“Ora l’Italia riparta dal Sud, soltanto così ce la faremo”

Colloquio con Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia.

“Noi rappresentiamo il mondo del lavoro, siamo il popolo dell’impegno e della fatica. Siamo il motore dell’Italia”. Parola di Luigi Brugnaro, imprenditore, sindaco di Venezia, presidente di Coraggio Italia, in lizza per le politiche di domenica con Noi Moderati, i centristi del centrodestra.

Perché la casa dei centristi è solo quella nella coalizione di centrodestra?
Il vero centro, i veri moderati sono nel centrodestra per il semplice motivo che qui possiamo dare vera attuazione a una serie di impegni che stiamo prendendo con gli Italiani e che hanno trovato accoglimento fin da subito da parte dei nostri alleati. Governo da più di 7 anni Venezia e lo faccio con una maggioranza di centrodestra che ha sempre convintamente sostenuto il mio agire amministrativo. Ecco perché Coraggio Italia, all’interno di Noi Moderati, ha ribadito con convinzione il suo posizionamento nel centrodestra perché qui, se ad esempio diciamo di voler realizzare un termovalorizzatore, sappiamo di avere la forza e il sostegno per costruirlo. Calenda ad esempio sappiamo già che se anche lo promette in campagna elettorale, non riuscirà a realizzarlo perché sarà bloccato dai vari comitati del “No” che da sempre sono radicati nella sinistra italiana con cui sarà costretto ad allearsi. Ecco perché siamo nel centrodestra: perché qui le cose che servono al Paese le facciamo!

Quale apporto porterete a Noi Moderati?
Rappresentiamo l’anima civica della politica. Portiamo la dimostrazione che in Italia ci sono tanti amministratori locali, tanti imprenditori, tanti professionisti che hanno voglia di rimboccarsi le maniche e mettono a disposizione della loro comunità le proprie conoscenze e il proprio curriculum.

Ritenete di essere un valore aggiunto? Perché?
Siamo un valore aggiunto perché rappresentiamo un modo nuovo di fare politica, basato sulla meritocrazia e sulla professionalità. I nostri candidati sono tutti uomini e donne che vivono e conoscono il territorio che vogliono rappresentare ma, ancor di più, hanno l’entusiasmo e la consapevolezza che questa nuova squadra coraggiosa saprà essere sempre più influente e attirerà tantissime altre persone che credono che le cose possano veramente cambiare.

In che modo pensate di essere la garanzia per la tenuta di un eventuale governo a trazione Meloni?
Conosco Giorgia da quando ero presidente di Confindustria Venezia. Noi Moderati siamo per lei degli alleati portatori di pragmatismo e orientati al fare le cose. Noi, che abbiamo sostenuto il governo Draghi fino alla fine, che siamo da sempre europeisti e atlantisti, che incarniamo i valori del Partito Popolare Europeo, e che rappresentiamo il volto moderato dell’Italia, saremo una garanzia di serietà. Rappresentiamo il mondo del lavoro: imprenditori, operai, tecnici, commercianti, professionisti, agricoltori, artigiani, autonomi, ragazze e ragazzi che cercano attivamente un impiego: il popolo dell’impegno e della fatica, il vero motore del Paese!

Da sindaco di Venezia, perché ha deciso di fare tappa al Sud nel suo tour elettorale?
Già lo scorso anno avevo deciso di presentarmi alle elezioni regionali della Calabria e in appena un mese di campagna elettorale siamo riusciti a raccontare al popolo calabro il nostro progetto raccogliendo un consenso del 5,7%. Per troppi anni il Sud è stato bistrattato e illuso con tante promesse, ora è il momento che le cose cambino perché se non riparte il Sud, non può ripartire l’Italia intera. Ecco perché sono voluto tornare al Sud, per far capire quanto queste elezioni politiche abbiano una grande importanza per il futuro del Mezzogiorno. Il 25 settembre gli italiani sceglieranno se continuare a lasciare le cose come sono o se si vuole seriamente dare una svolta: lo dobbiamo fare per il futuro delle nuove generazioni, per i bambini che ancora oggi non ci votano ma che ci giudicheranno. Un esempio su tutti: tra le priorità sevono nuove dorsali informatiche, anche sottomarine, sono il presupposto fondamentale per le nuove forme di lavoro per i nostri giovani vicino a casa propria.

