NIET VATICANO

“Se Putin morisse? Allora finirebbe la guerra”. Ukrainska Pravda ha dato grande risalto alla risposta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla domanda del conduttore televisivo americano David Letterman.
“Immaginiamo che Putin si prenda un raffreddore e muoia, o cada accidentalmente da una finestra e muoia, la guerra proseguirebbe?”, ha chiesto provocatoriamente l’intervistatore in uno special su Netflix. “No – ha risposto Zelensky – non ci sarebbe nessuna guerra. Il regime autoritario è terribile. C’è un alto rischio che tutto venga deciso da una persona sola. Quindi quando la persona se ne va, tutte le istituzioni si fermano. Qualcosa di simile è avvenuto in Unione Sovietica. Tutto si è fermato. Penso che se lui non ci fosse più, sarebbe difficile per loro. Dovrebbero concentrarsi sulla politica interna, non su quella estera”.
Non ci sarà il vertice annuale fra il presidente russo e il primo ministro indiano Narendra Modi. A riferirlo è stato il portavoce del Cremlino Dmytry Peskov, dopo che i media avevano diffuso la notizia di un rifiuto di Modi. Citato dalla Tass, Peskov ha puntualizzato che non vi è stata alcuna cancellazione del summit, semplicemente perché l’appuntamento non era in previsione. Dopo la dichiarazione di partnership strategica del 2000, i leader dei due Paesi si incontrano ogni anno.
Nell’agenda dello “zar” non figura nemmeno il colloquio telefonico con Emmanuel Macron. “No, non ci sono piani”, ha detto Dmytry Peskov, osservando che “finora non ci sono state iniziative da parte francese”.
La portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha respinto l’ipotesi di colloqui con la controparte ucraina in Vaticano, ribadita dal segretario di Stato Pietro Parolin, ai margini di un evento dedicato a Giorgio La Pira, a Roma. “Temo che i miei fratelli ceceni e buriati non l’apprezzerebbero. Per quanto ricordo, nessuno in Vaticano ha pronunciato parole di scuse”, ha scritto su Telegram Zakharova.
Il presidente degli Stati Uniti Biden ha parlato con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky “per sottolineare il continuo sostegno degli Stati Uniti alla difesa dell’Ucraina, mentre la Russia continua i suoi assalti alle infrastrutture critiche dell’Ucraina”.
“Il presidente Biden – sottolinea la presidenza americana in una nota – ha rimarcato come gli Stati Uniti stiano dando la priorità agli sforzi per rafforzare la difesa aerea dell’Ucraina attraverso la nostra assistenza alla sicurezza, compreso l’annuncio del 9 dicembre di 275 milioni di dollari in munizioni e attrezzature aggiuntive che includevano sistemi per contrastare l’uso russo di veicoli aerei senza pilota”.
Il capo della Casa Bianca “ha anche evidenziato l’annuncio del 29 novembre di 53 milioni di dollari per sostenere le infrastrutture energetiche, per rafforzare la stabilità della rete energetica ucraina sulla scia degli attacchi mirati della Russia”.
Biden, conclude la nota, “ha accolto con favore la dichiarata apertura del presidente Zelensky ad una pace giusta basata sui principi fondamentali sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite. Ha ribadito l’impegno degli Stati Uniti a continuare a fornire all’Ucraina sicurezza, assistenza economica e umanitaria, ritenendo la Russia responsabile dei suoi crimini di guerra e atrocità e imponendo costi alla Russia per la sua aggressione”.

“Se Putin morisse? Allora finirebbe la guerra”. Ukrainska Pravda ha dato grande risalto alla risposta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla domanda del conduttore televisivo americano David Letterman.
“Immaginiamo che Putin si prenda un raffreddore e muoia, o cada accidentalmente da una finestra e muoia, la guerra proseguirebbe?”, ha chiesto provocatoriamente l’intervistatore in uno special su Netflix. “No – ha risposto Zelensky – non ci sarebbe nessuna guerra. Il regime autoritario è terribile. C’è un alto rischio che tutto venga deciso da una persona sola. Quindi quando la persona se ne va, tutte le istituzioni si fermano. Qualcosa di simile è avvenuto in Unione Sovietica. Tutto si è fermato. Penso che se lui non ci fosse più, sarebbe difficile per loro. Dovrebbero concentrarsi sulla politica interna, non su quella estera”.
Non ci sarà il vertice annuale fra il presidente russo e il primo ministro indiano Narendra Modi. A riferirlo è stato il portavoce del Cremlino Dmytry Peskov, dopo che i media avevano diffuso la notizia di un rifiuto di Modi. Citato dalla Tass, Peskov ha puntualizzato che non vi è stata alcuna cancellazione del summit, semplicemente perché l’appuntamento non era in previsione. Dopo la dichiarazione di partnership strategica del 2000, i leader dei due Paesi si incontrano ogni anno.
Nell’agenda dello “zar” non figura nemmeno il colloquio telefonico con Emmanuel Macron. “No, non ci sono piani”, ha detto Dmytry Peskov, osservando che “finora non ci sono state iniziative da parte francese”.
La portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha respinto l’ipotesi di colloqui con la controparte ucraina in Vaticano, ribadita dal segretario di Stato Pietro Parolin, ai margini di un evento dedicato a Giorgio La Pira, a Roma. “Temo che i miei fratelli ceceni e buriati non l’apprezzerebbero. Per quanto ricordo, nessuno in Vaticano ha pronunciato parole di scuse”, ha scritto su Telegram Zakharova.
Il presidente degli Stati Uniti Biden ha parlato con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky “per sottolineare il continuo sostegno degli Stati Uniti alla difesa dell’Ucraina, mentre la Russia continua i suoi assalti alle infrastrutture critiche dell’Ucraina”.
“Il presidente Biden – sottolinea la presidenza americana in una nota – ha rimarcato come gli Stati Uniti stiano dando la priorità agli sforzi per rafforzare la difesa aerea dell’Ucraina attraverso la nostra assistenza alla sicurezza, compreso l’annuncio del 9 dicembre di 275 milioni di dollari in munizioni e attrezzature aggiuntive che includevano sistemi per contrastare l’uso russo di veicoli aerei senza pilota”.
Il capo della Casa Bianca “ha anche evidenziato l’annuncio del 29 novembre di 53 milioni di dollari per sostenere le infrastrutture energetiche, per rafforzare la stabilità della rete energetica ucraina sulla scia degli attacchi mirati della Russia”.
Biden, conclude la nota, “ha accolto con favore la dichiarata apertura del presidente Zelensky ad una pace giusta basata sui principi fondamentali sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite. Ha ribadito l’impegno degli Stati Uniti a continuare a fornire all’Ucraina sicurezza, assistenza economica e umanitaria, ritenendo la Russia responsabile dei suoi crimini di guerra e atrocità e imponendo costi alla Russia per la sua aggressione”.

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