Odessa e Dnipro sotto le bombe

È stato un mercoledì nero per l’Ucraina. I russi hanno colpito duramente alcune importanti città. “Due missili da crociera sono stati abbattuti sopra a Kiev. Stiamo raccogliendo le informazioni e verificando se ci sono vittime”, ha detto una fonte della capitale. Anche le autorità delle città di Dnipro e di Odessa hanno riferito di raid.
Le truppe di Mosca hanno lanciato un attacco missilistico su Odessa colpendo un bersaglio logistico e ferendo un civile. A renderlo noto è stata la responsabile del centro stampa di coordinamento congiunto delle Forze di Difesa del Sud dell’Ucraina, Natalia Humeniuk, citata da Kiev Independent, precisando che la difesa aerea ucraina ha distrutto sei missili. Un’ulteriore conferma è arrivata dalla municipalità. In un post su Telegram, ha precisato che si trattava di missili Kalibr lanciati dal Mar Nero e da caccia Sukhoi S-30.
I missili hanno colpito anche due distretti della città di Dnipro. Centrato un impianto industriale. “Si contano già 14 feriti come risultato dell’attacco russo su Dnipro. Tra loro una ragazza di 15 anni. Sono ricoverati negli ospedali cittadini”, ha riferito il capo dell’amministrazione militare regionale, Valentyn Reznichenko.
Il primo ministro ucraino Denys Shmihal ha denunciato che le forze di Putin hanno preso di mira gli impianti di produzione di gas e un centro per la produzione di attrezzature e tecnologie missilistiche e spaziali per scopi di difesa nel popoloso centro situato nella parte orientale del Paese.
Nella regione di Kiev, già stretta nella morsa del freddo, l’elettricità potrebbe mancare per giorni. Lo ha rivelato il direttore esecutivo dell’operatore Dtek, Dmytro Sakharuk, sottolineando che è probabile che in alcune aree non vengano introdotte interruzioni di corrente programmate, ma accensioni programmate. “Sfortunatamente il numero di ore in cui queste accensioni programmate possono avvenire è ancora molto breve: due o tre ore al massimo”, ha aggiunto Sakharuk.
L’Ue continua a foraggiare Kiev. Ben 1.800 tonnellate di merci sono state inviate questo mese, anche nel settore dell’energia, attraverso il meccanismo di protezione civile europeo. Gli aiuti materiali forniti salgono così a 74mila tonnellate, per un valore di 450 milioni di euro, che si aggiungono ai 523 milioni di euro di assistenza umanitaria finanziaria già forniti dall’inizio dell’operazione speciale. Lo segnala la Commissione in una nota. Gli ultimi aiuti, che comprendono dispositivi di pronto soccorso, indumenti protettivi, attrezzature e antincendio, autocisterne per l’acqua e autoambulanze, provengono da Finlandia, Belgio, Germania, Slovacchia, Svezia e Lussemburgo.
La Russia non intende rinunciare ai territori in Ucraina recentemente annessi al suo territorio dopo lo svolgimento dei referendum. Lo ha ribadito a chiare lettere il vice ministro degli Esteri Serghei Ryabkov in un’intervista televisiva. “Siamo incrollabili nella nostra posizione che prevede certamente la nostra integrità territoriale con tutti i territori annessi recentemente”, ha detto Ryabkov.
Il Cremlino ritiene che Washington sia “in grado di esercitare un’influenza su Kiev, rendendola più flessibile, se lo desidera”. Lo ha affermato il portavoce Dmitri Peskov durante il suo consueto briefing. “Una cosa è chiara, ha proseguito, la parte ucraina non vuole alcun negoziato. Il fatto è che, in effetti, le controparti ucraine, diciamo, hanno sette venerdì a settimana: prima negoziano, poi si rifiutano di negoziare, poi effettivamente approvano una legge che proibisce qualsiasi tipo di negoziato, poi dicono che vogliono negoziati, ma pubblici. È difficile immaginare negoziati pubblici, non ci sono negoziati pubblici, e ancor di più negoziati pubblici a questo livello”.
Peskov ha respinto al mittente le accuse di lasciare ogni giorno migliaia di civili al freddo e al buio: “Stiamo parlando di quelle strutture infrastrutturali che direttamente o indirettamente sono collegate al potenziale militare dell’Ucraina e del regime ucraino”. Al momento non è all’orizzonte un cessate il fuoco: “L’operazione militare speciale continua. Non dipende dalle condizioni meteo o climatiche, sta andando avanti e i suoi obiettivi saranno conseguiti, o con l’operazione militare speciale o con i negoziati. La Russia è aperta a entrambi”. Infine una rassicurazione: “Il lavoro per garantire l’esportazione di cibo e fertilizzanti russi sarà portato a termine”.
Mosca ha confermato il rinnovo dell’accordo sull’esportazione di grano dai porti ucraini “senza modifiche”. In una nota, il ministero degli Esteri russo ha sottolineato che l’intesa, firmata il 22 luglio e in scadenza oggi, “prevede una proroga tecnica di altri 120 giorni salvo eventuali opposizioni. Nessuna obiezione di questo tipo è stata sollevata”, per cui l’accordo è stato rinnovato “senza modificarne i tempi o la portata”.
Di prospettive di pace ha parlato anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, rivolgendosi ai partecipanti al Bloomberg New Economy Forum. “La pace in Ucraina, ha scritto su Telegram, è un bisogno globale. Sottolineo: non è una pausa temporanea, non un’illusione di pace con cui la Russia tenta, solo per preparare una nuova fase di aggressione, ma la vera pace. So che può essere raggiunto. Ma per questo dobbiamo preservare l’unità globale e continuare a sostenere la nostra lotta per la libertà. È necessario proteggere l’onestà globale e aumentare la pressione sulla Russia per il terrore. Ed è necessario preservare la razionalità globale”.

È stato un mercoledì nero per l’Ucraina. I russi hanno colpito duramente alcune importanti città. “Due missili da crociera sono stati abbattuti sopra a Kiev. Stiamo raccogliendo le informazioni e verificando se ci sono vittime”, ha detto una fonte della capitale. Anche le autorità delle città di Dnipro e di Odessa hanno riferito di raid.
Le truppe di Mosca hanno lanciato un attacco missilistico su Odessa colpendo un bersaglio logistico e ferendo un civile. A renderlo noto è stata la responsabile del centro stampa di coordinamento congiunto delle Forze di Difesa del Sud dell’Ucraina, Natalia Humeniuk, citata da Kiev Independent, precisando che la difesa aerea ucraina ha distrutto sei missili. Un’ulteriore conferma è arrivata dalla municipalità. In un post su Telegram, ha precisato che si trattava di missili Kalibr lanciati dal Mar Nero e da caccia Sukhoi S-30.
I missili hanno colpito anche due distretti della città di Dnipro. Centrato un impianto industriale. “Si contano già 14 feriti come risultato dell’attacco russo su Dnipro. Tra loro una ragazza di 15 anni. Sono ricoverati negli ospedali cittadini”, ha riferito il capo dell’amministrazione militare regionale, Valentyn Reznichenko.
Il primo ministro ucraino Denys Shmihal ha denunciato che le forze di Putin hanno preso di mira gli impianti di produzione di gas e un centro per la produzione di attrezzature e tecnologie missilistiche e spaziali per scopi di difesa nel popoloso centro situato nella parte orientale del Paese.
Nella regione di Kiev, già stretta nella morsa del freddo, l’elettricità potrebbe mancare per giorni. Lo ha rivelato il direttore esecutivo dell’operatore Dtek, Dmytro Sakharuk, sottolineando che è probabile che in alcune aree non vengano introdotte interruzioni di corrente programmate, ma accensioni programmate. “Sfortunatamente il numero di ore in cui queste accensioni programmate possono avvenire è ancora molto breve: due o tre ore al massimo”, ha aggiunto Sakharuk.
