Parma, lite familiare finisce in tragedia

Il litigio violento tra un uomo e sua moglie, consumatosi ieri in tarda serata a Gaione (Parma), è purtroppo degenerata in omicidio. La vittima è un uomo di nazionalità moldava che era intervenuto per difendere la donna dall’aggressione del marito, anch’egli moldavo.

Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, la coppia stava discutendo animatamente in un parcheggio quando l’uomo rimasto ucciso, sembra un collega dell’assassino, si è messo in mezzo per dividere i due e proteggere lei. Il marito però ha reagito in malo modo e, dopo aver estratto un coltello, ha più volte colpito l’amico, che è morto poco dopo. Sul posto gli uomini della scientifica, che hanno effettuato i rilievi del caso.

Subito dopo l’accoltellamento, il presunto omicida è fuggito nascondendosi in una vicina area verde tentando di far perdere le sue tracce, ma è stato rintracciato quasi subito dai carabinieri e dagli uomini della Squadra mobile che, dopo aver sentito alcuni testimoni, gli hanno messo le manette ai polsi e lo hanno condotto in caserma e al momento si trova agli arresti in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.

Il litigio violento tra un uomo e sua moglie, consumatosi ieri in tarda serata a Gaione (Parma), è purtroppo degenerata in omicidio. La vittima è un uomo di nazionalità moldava che era intervenuto per difendere la donna dall’aggressione del marito, anch’egli moldavo.

Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, la coppia stava discutendo animatamente in un parcheggio quando l’uomo rimasto ucciso, sembra un collega dell’assassino, si è messo in mezzo per dividere i due e proteggere lei. Il marito però ha reagito in malo modo e, dopo aver estratto un coltello, ha più volte colpito l’amico, che è morto poco dopo. Sul posto gli uomini della scientifica, che hanno effettuato i rilievi del caso.

Subito dopo l’accoltellamento, il presunto omicida è fuggito nascondendosi in una vicina area verde tentando di far perdere le sue tracce, ma è stato rintracciato quasi subito dai carabinieri e dagli uomini della Squadra mobile che, dopo aver sentito alcuni testimoni, gli hanno messo le manette ai polsi e lo hanno condotto in caserma e al momento si trova agli arresti in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.

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