente scuola genovese, la serie racconta i ventenni di oggi con un taglio ironico ma con sguardo lucido, descrivendo una generazione Z allergica alle definizioni e alle etichette. Sono aperti, curiosi, inclusivi, fluidi, liberi, ma anche incerti su chi sono e cosa diventeranno. Cercano la loro strada e si confrontano con le prove della vita con “orgogliosa” confusione. L’Identità ha incontrato una delle protagoniste, Nicol Angelozzi.
Nicol, raccontaci questa nuova esperienza tra i “confusi”.
Sono davvero felice di questo bellissimo progetto che ha rappresentato una nuova e importante svolta nella mia carriera. Ricordo ancora tutte le varie tappe che mi hanno portato a conquistare il ruolo di Maria Grazia: prima una videochiamata con la responsabile del cast fino a vari provini che, passo dopo passo, mi hanno portato a vestire il panni del personaggio. E pensare che durante uno di quei provini, probabilmente per l’emozione, mi sono ritrovata a dire ben altre parole rispetto a quelle che erano scritte sul copione (ride, ndr). Quando la mia agente mi ha chiamato per dirmi che sarei stata proprio io a interpretare Maria Grazia non riuscivo a crederci. Ci speravo tantissimo, nonostante fossi consapevole del fatto che tantissime ragazze si erano presentate per ottenere la parte…
Quanto ti somiglia il personaggio di Maria Grazia?
Così su due piedi direi che siamo molto diverse. Maria Grazia, infatti, è una tipa piuttosto pignola, assolutamente ordinata e tendenzialmente schematica rispetto a tutto quello che fa. Io, invece, in confronto a lei sono ben diversa(ride, ndr). Maria Grazia è come se si trattenesse continuamente, evitando di lasciarsi andare quando si tratta di prendere qualche decisione. Anche in questo siamo agli antipodi. Alla fine, però, qualcosa in comune ce l’abbiamo.
Cosa pensi di avere in comune con lei?
Sia io che lei siamo dotate di una spiccata sensibilità. Nonostante le nostre differenze caratteriali, abbiamo in comune il modo di essere sempre molto comprensive nei confronti di chi ci circonda. Il tutto, accompagnato da una dolcezza con la quale tendiamo ad avvolgere le persone a cui teniamo di più. Mi piace l’idea di poter essere una ragazza dolce e allo stesso tempo fuori dagli schemi: una doppia sfaccettatura di cui vado fiera.
Lo sei stata anche durante la lavorazione della serie?
Assolutamente sì, lo sono stata anche sul set. Vi dico solo che l’ultimo giorno di riprese ho pianto, perché ormai mi ero talmente affezionata a tutta la squadra. Sono fatta così: tendo a vivere al massimo tutto quello che mi succede. D’altra parte, ritrovarmi sul set di “Confusi” ha rappresentato l’avverarsi di un sogno ed è lì che ho cominciato a realizzare che quel mio desiderio di trasformarmi in un’attrice si era finalmente trasformato in realtà.

 

Dallo scorso 23 dicembre, in esclusiva sulla piattaforma di RaiPlay, va in onda una nuova serie che ha l’obiettivo di riconoscersi, confrontarsi e sorridere con i giovani protagonisti, tre ragazze e un ragazzo: “Confusi”, un progetto che parla di loro e, nella quale i ventenni di oggi possono ritrovarsi, grazie ad un linguaggio, veloce, smart e contaminato da social network. Per lanciare la serie, e per conoscere meglio i giovani inquilini della casa, da metà mese sono disponibili sulla piattaforma della Rai le backstories dei quattro protagonisti, con dettagli inediti sulle loro personalità. “Confusi” racconta le storie di Maria Grazia, Nicole, Stefania e Ludovico che si trovano per caso a condividere la stessa abitazione a Milano, all’inizio del primo anno di università. Hanno vite diverse alle spalle, individualità differenti, sogni e bisogni distanti, ma sono tutti ugualmente… confusi. “L’idea di raccontare la vita di quattro ventenni che si ritrovano a vivere insieme e si misurano con la vita senza più l’intermediazione dei genitori è nata dal desiderio di rappresentare con leggerezza il momento in cui si inizia a diventare “grandi” – ha dichiarato il Direttore di RaiPlay Elena Capparelli, aggiungendo – e anche se ci si sente talvolta un po’ “confusi” è un momento di crescita unico e bellissimo, anche per dare voce ai propri desideri, alle proprie idee, alle proprie paure». Prodotta da Blu Yazmine e accompagnata dalle musiche e dalla sigla di Alfa, tra i più giovani e promettenti cantautori prodotti dalla sorprendente scuola genovese, la serie racconta i ventenni di oggi con un taglio ironico ma con sguardo lucido, descrivendo una generazione Z allergica alle definizioni e alle etichette. Sono aperti, curiosi, inclusivi, fluidi, liberi, ma anche incerti su chi sono e cosa diventeranno. Cercano la loro strada e si confrontano con le prove della vita con “orgogliosa” confusione. L’Identità ha incontrato una delle protagoniste, Nicol Angelozzi.
Nicol, raccontaci questa nuova esperienza tra i “confusi”.
Sono davvero felice di questo bellissimo progetto che ha rappresentato una nuova e importante svolta nella mia carriera. Ricordo ancora tutte le varie tappe che mi hanno portato a conquistare il ruolo di Maria Grazia: prima una videochiamata con la responsabile del cast fino a vari provini che, passo dopo passo, mi hanno portato a vestire il panni del personaggio. E pensare che durante uno di quei provini, probabilmente per l’emozione, mi sono ritrovata a dire ben altre parole rispetto a quelle che erano scritte sul copione (ride, ndr). Quando la mia agente mi ha chiamato per dirmi che sarei stata proprio io a interpretare Maria Grazia non riuscivo a crederci. Ci speravo tantissimo, nonostante fossi consapevole del fatto che tantissime ragazze si erano presentate per ottenere la parte…
Quanto ti somiglia il personaggio di Maria Grazia?
Così su due piedi direi che siamo molto diverse. Maria Grazia, infatti, è una tipa piuttosto pignola, assolutamente ordinata e tendenzialmente schematica rispetto a tutto quello che fa. Io, invece, in confronto a lei sono ben diversa(ride, ndr). Maria Grazia è come se si trattenesse continuamente, evitando di lasciarsi andare quando si tratta di prendere qualche decisione. Anche in questo siamo agli antipodi. Alla fine, però, qualcosa in comune ce l’abbiamo.
Cosa pensi di avere in comune con lei?
Sia io che lei siamo dotate di una spiccata sensibilità. Nonostante le nostre differenze caratteriali, abbiamo in comune il modo di essere sempre molto comprensive nei confronti di chi ci circonda. Il tutto, accompagnato da una dolcezza con la quale tendiamo ad avvolgere le persone a cui teniamo di più. Mi piace l’idea di poter essere una ragazza dolce e allo stesso tempo fuori dagli schemi: una doppia sfaccettatura di cui vado fiera.
Lo sei stata anche durante la lavorazione della serie?
Assolutamente sì, lo sono stata anche sul set. Vi dico solo che l’ultimo giorno di riprese ho pianto, perché ormai mi ero talmente affezionata a tutta la squadra. Sono fatta così: tendo a vivere al massimo tutto quello che mi succede. D’altra parte, ritrovarmi sul set di “Confusi” ha rappresentato l’avverarsi di un sogno ed è lì che ho cominciato a realizzare che quel mio desiderio di trasformarmi in un’attrice si era finalmente trasformato in realtà.
Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli