Oggi è il Solstizio d’estate, il giorno più lungo dell’anno

Solstizio d'estate

Si celebra oggi, 22 giugno, il solstizio d’estate: è il giorno più lungo dell’anno, quello cioè in cui la luce durerà più a lungo. Si tratta di una giornata particolare, che alcuni considerano un po magica e che ha radici ancestrali radicate in tradizioni antiche.

Etimologicamente parlando, la parola “solstizio” deriva dal latino sol (che significa ovviamente sole) e sistere, che vuol dire fermarsi. Nel solstizio d’estate, infatti, “il disco solare, che si trova più a nord rispetto all’equatore celeste, sembra quasi arrestare la sua ascesa, per poi riprenderla dapprima in modo quasi impercettibile e poi sempre più rapidamente fino al momento in cui si verifica l’equinozio di autunno”.

Dunque è proprio nel solstizio d’estate che il sole e la luce manifestano il loro più ampio trionfo sul buio e sulle tenebre. Dunque “i momenti solstiziali – si legge sul sito Azione tradizionale – si ricollegano a simbologie connesse alla luce e al sole che risorge invincibile sugli abissi, richiamando così la visione della rinascita luminosa della vera vita dalla caduta nelle tenebre, del chiudersi di una fase e dell’inizio di un nuovo ciclo, il mistero della catartica rigenerazione dopo la caduta”. Vale la pena, infine, ricordare quello che scriveva sul solstizio Jukius Evola: “Nel simbolismo primordiale il segno del Sole come Vita, Luce delle Terre, è anche il segno dell’Uomo. E come nel suo corso annuale il Sole muore e rinasce, così anche l’Uomo ha il suo anno, muore e risorge”.

Si celebra oggi, 22 giugno, il solstizio d’estate: è il giorno più lungo dell’anno, quello cioè in cui la luce durerà più a lungo. Si tratta di una giornata particolare, che alcuni considerano un po magica e che ha radici ancestrali radicate in tradizioni antiche.

Etimologicamente parlando, la parola “solstizio” deriva dal latino sol (che significa ovviamente sole) e sistere, che vuol dire fermarsi. Nel solstizio d’estate, infatti, “il disco solare, che si trova più a nord rispetto all’equatore celeste, sembra quasi arrestare la sua ascesa, per poi riprenderla dapprima in modo quasi impercettibile e poi sempre più rapidamente fino al momento in cui si verifica l’equinozio di autunno”.

Dunque è proprio nel solstizio d’estate che il sole e la luce manifestano il loro più ampio trionfo sul buio e sulle tenebre. Dunque “i momenti solstiziali – si legge sul sito Azione tradizionale – si ricollegano a simbologie connesse alla luce e al sole che risorge invincibile sugli abissi, richiamando così la visione della rinascita luminosa della vera vita dalla caduta nelle tenebre, del chiudersi di una fase e dell’inizio di un nuovo ciclo, il mistero della catartica rigenerazione dopo la caduta”. Vale la pena, infine, ricordare quello che scriveva sul solstizio Jukius Evola: “Nel simbolismo primordiale il segno del Sole come Vita, Luce delle Terre, è anche il segno dell’Uomo. E come nel suo corso annuale il Sole muore e rinasce, così anche l’Uomo ha il suo anno, muore e risorge”.

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