Omicidio Ciatti, il processo italiano andrà avanti

Respinta la richiesta dei legali dell’imputato di chiudere il procedimento dopo la condanna ricevuta in Spagna

E’ stata respinta dai giudici della terza Corte d’assise di Roma l’istanza presentata dalla difesa di uno degli imputati nel processo per l’omicidio di Nicolò Ciatti che, dopo la sentenza di condanna in primo grado pronunciata in Spagna, aveva chiesto la chiusura del procedimento italiano per il principio del “ne bis in idem”.

Il cittadino ceceno Rassoul Bissoultanov, che all’inizio di giugno è stato ritenuto dai magistrati di Girona colpevole di omicidio volontario con l’aggravante di aver colpito a tradimento, andrà dunque alla sbarra anche nel nostro Paese.

Secondo i togati romani, come emerge dall’ordinanza letta in aula questa mattina, la richiesta della difesa “non merita accoglimento e va rigettata” poiché nessuno dei due procedimenti è arrivato a sentenza definitiva.

I fatti, avvenuti nella notte tra l’11 e il 12 agosto 2017 in una discoteca di Lloret de Mar (Spagna), dove Ciatti si trovava in vacanza con alcuni amici, avevano visto il ventunenne di Scandicci picchiato a morte da due uomini di nazionalità cecena, in seguito identificati ed arrestati. Uno dei due è quello condannato dal tribunale spagnolo (l’altro è stato assolto).

“Fortunatamente l’eccezione della difesa è stata respinta come ci aspettavamo e ora inizierà il dibattimento vero e proprio. Quello che cerchiamo è giustizia e verità” dice ad adnkronos al termine dell’udienza davanti alla Terza Corte di Assise di Roma, Luigi Ciatti, padre di Niccolò, che vorrebbe che gli assassini siano condannati all’ergastolo.

“Considerando che in Spagna abbiamo atteso quatto anni e mezzo prima di iniziare il processo, quello di oggi – ha ancora sottolinea – è stato un passo decisivo e importante”.

La prossima udienza, fissata per l’8 luglio, vedrà l’audizione tra gli altri, come testimoni, dei genitori di Niccolò e degli amici che erano con lui.

E’ stata respinta dai giudici della terza Corte d’assise di Roma l’istanza presentata dalla difesa di uno degli imputati nel processo per l’omicidio di Nicolò Ciatti che, dopo la sentenza di condanna in primo grado pronunciata in Spagna, aveva chiesto la chiusura del procedimento italiano per il principio del “ne bis in idem”.

Il cittadino ceceno Rassoul Bissoultanov, che all’inizio di giugno è stato ritenuto dai magistrati di Girona colpevole di omicidio volontario con l’aggravante di aver colpito a tradimento, andrà dunque alla sbarra anche nel nostro Paese.

Secondo i togati romani, come emerge dall’ordinanza letta in aula questa mattina, la richiesta della difesa “non merita accoglimento e va rigettata” poiché nessuno dei due procedimenti è arrivato a sentenza definitiva.

I fatti, avvenuti nella notte tra l’11 e il 12 agosto 2017 in una discoteca di Lloret de Mar (Spagna), dove Ciatti si trovava in vacanza con alcuni amici, avevano visto il ventunenne di Scandicci picchiato a morte da due uomini di nazionalità cecena, in seguito identificati ed arrestati. Uno dei due è quello condannato dal tribunale spagnolo (l’altro è stato assolto).

“Fortunatamente l’eccezione della difesa è stata respinta come ci aspettavamo e ora inizierà il dibattimento vero e proprio. Quello che cerchiamo è giustizia e verità” dice ad adnkronos al termine dell’udienza davanti alla Terza Corte di Assise di Roma, Luigi Ciatti, padre di Niccolò, che vorrebbe che gli assassini siano condannati all’ergastolo.

“Considerando che in Spagna abbiamo atteso quatto anni e mezzo prima di iniziare il processo, quello di oggi – ha ancora sottolinea – è stato un passo decisivo e importante”.

La prossima udienza, fissata per l’8 luglio, vedrà l’audizione tra gli altri, come testimoni, dei genitori di Niccolò e degli amici che erano con lui.

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