Omaggio a Lilibet The Queen

di Benedetta Basile

A pochi mesi dalla morte della Regina Elisabetta molti sono i paesi che vogliono omaggiarla: la Gran Bretagna, prima tra tutte, dove i negozi per turisti hanno messo in vendita le tazze, i piattini, le magliette e i poster che la ritraggono felice e sorridente.
Anche l’Italia non è da meno e una delle manifestazioni in suo ricordo è la mostra “ Lilibet. The Queen”, che si trova all’Agostino Art Gallery di Milano, dove è stata inaugurata giovedì. Fino al 20 febbraio sarà quindi possibile visitare l’esposizione curata da Cinzia Lampariello Ranzi, in cui si possono trovare alcuni pezzi unici realizzati da veri maestri e grandi protagonisti della pop art e della street art internazionale, come Endless, Marco Lodola, Mr. Brainwash, Raptuz, Jamie Reid e TV Boy, che hanno come protagonista la monarca dei record.
I lavori che si trovano in “Lilibet. The Queen” sono l’esito di una ricerca condotta tra il 2021 e il 2022 proprio dai fondatori della Agostino Art Gallery, Giacomo Christian Giulio Ranzi e Cinzia Lampariello Ranzi, che erano fortemente interessati a celebrare il forte valore iconico, politico e culturale che rappresenta Elisabetta II, attraverso il linguaggio dell’arte e il confronto tra opere realizzate da artisti di generazioni diverse.
“Sono nato a Shaftesbury nella contea del Dorset”, racconta Giacomo Christian Giulio Ranzi, “Il mio nonno materno era un ufficiale della Royal Air Force, che dopo i trasferimenti in India, Africa, Persia ha scelto di ritirarsi nel Dorset. Ho vissuto in Inghilterra fino alla prima adolescenza e la mia educazione è stata assolutamente inglese. Il mio legame sentimentale con la Royal Family si è intrecciato con le ricerche di Cinzia Lampariello, mia moglie, interessata per formazione ai linguaggi della grafica, della pop e della street art. Ne è nata una collezione d’arte che abbiamo costruito, anche attraverso alcune commissioni, in primo luogo per noi e che con questa mostra abbiamo il piacere di condividere con tutti. Art takes care of the earth”.
Tra le opere in esposizione è possibile trovare una grande tela dell’artista londinese Endless, noto per essere in grado di mischiare arte di strada e arte contemporanea. Il lavoro è stato anche tra quelli esposti alla 59° Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia.
La Regina è anche rappresentata in una magnifica scultura di Marco Lodola che è noto per rappresentare icone mondiali come Marilyn Monroe e Mao Tse Tung e per aver realizzato delle installazioni di luce per vari eventi e spettacoli.
Inoltre sono presenti tre ritratti di Sua Maestà di Mr. Brainwash, un artista francese con alle spalle una carriera tra pop e street art ventennale.
Procedendo è possibile trovare “God Save The Queen” di Luigi Maria Muratore, un artista italiano nato nell’hinterland milanese, classe 1968, fondatore della “TDK crew” e della storica “Spaghetti Funk” insieme a J-Ax.
Sui muri e sulle tele scompone forme e colori con una tecnica inventata da lui, chiamata la broken window futurism, che prevede l’utilizzo di bisturi, scotch di carta e spray. Ispirate da una famosa fotografia della regina Elisabetta scattata da Cecil Beaton, si possono trovare alcune litografie di Jamie Reid, un artista inglese noto per aver seguito l’immagine punk dei Sex Pistols.
TVboy, invece, rappresenta la sovrana in abiti punk, con alle sue spalle rappresentata la bandiera del Regno Unito con graffiti e colature di colore.
All’interno dell’esposizione è possibile anche trovare alcune opere di Alberto Petrivelli, Walter Davanzo e Gumm. Il primo è originario di Orvieto, ma vive a Londra e non ha mai esposto in una galleria italiana, Davanzo è un pittore, fotografo, designer e art director e Gumm è il nome di un artista veneziano che veicola le opere pop nella tridimensionalità.
“Il ruolo del curatore” afferma Cinzia Lampariello Ranzi “è quella di guida nell’orizzontalità della proposta, attraverso opere e ricerche non necessariamente vicine dal punto di vista linguistico e formale, ma accomunate da qualità, serietà e profondità di pensiero. Proprio per questo insieme agli artisti che, nonostante la breve apertura della Galleria, ci hanno contattato da diversi Paesi stiamo lavorando al “Manifesto dell’Arte Liquida”.

