L’accordo di cessate il fuoco tra Ucraina e Russia non è imminente. I colloqui di ieri a Parigi tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e l’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff sono stati interlocutori e la dichiarazione firmata il giorno prima dalla “Coalizione dei volenterosi” nella capitale francese, rischia di rivelarsi un nuovo ostacolo. I sottoscrittori hanno convenuto di impegnarsi “in un sistema di garanzie politicamente e legalmente vincolanti che verranno attivate una volta entrato in vigore un cessate il fuoco, in aggiunta agli accordi bilaterali di sicurezza e in conformità con i rispettivi ordinamenti giuridici e costituzionali”. L’intesa comune “per una pace giusta e duratura”, su spinta di Parigi e Londra, consiste nel dispiegamento di truppe sul suolo ucraino. Una condizione inaccettabile per Mosca.
I dubbi di Zelensky e gli ostacoli dei volenterosi
Non mancano altri “nodi”. Zelensky ha detto di non aver ricevuto una “risposta inequivocabile” dagli alleati europei sul modo in cui avrebbero difeso l’Ucraina nel caso di un nuovo attacco russo dopo la fine della guerra. “Personalmente desidero una risposta molto semplice: sì, se ci sarà un’altra aggressione, tutti i partner risponderanno con fermezza ai russi. Ed è esattamente la domanda che ho posto a tutti i nostri partner. E finora non ho ricevuto una risposta chiara e inequivocabile”, ha spiegato il presidente ucraino parlando con i giornalisti. Anche le questioni territoriali “non sono state risolte al 100%”.
“Diverse migliaia” di soldati francesi potrebbero essere dispiegati per mantenere la pace in Ucraina, nell’ambito della “forza multinazionale” della “Coalizione dei volenterosi”, ha dichiarato il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron a “France 2”.
Il duo Starmer-Macron rallenta le trattative di pace
Il premier britannico Keir Starmer, nel corso del suo intervento alla Camera dei comuni, ha chiarito che il Parlamento avrà la possibilità di esprimersi con un voto sullo schieramento di militari. “Qualora venissero dispiegate truppe in base alla dichiarazione firmata, sottoporrò la questione al voto della Camera”, ha assicurato Starmer.
Le parole di Trump sull’Ucraina
“Senza il mio coinvolgimento, la Russia avrebbe tutta l’Ucraina in questo momento”, ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post su Truth Social. I rapporti tra la Casa Bianca e il Cremlino rischiano di deteriorarsi nuovamente dopo che gli Usa hanno sequestrato una petroliera battente bandiera russa per violazione delle sanzioni. A rendere noti i dettagli è stato il Comando europeo delle Forze armate americane.
Il sequestro della petroliera con bandiera russa
Il Dipartimento della sicurezza interna statunitense, insieme al Dipartimento di Giustizia e in collaborazione con il Dipartimento della Difesa, ha annunciato “il sequestro della nave M/V Bella 1 per violazione delle sanzioni statunitensi”. L’imbarcazione è stata abbordata nell’Atlantico settentrionale in base a un ordine emesso da un tribunale federale statunitense, dopo essere stata intercettata dalla USCGC Munro.
“I militari statunitensi sono saliti a bordo di una petroliera soggetta a sanzioni, tra l’Islanda e le isole britanniche, prima dell’arrivo di navi e sottomarini militari russi. La petroliera in precedenza si chiamava Bella 1, ma è stata registrata nuovamente e diventata una nave russa”, denominata “Marinera”, ha riferito il giornalista di Fox News Lucas Tomlinson su X, citando fonti ufficiali. Secondo lui, ciò è avvenuto prima dell’arrivo delle navi militari russe.