Ornella Muti: non sto mai ferma tra cinema e teatro sempre in pista

 

E’ indiscutibilmente un’ambasciatrice della bellezza italiana nel mondo: un’icona di stile, classe ed eleganza capace di diventare, grazie alle sue straordinarie qualità artistiche, modello ineguagliabile di professionalità e talento. Ornella Muti (nome d’arte di Francesca Romana Rivelli, ndr) ha attraversato con orgoglio molte stagioni, costruendo passo dopo passo una carriera ricca di soddisfazioni e popolarità.

E proprio per la potenza emotiva e la profonda sensibilità delle sue indimenticabili interpretazioni, il 12 dicembre, a Roma, le è stato consegnato il Magnifica Awards 2022 – Premio alla carriera, nell’ambito della prima edizione dei Magnifica Awards “Roma come Hollywood”, kermesse ideata e prodotta da Tiziana Zampieri, gemellata con Marateale Award in Winter, versione “invernale” della storica kermesse Marateale – Premio internazionale Basilicata, guidata dal direttore artistico Nicola Timpone e dalla presidente Antonella Caramia. Entusiasta delle gioie che il suo lavoro continua a regalarle e del fortissimo sostegno da parte del pubblico che continua a fare il tifo per lei, la Muti si racconta a L’Identità.

Ornella, la tua carriera è cominciata prestissimo e, come spesso capita, per una casualità…

Sì, in realtà accompagnai ad un provino mia sorella ma scelsero me: aveva 19 anni e cercavano una ragazza della mia età, avevo 14 anni (fu scelta come protagonista de La moglie più bella, ispirato alla vicenda di Franca Viola, la quale nel 1965 fu la prima donna italiana a rifiutare il matrimonio riparatore, ndr). Quella prima esperienza professionale si può dire che mi cambiò la vita.

Da quel momento non ti sei mai fermata: che cosa ha regalato alla tua vita intraprendere questo mestiere così precocemente e che cosa invece ti ha tolto?

Non lo so. Posso dire soltanto che ho avuto tantissimo dalla vita.

Se ripensi al tuo lungo percorso artistico, quali sono le tre immagini che ti saltano alla mente e che ti riportano ai tre momenti più emozionanti di questa inarrestabile ascesa?

Le tre immagini sono legate a tre grandi uomini e registi: Marco Ferreri, Carlo Verdone e Francesco Nuti. Ma in realtà potrei citarne tanti altri.

Immagina di avere a disposizione una seconda vita: la tua come la impiegheresti?

Difficile rispondere ma credo che avrei intrapreso un lavoro legato all’ambito del sociale.

Che emozioni hai vissuto nel ritirare il premio Magnifica Awards alla carriera?

Un premio è sempre una cosa emozionante. Riceverlo per la carriera mi fa un effetto un po’ strano perché non so se significhi la fine della carriera (ride, ndr). Io spero non lo sia.

A tuo avviso, quanto sono importanti kermesse come queste?

Hanno molta importanza non solo per noi attori ma anche perché ricordano al pubblico che il mondo del cinema, nonostante tutte le difficoltà, soprattutto a seguito della pandemia, è ancora in piena attività, ricco di idee e nuovi progetti. L’Europa è stato il paese più bastonato ma ci stiamo risollevando.

Cosa pensi della nuova generazione di attori?

Ci sono moltissimi attori giovani bravi e di talento. Mi dispiace per quella confusione che creano i social quando portano alla ribalta personaggi che non sempre hanno spessore.

Cosa serve per farti sposare un progetto?

Quando vale la pena farlo. Può succedere, per esempio, quando mi ritrovo a leggere un copione e a un certo punto so già che quel film lo vorrei fare perché quello che ho letto mi ha letteralmente rapito oppure sorpreso positivamente. Mi piacciono soprattutto quei progetti dove, partendo da zero, si riesce a creare qualcosa di bello grazie all’alchimia che si viene a creare tra chi vi lavora e ci crede fino in fondo.

Cosa hai in serbo per il tuo pubblico?

Diciamo che non sto mai ferma (ride, ndr). Per quanto riguarda il teatro, sto continuando a portare in giro due spettacoli: “Mia moglie Penelope”, che mi vede in scena insieme a Pino Quartullo e “Il pittore di cadaveri” per la regia di Enrico Maria Lamanna. Al cinema, a metà novembre è sbarcato in sala il film “The Christmas Show” e prossimamente uscirà un nuovo film.