Quale è la sua posizione sul tema dell’autonomia differenziata?
I veneti hanno votato in maniera plebiscitaria ormai 5 anni fa per poter avere l’Autonomia. Tutti compatti, elettori di destra, sinistra e centro, hanno messo da parte l’appartenenza politica e hanno fatto prevalere il loro essere figli di una terra che ha bisogno di avere, su alcune tematiche, maggiore autonomia. In tutti questi anni però, nonostante al governo del Paese ci siano stati, anche se a fasi alterne, quasi tutti i partiti, non siamo riusciti a portare a casa nulla e qui in Veneto anche lo stesso Zaia è stato lasciato solo nel difendere questa legittima richiesta. Ora è il tempo che il Veneto abbia quanto gli spetta. Serve il coraggio di puntare i piedi e se serve alzare la voce. E questo è ciò che noi faremo a Roma. E spiegare che l’autonomia è un vantaggio per tutti i territori, per portare esempio di buona amministrazione.

A proposito di grandi riforme, è favorevole al sindaco d’Italia?
Prima di tutto bisogna dare agli attuali sindaci più poteri in termini di sicurezza pubblica e di decoro urbano, perché abbiamo il diritto di vivere in città pulite e sicure. Poi una figura come il Sindaco d’Italia credo che garantirebbe non solo la governabilità del Paese, ma anche la stabilità di cui si sente la necessità per poter portare avanti quel percorso di riforme di cui abbiamo bisogno per rilanciare l’Italia. Ecco perché appoggio il semi-presidenzialismo e il presidenzialismo.

Da imprenditore, ha replicato il suo modello operativo come sindaco di Venezia. È possibile adottarlo anche nel Mezzogiorno e soprattutto al governo del Paese?
Il modello Venezia è un metodo che ha alla base l’efficientamento della macchina amministrativa, la riduzione del debito, l’impegno a garantire sviluppo e innovazione alla città, la capacità di governare pensando al futuro dei giovani. Tutte cose che noi qui a Venezia stiamo facendo. Non sono promesse ma realtà. E se lo facciamo qui a Venezia, perché non si può estendere questo modello all’Italia intera?

Le infrastrutture, quindi, avranno un ruolo cruciale nella sua idea di sviluppo…
Le infrastrutture sono alla base del processo di ammodernamento e sviluppo del Paese. Non possiamo più farci rallentare da chi dice sempre “no” a tutto, No alla Tav, No al Mose, No a qualunque cosa. Noi non siamo, come altri, promotori della “decrescita felice”, noi vogliamo che l’ingegneria dell’uomo e l’avanguardia italiana possano essere al servizio del Paese per farlo sviluppare e crescere nel rispetto dell’ambiente. Serve l’autonomia energetica per essere un Paese più libero: sblocco e semplificazione delle autorizzazioni per tutti gli impianti di estrazione e di produzione di energia ecosostenibile, come fotovoltaico ed eolico, avvio della sperimentazione per il nucleare pulito e riduzione immediata di tutte le bollette e le tariffe energetiche.

Quali misure per i giovani?
Partiamo dalla riforma del reddito di cittadinanza. Costa almeno 10 miliardi di euro. Tre li lasciamo per chi non è in grado di lavorare o non è nelle condizioni di trovare un’occupazione. Gli altri 7 li destiniamo ai giovani under 30, sia dipendenti che autonomi, togliendo integralmente tasse e contributi, così da avere subito un reddito più alto e potersi costruire la loro autonomia.

Perché i delusi dovrebbero scegliervi?
Perché siamo altra cosa rispetto al passato, siamo il nuovo volto della politica, quella che non cerca poltrone ma si vuole impegnare con la passione e con il sorriso di chi ci crede e sa che assieme, come si dice in veneziano, ghea podemo far! Il 25 settembre votate Noi moderati!

