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Il Papa al Gemelli: appartamento blindato, sicurezza aerea e dati sotto protezione

Una misura necessaria per gestire l'afflusso di fedeli, giornalisti e troupe televisive

di Elizabeth Costello -


L’ingresso di Papa Leone XIV al Policlinico Gemelli per l’intervento di rimozione di un nodulo polmonare impone un piano imponente di di sicurezza e riservatezza attorno all’intera struttura ospedaliera.

L’intero decimo piano del nosocomio romano è stato completamente isolato dal resto dell’edificio, rendendo l’area riservata al Pontefice blindata. Ora, accessibile esclusivamente a personale munito di specifica autorizzazione.

Via al piano di tutela

La tutela del Santo Padre è affidata all’azione coordinata della Gendarmeria Vaticana, della Polizia di Stato e della vigilanza interna dell’ospedale. Presidi e controlli sono stati nettamente rafforzati agli ingressi e lungo tutto il perimetro esterno. Una misura necessaria per gestire l’afflusso di fedeli, giornalisti e troupe televisive. Così evitando di ostacolare il normale svolgimento delle attività sanitarie della struttura.

La sicurezza dello spazio aereo

Sul fronte della sicurezza territoriale e tecnologica, il piano d’emergenza include il controllo dello spazio aereo sovrastante l’ospedale per individuare tempestivamente eventuali droni non autorizzati, oltre a sistematiche verifiche sulle reti informatiche del nosocomio.

Particolare attenzione è rivolta alla protezione della privacy e dei dati clinici del Pontefice: per prevenire accessi non autorizzati o fughe di notizie, analisi, referti e campioni biologici vengono gestiti tramite procedure e protocolli dedicati di massima riservatezza.

L’intero impianto di protezione rimarrà attivo per tutta la durata della degenza, fino alle dimissioni ufficiali del Papa.

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