di Benedetta Basile

A pochi mesi dalla morte della Regina Elisabetta molti sono i paesi che vogliono omaggiarla: la Gran Bretagna, prima tra tutte, dove i negozi per turisti hanno messo in vendita le tazze, i piattini, le magliette e i poster che la ritraggono felice e sorridente.
Anche l’Italia non è da meno e una delle manifestazioni in suo ricordo è la mostra “ Lilibet. The Queen”, che si trova all’Agostino Art Gallery di Milano, dove è stata inaugurata giovedì. Fino al 20 febbraio sarà quindi possibile visitare l’esposizione curata da Cinzia Lampariello Ranzi, in cui si possono trovare alcuni pezzi unici realizzati da veri maestri e grandi protagonisti della pop art e della street art internazionale, come Endless, Marco Lodola, Mr. Brainwash, Raptuz, Jamie Reid e TV Boy, che hanno come protagonista la monarca dei record.
I lavori che si trovano in “Lilibet. The Queen” sono l’esito di una ricerca condotta tra il 2021 e il 2022 proprio dai fondatori della Agostino Art Gallery, Giacomo Christian Giulio Ranzi e Cinzia Lampariello Ranzi, che erano fortemente interessati a celebrare il forte valore iconico, politico e culturale che rappresenta Elisabetta II, attraverso il linguaggio dell’arte e il confronto tra opere realizzate da artisti di generazioni diverse.
“Sono nato a Shaftesbury nella contea del Dorset”, racconta Giacomo Christian Giulio Ranzi, “Il mio nonno materno era un ufficiale della Royal Air Force, che dopo i trasferimenti in India, Africa, Persia ha scelto di ritirarsi nel Dorset. Ho vissuto in Inghilterra fino alla prima adolescenza e la mia educazione è stata assolutamente inglese. Il mio legame sentimentale con la Royal Family si è intrecciato con le ricerche di Cinzia Lampariello, mia moglie, interessata per formazione ai linguaggi della grafica, della pop e della street art. Ne è nata una collezione d’arte che abbiamo costruito, anche attraverso alcune commissioni, in primo luogo per noi e che con questa mostra abbiamo il piacere di condividere con tutti. Art takes care of the earth”.
Tra le opere in esposizione è possibile trovare una grande tela dell’artista londinese Endless, noto per essere in grado di mischiare arte di strada e arte contemporanea. Il lavoro è stato anche tra quelli esposti alla 59° Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia.
La Regina è anche rappresentata in una magnifica scultura di Marco Lodola che è noto per rappresentare icone mondiali come Marilyn Monroe e Mao Tse Tung e per aver realizzato delle installazioni di luce per vari eventi e spettacoli.
Inoltre sono presenti tre ritratti di Sua Maestà di Mr. Brainwash, un artista francese con alle spalle una carriera tra pop e street art ventennale.
Procedendo è possibile trovare “God Save The Queen” di Luigi Maria Muratore, un artista italiano nato nell’hinterland milanese, classe 1968, fondatore della “TDK crew” e della storica “Spaghetti Funk” insieme a J-Ax.
Sui muri e sulle tele scompone forme e colori con una tecnica inventata da lui, chiamata la broken window futurism, che prevede l’utilizzo di bisturi, scotch di carta e spray. Ispirate da una famosa fotografia della regina Elisabetta scattata da Cecil Beaton, si possono trovare alcune litografie di Jamie Reid, un artista inglese noto per aver seguito l’immagine punk dei Sex Pistols.
TVboy, invece, rappresenta la sovrana in abiti punk, con alle sue spalle rappresentata la bandiera del Regno Unito con graffiti e colature di colore.
All’interno dell’esposizione è possibile anche trovare alcune opere di Alberto Petrivelli, Walter Davanzo e Gumm. Il primo è originario di Orvieto, ma vive a Londra e non ha mai esposto in una galleria italiana, Davanzo è un pittore, fotografo, designer e art director e Gumm è il nome di un artista veneziano che veicola le opere pop nella tridimensionalità.
“Il ruolo del curatore” afferma Cinzia Lampariello Ranzi “è quella di guida nell’orizzontalità della proposta, attraverso opere e ricerche non necessariamente vicine dal punto di vista linguistico e formale, ma accomunate da qualità, serietà e profondità di pensiero. Proprio per questo insieme agli artisti che, nonostante la breve apertura della Galleria, ci hanno contattato da diversi Paesi stiamo lavorando al “Manifesto dell’Arte Liquida”.

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