Papa: la nostra lotta non è mai politica

“Il messaggio di questi martiri ci chiama a identificarci con la loro passione che, come abbiamo detto, è l’attualizzazione della passione di Cristo nel momento presente, abbracciando la croce che il Signore offre a ciascuno di noi personalmente. E questo progetto di cammino, di cammino spirituale, di preghiera, di lotta deve talvolta assumere la forma di denuncia, di protesta, non politico, mai, sempre evangelico. Finché ci sono ingiustizie, finché non si ascoltano le giuste esigenze del popolo, finché in un Paese ci sono segni di immaturità nel cammino di pienezza del Popolo di Dio, la nostra voce deve esserci contro il male, contro la tiepidezza nella Chiesa, contro tutto ciò che ci separa dalla dignità umana e dalla predicazione del Vangelo”. Questo il messaggio odierno di Papa Francesco in un passaggio dell’udienza di oggi ai pellegrini arrivati da El Savador in ringraziamento della beatificazione di Padre Rutilio Grande, gesuita assassinato nel 1977.

“Il messaggio di questi martiri ci chiama a identificarci con la loro passione che, come abbiamo detto, è l’attualizzazione della passione di Cristo nel momento presente, abbracciando la croce che il Signore offre a ciascuno di noi personalmente. E questo progetto di cammino, di cammino spirituale, di preghiera, di lotta deve talvolta assumere la forma di denuncia, di protesta, non politico, mai, sempre evangelico. Finché ci sono ingiustizie, finché non si ascoltano le giuste esigenze del popolo, finché in un Paese ci sono segni di immaturità nel cammino di pienezza del Popolo di Dio, la nostra voce deve esserci contro il male, contro la tiepidezza nella Chiesa, contro tutto ciò che ci separa dalla dignità umana e dalla predicazione del Vangelo”. Questo il messaggio odierno di Papa Francesco in un passaggio dell’udienza di oggi ai pellegrini arrivati da El Savador in ringraziamento della beatificazione di Padre Rutilio Grande, gesuita assassinato nel 1977.

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