Parte da Lampedusa il monitoraggio della CO2 in Europa

Da porta del Mediterraneo a sentinella del continente europeo per il monitoraggio integrato del ciclo del carbonio in atmosfera e in mare. A Lampedusa, nella la stazione ENEA di Osservazioni Climatiche, sono stati infatti installati nuovi strumenti hi-tech che raccolgono informazioni e dati strategici sulla concentrazione della CO2 e sugli scambi tra atmosfera e oceano che vengono resi disponibili a oltre 200 organizzazioni scientifiche.

Il progetto è stato promosso nell’ambito della rete di ricerca europea ICOS alla quale partecipano centinaia di scienziati e ricercatori che operano in oltre 150 stazioni di 13 Paesi. Nello specifico sono stati installati sistemi innovativi per misurare la pressione di CO2, sensori per la rilevazione di pH, radiazione, clorofilla e materia organica disciolta, temperatura, pressione, conducibilità e ossigeno, per il controllo in continuo degli scambi con l’atmosfera.

L’installazione – spiegano gli esperti dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile– è stata realizzata nell’ambito del progetto PRO-ICOS-MED, coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) in collaborazione con ENEA e CREA e finanziato con oltre 13 milioni di euro dal ministero dell’Università e della Ricerca.

Francesco Monteleone, ricercatore del Laboratorio ENEA di Osservazioni e Misure per l’Ambiente e il Clima e responsabile scientifico del progetto, prova ad illustrarlo nei dettagli: “Il Mediterraneo è tra le are più soggette al cambiamento climatico in atto e l’isola di Lampedusa, con le sue dimensioni ridotte e la sua orografia, è considerata un luogo ideale per osservare l’atmosfera lontano dall’influenza diretta delle attività umane e da particolari condizioni atmosferiche. I nuovi strumenti si affiancano all’insieme di servizi e infrastrutture della Stazione, dove da anni vengono condotti progetti di ricerca e campagne di misura, nel contesto di collaborazioni a livello nazionale, europeo e internazionale”.

Nell’ambito del Progetto ICOS è inoltre in fase di realizzazione un “sito ecosistemico” che permetterà di quantificare gli scambi di CO2 tra atmosfera e macchia mediterranea: l’obiettivo è fare di Lampedusa un osservatorio unico della rete ICOS, in grado di fornire informazioni integrate sui comparti marino, terrestre e atmosferico, e un quadro complessivo del ciclo del carbonio in una regione particolarmente critica del Mediterraneo.

Da porta del Mediterraneo a sentinella del continente europeo per il monitoraggio integrato del ciclo del carbonio in atmosfera e in mare. A Lampedusa, nella la stazione ENEA di Osservazioni Climatiche, sono stati infatti installati nuovi strumenti hi-tech che raccolgono informazioni e dati strategici sulla concentrazione della CO2 e sugli scambi tra atmosfera e oceano che vengono resi disponibili a oltre 200 organizzazioni scientifiche.

Il progetto è stato promosso nell’ambito della rete di ricerca europea ICOS alla quale partecipano centinaia di scienziati e ricercatori che operano in oltre 150 stazioni di 13 Paesi. Nello specifico sono stati installati sistemi innovativi per misurare la pressione di CO2, sensori per la rilevazione di pH, radiazione, clorofilla e materia organica disciolta, temperatura, pressione, conducibilità e ossigeno, per il controllo in continuo degli scambi con l’atmosfera.

L’installazione – spiegano gli esperti dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile– è stata realizzata nell’ambito del progetto PRO-ICOS-MED, coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) in collaborazione con ENEA e CREA e finanziato con oltre 13 milioni di euro dal ministero dell’Università e della Ricerca.

Francesco Monteleone, ricercatore del Laboratorio ENEA di Osservazioni e Misure per l’Ambiente e il Clima e responsabile scientifico del progetto, prova ad illustrarlo nei dettagli: “Il Mediterraneo è tra le are più soggette al cambiamento climatico in atto e l’isola di Lampedusa, con le sue dimensioni ridotte e la sua orografia, è considerata un luogo ideale per osservare l’atmosfera lontano dall’influenza diretta delle attività umane e da particolari condizioni atmosferiche. I nuovi strumenti si affiancano all’insieme di servizi e infrastrutture della Stazione, dove da anni vengono condotti progetti di ricerca e campagne di misura, nel contesto di collaborazioni a livello nazionale, europeo e internazionale”.

Nell’ambito del Progetto ICOS è inoltre in fase di realizzazione un “sito ecosistemico” che permetterà di quantificare gli scambi di CO2 tra atmosfera e macchia mediterranea: l’obiettivo è fare di Lampedusa un osservatorio unico della rete ICOS, in grado di fornire informazioni integrate sui comparti marino, terrestre e atmosferico, e un quadro complessivo del ciclo del carbonio in una regione particolarmente critica del Mediterraneo.

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