Niente Drag in casa Rai. Chiedete a Fuortes perché

“Non sono una signora” non vedrà l’alba il 7 dicembre. E noi non vedremo Alba. Eppure è tutto pronto: il programma dedicato alle competizioni tra Drag Queen è già stato registrato, montato, previsto inizialmente per il 7 novembre, promosso ai cinque venti per il 7 dicembre prossimo, stoppato di nuovo. E per adesso rimandato al 14 febbraio. Fino al prossimo rimando.
Al posto di Alba Parietti, che già si era, giustamente, spesa in interviste su stampa e tv e servizi di promozione del programma, vedremo Cristiano Malgioglio, con “Mi Casa es tu Casa”.
Il motivo? Non pervenuto. L’azienda non si è giustificata con il proprio pubblico. A chiunque vengano chieste spiegazioni, gli insider rispondono indicando con l’indice i piani alti. La decisione non è autorale, non è tematica, non sembrerebbe nemmeno ideologica (non è che al posto di Alba e delle Drag Queen con Amanda Lear nella finalona, hanno piazzato un documentario sulle caserme militari, per intenderci), però in questi giorni non si parla d’altro.
E tra gli addetti ai lavori, in mezzo a tanti punti interrogativi salta fuori solo il nome dell’Amministratore Delegato Carlo Fuortes, a cui, secondo le nostre fonti, fa capo la decisione di aver spostato al nuovo anno un programma pronto per la messa in onda.
Un programma, per altro, che avrebbe dato l’occasione a Mamma Rai di presentarsi in versione contemporanea, allegra, allineata al servizio pubblico internazionale, che in questi mesi sta proponendo al suo pubblico, in tutte le salse, programmi di questo genere. In buona sostanza, Malgioglio sì, Drusilla sì, Parietti con le Drag Queen no. Il tutto senza un perché ufficiale. Almeno per ora. La regola dei rimandi, è un po’ trita e ritrita. Le prime avvisaglie sono state fiutate quando è stato dato l’input di tenere alla larga le Drag Queen protagoniste del contest da via Mazzini, dove era stato suggerito di invitarle per dare colore alle iniziative di promozione legate al lancio del programma.
Poi la decisione, a riprese terminate, di slittare la messa in onda di un mese. Con tutti i disagi che questo comporta. Ci sono artisti “parcheggiati”, che hanno messo in conto certe apparizioni in calendario e che ora non sanno come orientarsi, ospiti vip come i giurati (Mara Maionchi, Cristina D’Avena, Sabrina Salerno, Filippo Magnini, e Amanda Lear, giurata d’onore della finale) che nei mesi prossimi hanno altri impegni e magari si presenteranno con altri look o rischiano la messa in onda in contemporanea. Per non parlare dei concorrenti, che non possono godersi i frutti del grande lavoro che ha accompagnato questa esperienza. Concorrenti che portano in tv storie di vita non sempre facili e che in alcuni casi hanno visto questa occasione come la possibilità di riscatto. Avrebbe avuto senso, magari, studiare una rivisitazione del programma, ripensato per la seconda serata (Non sono una signora nasce come format di 50 minuti, e adattato ai tempi della prima serata diventa 120, tempi insostenibili dopo le 22:30, ci spiega un addetto ai lavori), lasciandolo però alla stagione per la quale era stato pensato, a ridosso delle feste natalizie.
Per adesso si sa soltanto che a carlo Fuortes la prima puntata non è piaciuta, con “un perché no” senza attachement. Si sa anche, ma magari è un caso, che questo ennesimo slittamento segue in cronologia l’incontro con il Premier Giorgia Meloni, ma anche in questo caso non ci spieghiamo il perché. Se il punto fosse il veto sul gender in tv, non vedremmo Malgioglio, né Drusilla, che certo non porta avanti tematiche filogovernative. E nel frattempo Alba fa capire di averla presa con filosofia. Raggiunta da Davide Maggio, dichiara serafica: “Non ho tempo per avvilirmi per queste cose. Faccio parte di una squadra che ha deciso di posticipare il programma in una collocazione che probabilmente sarà migliore, visto che in questo periodo ci sarebbero stati i Mondiali di Calcio. Quello, però, che mi preme sottolineare è che non è uno spostamento dovuto alla qualità del prodotto del quale siamo soddisfattissimi. Certo, i dati d’ascolto sono sempre un’incognita ma… Mi spiace solo aver fatto una buona promozione e deludere chi aspettava il programma il 7 dicembre. Vuol dire che crescerà l’attesa per scoprire cosa ci sarà in questa scatola. Sarà un vaso di Pandora e non un vaso di pandoro!”