Colloquio con Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia.

“Noi rappresentiamo il mondo del lavoro, siamo il popolo dell’impegno e della fatica. Siamo il motore dell’Italia”. Parola di Luigi Brugnaro, imprenditore, sindaco di Venezia, presidente di Coraggio Italia, in lizza per le politiche di domenica con Noi Moderati, i centristi del centrodestra.

Perché la casa dei centristi è solo quella nella coalizione di centrodestra?
Il vero centro, i veri moderati sono nel centrodestra per il semplice motivo che qui possiamo dare vera attuazione a una serie di impegni che stiamo prendendo con gli Italiani e che hanno trovato accoglimento fin da subito da parte dei nostri alleati. Governo da più di 7 anni Venezia e lo faccio con una maggioranza di centrodestra che ha sempre convintamente sostenuto il mio agire amministrativo. Ecco perché Coraggio Italia, all’interno di Noi Moderati, ha ribadito con convinzione il suo posizionamento nel centrodestra perché qui, se ad esempio diciamo di voler realizzare un termovalorizzatore, sappiamo di avere la forza e il sostegno per costruirlo. Calenda ad esempio sappiamo già che se anche lo promette in campagna elettorale, non riuscirà a realizzarlo perché sarà bloccato dai vari comitati del “No” che da sempre sono radicati nella sinistra italiana con cui sarà costretto ad allearsi. Ecco perché siamo nel centrodestra: perché qui le cose che servono al Paese le facciamo!

Quale apporto porterete a Noi Moderati?
Rappresentiamo l’anima civica della politica. Portiamo la dimostrazione che in Italia ci sono tanti amministratori locali, tanti imprenditori, tanti professionisti che hanno voglia di rimboccarsi le maniche e mettono a disposizione della loro comunità le proprie conoscenze e il proprio curriculum.

Ritenete di essere un valore aggiunto? Perché?
Siamo un valore aggiunto perché rappresentiamo un modo nuovo di fare politica, basato sulla meritocrazia e sulla professionalità. I nostri candidati sono tutti uomini e donne che vivono e conoscono il territorio che vogliono rappresentare ma, ancor di più, hanno l’entusiasmo e la consapevolezza che questa nuova squadra coraggiosa saprà essere sempre più influente e attirerà tantissime altre persone che credono che le cose possano veramente cambiare.

In che modo pensate di essere la garanzia per la tenuta di un eventuale governo a trazione Meloni?
Conosco Giorgia da quando ero presidente di Confindustria Venezia. Noi Moderati siamo per lei degli alleati portatori di pragmatismo e orientati al fare le cose. Noi, che abbiamo sostenuto il governo Draghi fino alla fine, che siamo da sempre europeisti e atlantisti, che incarniamo i valori del Partito Popolare Europeo, e che rappresentiamo il volto moderato dell’Italia, saremo una garanzia di serietà. Rappresentiamo il mondo del lavoro: imprenditori, operai, tecnici, commercianti, professionisti, agricoltori, artigiani, autonomi, ragazze e ragazzi che cercano attivamente un impiego: il popolo dell’impegno e della fatica, il vero motore del Paese!

Da sindaco di Venezia, perché ha deciso di fare tappa al Sud nel suo tour elettorale?
Già lo scorso anno avevo deciso di presentarmi alle elezioni regionali della Calabria e in appena un mese di campagna elettorale siamo riusciti a raccontare al popolo calabro il nostro progetto raccogliendo un consenso del 5,7%. Per troppi anni il Sud è stato bistrattato e illuso con tante promesse, ora è il momento che le cose cambino perché se non riparte il Sud, non può ripartire l’Italia intera. Ecco perché sono voluto tornare al Sud, per far capire quanto queste elezioni politiche abbiano una grande importanza per il futuro del Mezzogiorno. Il 25 settembre gli italiani sceglieranno se continuare a lasciare le cose come sono o se si vuole seriamente dare una svolta: lo dobbiamo fare per il futuro delle nuove generazioni, per i bambini che ancora oggi non ci votano ma che ci giudicheranno. Un esempio su tutti: tra le priorità sevono nuove dorsali informatiche, anche sottomarine, sono il presupposto fondamentale per le nuove forme di lavoro per i nostri giovani vicino a casa propria.