L’Ue continua a foraggiare Kiev. Ben 1.800 tonnellate di merci sono state inviate questo mese, anche nel settore dell’energia, attraverso il meccanismo di protezione civile europeo. Gli aiuti materiali forniti salgono così a 74mila tonnellate, per un valore di 450 milioni di euro, che si aggiungono ai 523 milioni di euro di assistenza umanitaria finanziaria già forniti dall’inizio dell’operazione speciale. Lo segnala la Commissione in una nota. Gli ultimi aiuti, che comprendono dispositivi di pronto soccorso, indumenti protettivi, attrezzature e antincendio, autocisterne per l’acqua e autoambulanze, provengono da Finlandia, Belgio, Germania, Slovacchia, Svezia e Lussemburgo.
La Russia non intende rinunciare ai territori in Ucraina recentemente annessi al suo territorio dopo lo svolgimento dei referendum. Lo ha ribadito a chiare lettere il vice ministro degli Esteri Serghei Ryabkov in un’intervista televisiva. “Siamo incrollabili nella nostra posizione che prevede certamente la nostra integrità territoriale con tutti i territori annessi recentemente”, ha detto Ryabkov.
Il Cremlino ritiene che Washington sia “in grado di esercitare un’influenza su Kiev, rendendola più flessibile, se lo desidera”. Lo ha affermato il portavoce Dmitri Peskov durante il suo consueto briefing. “Una cosa è chiara, ha proseguito, la parte ucraina non vuole alcun negoziato. Il fatto è che, in effetti, le controparti ucraine, diciamo, hanno sette venerdì a settimana: prima negoziano, poi si rifiutano di negoziare, poi effettivamente approvano una legge che proibisce qualsiasi tipo di negoziato, poi dicono che vogliono negoziati, ma pubblici. È difficile immaginare negoziati pubblici, non ci sono negoziati pubblici, e ancor di più negoziati pubblici a questo livello”.
Peskov ha respinto al mittente le accuse di lasciare ogni giorno migliaia di civili al freddo e al buio: “Stiamo parlando di quelle strutture infrastrutturali che direttamente o indirettamente sono collegate al potenziale militare dell’Ucraina e del regime ucraino”. Al momento non è all’orizzonte un cessate il fuoco: “L’operazione militare speciale continua. Non dipende dalle condizioni meteo o climatiche, sta andando avanti e i suoi obiettivi saranno conseguiti, o con l’operazione militare speciale o con i negoziati. La Russia è aperta a entrambi”. Infine una rassicurazione: “Il lavoro per garantire l’esportazione di cibo e fertilizzanti russi sarà portato a termine”.
Mosca ha confermato il rinnovo dell’accordo sull’esportazione di grano dai porti ucraini “senza modifiche”. In una nota, il ministero degli Esteri russo ha sottolineato che l’intesa, firmata il 22 luglio e in scadenza oggi, “prevede una proroga tecnica di altri 120 giorni salvo eventuali opposizioni. Nessuna obiezione di questo tipo è stata sollevata”, per cui l’accordo è stato rinnovato “senza modificarne i tempi o la portata”.
Di prospettive di pace ha parlato anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, rivolgendosi ai partecipanti al Bloomberg New Economy Forum. “La pace in Ucraina, ha scritto su Telegram, è un bisogno globale. Sottolineo: non è una pausa temporanea, non un’illusione di pace con cui la Russia tenta, solo per preparare una nuova fase di aggressione, ma la vera pace. So che può essere raggiunto. Ma per questo dobbiamo preservare l’unità globale e continuare a sostenere la nostra lotta per la libertà. È necessario proteggere l’onestà globale e aumentare la pressione sulla Russia per il terrore. Ed è necessario preservare la razionalità globale”.

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