“Non sono una signora” non vedrà l’alba il 7 dicembre. E noi non vedremo Alba. Eppure è tutto pronto: il programma dedicato alle competizioni tra Drag Queen è già stato registrato, montato, previsto inizialmente per il 7 novembre, promosso ai cinque venti per il 7 dicembre prossimo, stoppato di nuovo. E per adesso rimandato al 14 febbraio. Fino al prossimo rimando.
Al posto di Alba Parietti, che già si era, giustamente, spesa in interviste su stampa e tv e servizi di promozione del programma, vedremo Cristiano Malgioglio, con “Mi Casa es tu Casa”.
Il motivo? Non pervenuto. L’azienda non si è giustificata con il proprio pubblico. A chiunque vengano chieste spiegazioni, gli insider rispondono indicando con l’indice i piani alti. La decisione non è autorale, non è tematica, non sembrerebbe nemmeno ideologica (non è che al posto di Alba e delle Drag Queen con Amanda Lear nella finalona, hanno piazzato un documentario sulle caserme militari, per intenderci), però in questi giorni non si parla d’altro.
E tra gli addetti ai lavori, in mezzo a tanti punti interrogativi salta fuori solo il nome dell’Amministratore Delegato Carlo Fuortes, a cui, secondo le nostre fonti, fa capo la decisione di aver spostato al nuovo anno un programma pronto per la messa in onda.
Un programma, per altro, che avrebbe dato l’occasione a Mamma Rai di presentarsi in versione contemporanea, allegra, allineata al servizio pubblico internazionale, che in questi mesi sta proponendo al suo pubblico, in tutte le salse, programmi di questo genere. In buona sostanza, Malgioglio sì, Drusilla sì, Parietti con le Drag Queen no. Il tutto senza un perché ufficiale. Almeno per ora. La regola dei rimandi, è un po’ trita e ritrita. Le prime avvisaglie sono state fiutate quando è stato dato l’input di tenere alla larga le Drag Queen protagoniste del contest da via Mazzini, dove era stato suggerito di invitarle per dare colore alle iniziative di promozione legate al lancio del programma.
Poi la decisione, a riprese terminate, di slittare la messa in onda di un mese. Con tutti i disagi che questo comporta. Ci sono artisti “parcheggiati”, che hanno messo in conto certe apparizioni in calendario e che ora non sanno come orientarsi, ospiti vip come i giurati (Mara Maionchi, Cristina D’Avena, Sabrina Salerno, Filippo Magnini, e Amanda Lear, giurata d’onore della finale) che nei mesi prossimi hanno altri impegni e magari si presenteranno con altri look o rischiano la messa in onda in contemporanea. Per non parlare dei concorrenti, che non possono godersi i frutti del grande lavoro che ha accompagnato questa esperienza. Concorrenti che portano in tv storie di vita non sempre facili e che in alcuni casi hanno visto questa occasione come la possibilità di riscatto. Avrebbe avuto senso, magari, studiare una rivisitazione del programma, ripensato per la seconda serata (Non sono una signora nasce come format di 50 minuti, e adattato ai tempi della prima serata diventa 120, tempi insostenibili dopo le 22:30, ci spiega un addetto ai lavori), lasciandolo però alla stagione per la quale era stato pensato, a ridosso delle feste natalizie.
Per adesso si sa soltanto che a carlo Fuortes la prima puntata non è piaciuta, con “un perché no” senza attachement. Si sa anche, ma magari è un caso, che questo ennesimo slittamento segue in cronologia l’incontro con il Premier Giorgia Meloni, ma anche in questo caso non ci spieghiamo il perché. Se il punto fosse il veto sul gender in tv, non vedremmo Malgioglio, né Drusilla, che certo non porta avanti tematiche filogovernative. E nel frattempo Alba fa capire di averla presa con filosofia. Raggiunta da Davide Maggio, dichiara serafica: “Non ho tempo per avvilirmi per queste cose. Faccio parte di una squadra che ha deciso di posticipare il programma in una collocazione che probabilmente sarà migliore, visto che in questo periodo ci sarebbero stati i Mondiali di Calcio. Quello, però, che mi preme sottolineare è che non è uno spostamento dovuto alla qualità del prodotto del quale siamo soddisfattissimi. Certo, i dati d’ascolto sono sempre un’incognita ma… Mi spiace solo aver fatto una buona promozione e deludere chi aspettava il programma il 7 dicembre. Vuol dire che crescerà l’attesa per scoprire cosa ci sarà in questa scatola. Sarà un vaso di Pandora e non un vaso di pandoro!”

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