Quale è la sua posizione sul tema dell’autonomia differenziata?
I veneti hanno votato in maniera plebiscitaria ormai 5 anni fa per poter avere l’Autonomia. Tutti compatti, elettori di destra, sinistra e centro, hanno messo da parte l’appartenenza politica e hanno fatto prevalere il loro essere figli di una terra che ha bisogno di avere, su alcune tematiche, maggiore autonomia. In tutti questi anni però, nonostante al governo del Paese ci siano stati, anche se a fasi alterne, quasi tutti i partiti, non siamo riusciti a portare a casa nulla e qui in Veneto anche lo stesso Zaia è stato lasciato solo nel difendere questa legittima richiesta. Ora è il tempo che il Veneto abbia quanto gli spetta. Serve il coraggio di puntare i piedi e se serve alzare la voce. E questo è ciò che noi faremo a Roma. E spiegare che l’autonomia è un vantaggio per tutti i territori, per portare esempio di buona amministrazione.

A proposito di grandi riforme, è favorevole al sindaco d’Italia?
Prima di tutto bisogna dare agli attuali sindaci più poteri in termini di sicurezza pubblica e di decoro urbano, perché abbiamo il diritto di vivere in città pulite e sicure. Poi una figura come il Sindaco d’Italia credo che garantirebbe non solo la governabilità del Paese, ma anche la stabilità di cui si sente la necessità per poter portare avanti quel percorso di riforme di cui abbiamo bisogno per rilanciare l’Italia. Ecco perché appoggio il semi-presidenzialismo e il presidenzialismo.

Da imprenditore, ha replicato il suo modello operativo come sindaco di Venezia. È possibile adottarlo anche nel Mezzogiorno e soprattutto al governo del Paese?
Il modello Venezia è un metodo che ha alla base l’efficientamento della macchina amministrativa, la riduzione del debito, l’impegno a garantire sviluppo e innovazione alla città, la capacità di governare pensando al futuro dei giovani. Tutte cose che noi qui a Venezia stiamo facendo. Non sono promesse ma realtà. E se lo facciamo qui a Venezia, perché non si può estendere questo modello all’Italia intera?

Le infrastrutture, quindi, avranno un ruolo cruciale nella sua idea di sviluppo…
Le infrastrutture sono alla base del processo di ammodernamento e sviluppo del Paese. Non possiamo più farci rallentare da chi dice sempre “no” a tutto, No alla Tav, No al Mose, No a qualunque cosa. Noi non siamo, come altri, promotori della “decrescita felice”, noi vogliamo che l’ingegneria dell’uomo e l’avanguardia italiana possano essere al servizio del Paese per farlo sviluppare e crescere nel rispetto dell’ambiente. Serve l’autonomia energetica per essere un Paese più libero: sblocco e semplificazione delle autorizzazioni per tutti gli impianti di estrazione e di produzione di energia ecosostenibile, come fotovoltaico ed eolico, avvio della sperimentazione per il nucleare pulito e riduzione immediata di tutte le bollette e le tariffe energetiche.

Quali misure per i giovani?
Partiamo dalla riforma del reddito di cittadinanza. Costa almeno 10 miliardi di euro. Tre li lasciamo per chi non è in grado di lavorare o non è nelle condizioni di trovare un’occupazione. Gli altri 7 li destiniamo ai giovani under 30, sia dipendenti che autonomi, togliendo integralmente tasse e contributi, così da avere subito un reddito più alto e potersi costruire la loro autonomia.

Perché i delusi dovrebbero scegliervi?
Perché siamo altra cosa rispetto al passato, siamo il nuovo volto della politica, quella che non cerca poltrone ma si vuole impegnare con la passione e con il sorriso di chi ci crede e sa che assieme, come si dice in veneziano, ghea podemo far! Il 25 settembre votate Noi moderati!

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