Opere pubbliche, il ministro Giovannini cambia marcia: innovazione e sostenibilità guideranno ogni valutazione

Infrastrutture e opere pubbliche, si cambia approccio.  È quanto vuole determinare il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims), che ne ha discusso oggi in un seminario. Innovazione e sostenibilità guideranno la realizzazione delle opere pubbliche e la precedente valutazione che ne verrà fatta. Ciò, in coerenza con i principi europei e internazionali del Next Generation EU e dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e, soprattutto, con le nuove linee guida del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess) riguardanti la valutazione degli investimenti pubblici secondo indicatori di sostenibilità economica, sociale e ambientale.

Questo nuovo orientamento del Cipess conferma l’attenzione del ministero guidato da Enrico Giovannini alla sensibilizzazione svolta negli ultimi anni dalle organizzazioni internazionali e dalla società civile per una valutazione che, oltre alle dimensioni economiche e finanziarie, guardi agli aspetti sociali e ambientali degli impatti generati dagli investimenti pubblici.

Lo conferma lui stesso. “Avviamo un confronto con la comunità scientifica, le organizzazioni della società civile e gli addetti ai lavori sul percorso intrapreso, anche al fine di ricevere proposte per migliorare gli strumenti di cui il Ministero si sta dotando. Il perseguimento della transizione digitale e di quella ecologica  deve essere riflesso nel modo in cui si selezionano le infrastrutture da realizzare e nel modo di realizzarle, così da renderle resilienti al cambiamento climatico, contribuire a raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, migliorare la qualità dei servizi per i cittadini e le imprese, ridurre le disuguaglianze territoriali, nel rispetto del principio del not significant harm posto alla base di tutto il quadro finanziario europeo 2021-2027”.

Discusse oggi le linee guida per l’elaborazione dei documenti di valutazione ex-ante delle opere pubbliche, incluse quelle – adottate ad agosto scorso – relative al nuovo Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (Pfte) per gli interventi inseriti nel Pnrr, e le linee guida operative per la valutazione dei progetti in ambito ferroviario approvate a dicembre 2021. Entrambi i documenti chiariscono i criteri da adottare per la valutazione economico-finanziaria dei progetti, confermando l’importanza dell’analisi costi-benefici ed espandendo tale analisi anche agli elementi di valutazione dell’impatto ambientale e, in particolare, in termini di emissioni di gas climalteranti. Per la prima volta, nelle linee guida sono stati inclusi elementi di analisi degli impatti ambientali (in particolare il rispetto del principio del do not significant harm), quelli di natura sociale e quelli relativi alla dimensione istituzionale e di governance, come ad esempio la qualificazione delle stazioni appaltanti, per migliorare la quale il Mims si è impegnato con il programma di formazione “Pnrr Academy”.

Nella discussione, anche la proposta di revisione del processo di pianificazione delle opere pubbliche previsto dalla normativa esistente, con l’introduzione di strumenti più adeguati alla definizione delle priorità e il monitoraggio sullo stato di avanzamento dei lavori. In particolare, la proposta propone di rafforzare la coerenza con le politiche nazionali ed europee dei singoli interventi programmati sulla base delle esigenze nazionali e territoriali segnalate dagli stakeholder. In tale prospettiva vengono identificati gli investimenti che il Mims dovrebbe effettuare per dotarsi di adeguate competenze professionali, anche alla luce della creazione del Centro per l’innovazione e la sostenibilità in materia di infrastrutture e mobilità (Cismi), istituito nel 2021.

Infrastrutture e opere pubbliche, si cambia approccio.  È quanto vuole determinare il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims), che ne ha discusso oggi in un seminario. Innovazione e sostenibilità guideranno la realizzazione delle opere pubbliche e la precedente valutazione che ne verrà fatta. Ciò, in coerenza con i principi europei e internazionali del Next Generation EU e dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e, soprattutto, con le nuove linee guida del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess) riguardanti la valutazione degli investimenti pubblici secondo indicatori di sostenibilità economica, sociale e ambientale.

Questo nuovo orientamento del Cipess conferma l’attenzione del ministero guidato da Enrico Giovannini alla sensibilizzazione svolta negli ultimi anni dalle organizzazioni internazionali e dalla società civile per una valutazione che, oltre alle dimensioni economiche e finanziarie, guardi agli aspetti sociali e ambientali degli impatti generati dagli investimenti pubblici.

Lo conferma lui stesso. “Avviamo un confronto con la comunità scientifica, le organizzazioni della società civile e gli addetti ai lavori sul percorso intrapreso, anche al fine di ricevere proposte per migliorare gli strumenti di cui il Ministero si sta dotando. Il perseguimento della transizione digitale e di quella ecologica  deve essere riflesso nel modo in cui si selezionano le infrastrutture da realizzare e nel modo di realizzarle, così da renderle resilienti al cambiamento climatico, contribuire a raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, migliorare la qualità dei servizi per i cittadini e le imprese, ridurre le disuguaglianze territoriali, nel rispetto del principio del not significant harm posto alla base di tutto il quadro finanziario europeo 2021-2027”.

Discusse oggi le linee guida per l’elaborazione dei documenti di valutazione ex-ante delle opere pubbliche, incluse quelle – adottate ad agosto scorso – relative al nuovo Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (Pfte) per gli interventi inseriti nel Pnrr, e le linee guida operative per la valutazione dei progetti in ambito ferroviario approvate a dicembre 2021. Entrambi i documenti chiariscono i criteri da adottare per la valutazione economico-finanziaria dei progetti, confermando l’importanza dell’analisi costi-benefici ed espandendo tale analisi anche agli elementi di valutazione dell’impatto ambientale e, in particolare, in termini di emissioni di gas climalteranti. Per la prima volta, nelle linee guida sono stati inclusi elementi di analisi degli impatti ambientali (in particolare il rispetto del principio del do not significant harm), quelli di natura sociale e quelli relativi alla dimensione istituzionale e di governance, come ad esempio la qualificazione delle stazioni appaltanti, per migliorare la quale il Mims si è impegnato con il programma di formazione “Pnrr Academy”.

Nella discussione, anche la proposta di revisione del processo di pianificazione delle opere pubbliche previsto dalla normativa esistente, con l’introduzione di strumenti più adeguati alla definizione delle priorità e il monitoraggio sullo stato di avanzamento dei lavori. In particolare, la proposta propone di rafforzare la coerenza con le politiche nazionali ed europee dei singoli interventi programmati sulla base delle esigenze nazionali e territoriali segnalate dagli stakeholder. In tale prospettiva vengono identificati gli investimenti che il Mims dovrebbe effettuare per dotarsi di adeguate competenze professionali, anche alla luce della creazione del Centro per l’innovazione e la sostenibilità in materia di infrastrutture e mobilità (Cismi), istituito nel 2021.

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