Esteri

Rientrati in Italia i tre ostaggi liberati in Mali: “Grazie”

di Giovanni Vasso -

Il vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, accoglie Rocco Langone, la moglie Maria Donata Caivano e il figlio Giovanni Langone, che erano stati sequestrati il 19 maggio 2022 nella loro abitazione alla periferia della città di Koutiala, a sud est della capitale del Mali, Bamako, Roma, 27 Febbraio 2024. ANSA/ALESSANDRO DI MEO


Alle cinque del pomeriggio sono atterrati in Italia Rocco Langone, la moglie Maria Donata Caivano e loro figlio, Giovanni: si tratta dei tre ostaggi italiani catturati in Mali da forze islamiste la cui liberazione era stata annunciata proprio ieri dal governo. La famiglia si trovava in Africa dal momento che Giovanni, 43 anni, aveva avuto in animo di aprire lì una Sala del Regno per Testimoni di Geova. Il progetto, a cui avevano voluto partecipare il padre Rocco (65 anni) e la madre Maria Donata (62 anni) che avevano raggiunto il figlio a Koutiala, una città a sud est della capitale maliana di Bamako, si era arenato quando alcuni miliziani del Jnim, un gruppo jihadista ritenuto vicino ad Al Qaeda, li aveva rapiti. Era il 19 maggio del 2022. La loro prigionia, dunque, è durata più di un anno e mezzo. “Tutto è bene quel che finisce bene”, ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. La premier Giorgia Meloni ha invece rivolto un ringraziamento all’intelligence italiana: “Voglio esprimere le mie più sentite felicitazioni per la liberazione dei nostri tre connazionali sequestrati nel 2022 in Mali: Rocco Langone, la moglie Maria Donata Caivano e il figlio Giovanni. E ringraziare per lo straordinario lavoro l’Aise che, di concerto con il Ministero degli Esteri, ha consentito questo non facile risultato”. Ad attendere il ritorno a casa, a Ciampino, degli ostaggi liberati in Mali c’era, tra gli altri, Daniele Langone, l’altro figlio della coppia che aveva scelto di restare in Italia: “Non ho mai dubitato che sarebbero tornati a casa sani e salvi, è un’emozione immensa e non auguro a nessuno di passare ciò che ho passato io”.


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