OMICIDIO STRADALE Guidare e telefonare può essere una aggravante come l’aver bevuto alcol

Inasprire le pene sull’omicidio stradale. E’ ciò che vuole fare il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che ha convocato un tavolo di maggioranza in via Arenula per chiedere un via libera veloce a un disegno di legge ad hoc. Il provvedimento prevede che l’uso del cellulare alla guida costituisca un’aggravante, così come lo è la guida in stato di ebbrezza. A distanza di 4 anni dall’ultima modifica della legge sul codice della strada e a distanza di un anno dall’ultimo accordo nel governo (all’epoca giallo-verde) in cui sono state imposte multe più salate ai trasgressori, il titolare del dicastero alla giustizia vuole recuperare tempo e accelerare sulla riforma per inasprire il reato di omicidio stradale. Come scrive Il Messaggero, il disegno di legge aumenta “le condotte di particolare pericolosità punendo, per esempio, chi provoca involontariamente la morte di una persona oltrepassando una striscia longitudinale”. 

Il ddl inoltre depotenzia il concorso di colpa: viene abrogato l’articolo che prevede una circostanza attenuante nel caso in cui la morte di un soggetto è avvenuta non esclusivamente dall’azione o dall’omissione del colpevole. 

 

Alessandra Santangelo

 

Inasprire le pene sull’omicidio stradale. E’ ciò che vuole fare il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che ha convocato un tavolo di maggioranza in via Arenula per chiedere un via libera veloce a un disegno di legge ad hoc. Il provvedimento prevede che l’uso del cellulare alla guida costituisca un’aggravante, così come lo è la guida in stato di ebbrezza. A distanza di 4 anni dall’ultima modifica della legge sul codice della strada e a distanza di un anno dall’ultimo accordo nel governo (all’epoca giallo-verde) in cui sono state imposte multe più salate ai trasgressori, il titolare del dicastero alla giustizia vuole recuperare tempo e accelerare sulla riforma per inasprire il reato di omicidio stradale. Come scrive Il Messaggero, il disegno di legge aumenta “le condotte di particolare pericolosità punendo, per esempio, chi provoca involontariamente la morte di una persona oltrepassando una striscia longitudinale”. 

Il ddl inoltre depotenzia il concorso di colpa: viene abrogato l’articolo che prevede una circostanza attenuante nel caso in cui la morte di un soggetto è avvenuta non esclusivamente dall’azione o dall’omissione del colpevole. 

 

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