L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Cronaca

Parla il padre del 17enne tentato stragista

Il racconto di un disagio non intercettato

di Giorgio Brescia -

Le immagini del materiale sequestrato al 17enne


Parla il padre del 17enne di Perugia: le ultime ore hanno portato nuovi dettagli sulle reazioni della famiglia del giovane arrestato per terrorismo mentre progettava una strage scolastica ispirata alla Columbine High School negli Stati Uniti.

La Repubblica racconta che il padre ha spiegato che il ragazzo ha vissuto una fase difficile legata alla separazione dalla madre. La loro “non è stata una famiglia esemplare”, questo periodo di tensione potrebbe aver pesato sul figlio in modi che la famiglia non ha saputo interpretare fino in fondo.

Il racconto del padre

Nella narrazione, un contesto domestico provato dal divorzio e dalle tensioni successive alla separazione. Ancor prima, nell’immediatezza dell’arresto, lo stupore per non aver riconosciuto nella scena descritta dagli inquirenti il ragazzo che conosceva. Un figlio descritto come studioso e introverso dalle persone che lo frequentavano.

Ancora – parla il padre del 17enne -, l’ammissione di aver sbagliato a fidarsi e non controllare sufficientemente ciò che il figlio faceva sui social e nelle chat. Ciò, pur insistendo sul fatto che “non è un violento” e che gli ideali estremisti cui era esposto non rispecchiavano la sua vera personalità.

Il disagio mentale dei giovani

Secondo dati Istat e ricerche sulla salute mentale, nel 2023 circa il 49,3% degli italiani ha dichiarato forme di disagio psicologico. Tra gli adolescenti la quota di chi dichiara un disagio grave è salita negli ultimi anni. Studi internazionali mostrano che oltre metà dei disturbi mentali si manifesta prima dei 18 anni e che il rischio di ansia, depressione o pensieri suicidari tra i giovani è significativamente elevato nella fascia adolescenziale.

In Italia, scuole e servizi territoriali faticano a intercettare precocemente i segnali di disagio. Dai dirigenti scolastici il racconto di solitudini inascoltate, uso intensivo dei social e saturazione degli sportelli psicologici come fattori che rendono difficile leggere il malessere interno ai ragazzi prima che si manifesti in modo esplosivo.


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