 

E’ indiscutibilmente un’ambasciatrice della bellezza italiana nel mondo: un’icona di stile, classe ed eleganza capace di diventare, grazie alle sue straordinarie qualità artistiche, modello ineguagliabile di professionalità e talento. Ornella Muti (nome d’arte di Francesca Romana Rivelli, ndr) ha attraversato con orgoglio molte stagioni, costruendo passo dopo passo una carriera ricca di soddisfazioni e popolarità.

E proprio per la potenza emotiva e la profonda sensibilità delle sue indimenticabili interpretazioni, il 12 dicembre, a Roma, le è stato consegnato il Magnifica Awards 2022 – Premio alla carriera, nell’ambito della prima edizione dei Magnifica Awards “Roma come Hollywood”, kermesse ideata e prodotta da Tiziana Zampieri, gemellata con Marateale Award in Winter, versione “invernale” della storica kermesse Marateale – Premio internazionale Basilicata, guidata dal direttore artistico Nicola Timpone e dalla presidente Antonella Caramia. Entusiasta delle gioie che il suo lavoro continua a regalarle e del fortissimo sostegno da parte del pubblico che continua a fare il tifo per lei, la Muti si racconta a L’Identità.

Ornella, la tua carriera è cominciata prestissimo e, come spesso capita, per una casualità…

Sì, in realtà accompagnai ad un provino mia sorella ma scelsero me: aveva 19 anni e cercavano una ragazza della mia età, avevo 14 anni (fu scelta come protagonista de La moglie più bella, ispirato alla vicenda di Franca Viola, la quale nel 1965 fu la prima donna italiana a rifiutare il matrimonio riparatore, ndr). Quella prima esperienza professionale si può dire che mi cambiò la vita.

Da quel momento non ti sei mai fermata: che cosa ha regalato alla tua vita intraprendere questo mestiere così precocemente e che cosa invece ti ha tolto?

Non lo so. Posso dire soltanto che ho avuto tantissimo dalla vita.

Se ripensi al tuo lungo percorso artistico, quali sono le tre immagini che ti saltano alla mente e che ti riportano ai tre momenti più emozionanti di questa inarrestabile ascesa?

Le tre immagini sono legate a tre grandi uomini e registi: Marco Ferreri, Carlo Verdone e Francesco Nuti. Ma in realtà potrei citarne tanti altri.

Immagina di avere a disposizione una seconda vita: la tua come la impiegheresti?

Difficile rispondere ma credo che avrei intrapreso un lavoro legato all’ambito del sociale.

Che emozioni hai vissuto nel ritirare il premio Magnifica Awards alla carriera?

Un premio è sempre una cosa emozionante. Riceverlo per la carriera mi fa un effetto un po’ strano perché non so se significhi la fine della carriera (ride, ndr). Io spero non lo sia.

A tuo avviso, quanto sono importanti kermesse come queste?

Hanno molta importanza non solo per noi attori ma anche perché ricordano al pubblico che il mondo del cinema, nonostante tutte le difficoltà, soprattutto a seguito della pandemia, è ancora in piena attività, ricco di idee e nuovi progetti. L’Europa è stato il paese più bastonato ma ci stiamo risollevando.

Cosa pensi della nuova generazione di attori?

Ci sono moltissimi attori giovani bravi e di talento. Mi dispiace per quella confusione che creano i social quando portano alla ribalta personaggi che non sempre hanno spessore.

Cosa serve per farti sposare un progetto?

Quando vale la pena farlo. Può succedere, per esempio, quando mi ritrovo a leggere un copione e a un certo punto so già che quel film lo vorrei fare perché quello che ho letto mi ha letteralmente rapito oppure sorpreso positivamente. Mi piacciono soprattutto quei progetti dove, partendo da zero, si riesce a creare qualcosa di bello grazie all’alchimia che si viene a creare tra chi vi lavora e ci crede fino in fondo.

Cosa hai in serbo per il tuo pubblico?

Diciamo che non sto mai ferma (ride, ndr). Per quanto riguarda il teatro, sto continuando a portare in giro due spettacoli: “Mia moglie Penelope”, che mi vede in scena insieme a Pino Quartullo e “Il pittore di cadaveri” per la regia di Enrico Maria Lamanna. Al cinema, a metà novembre è sbarcato in sala il film “The Christmas Show” e prossimamente uscirà un nuovo film.

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