Pavia, pensionato uccide a fucilate il figlio della sua badante

Il delitto è avvenuto in casa dell’uomo: probabile causa, una discussione nata per le accuse di  molestie che l’assassino avrebbe compiuto nei confronti della madre della vittima

Un fucile da caccia regolarmente denunciato: è questa l’arma con dalla quale, ieri (domenica 5 giugno) nel tardo pomeriggio, sono stati esplosi due colpi che hanno ucciso un uomo di 43 anni. A sparare il proprietario dell’arma, un disabile di 85 anni.

Sul caso indagano i carabinieri, coordinati dalla procura di Pavia. A quanto si è appreso, la vittima è il figlio della donna che si occupava dell’anziano, da tempo costretto su una sedia a rotelle. Il delitto si è consumato a Gambolò, piccolo paese in provincia di Pavia, nella casa dell’uomo che ha sparato, situata su una isolata strada di campagna.

Chiamati dalla madre della vittima, sono intervenuti i soccorsi: i medici hanno però capito fin da subito che per l’uomo non c’era più nulla da fare. Dal canto loro i carabinieri, arrivati sul posto, hanno interrogato le persone coinvolte per ricostruire la vicenda. Non si conoscono ancora con certezza le ragioni del gesto, ma sembra che si sia trattato di una lite per futili motivi finita in tragedia. C’è però un’altra ipotesi, secondo la quale il pensionato si sarebbe molto arrabbiato con il figlio della sua badante dopo che questo l’aveva rimproverato per come trattava la madre, verso la quale pare che avesse avuto qualche attenzione di troppo. Accusato dunque di molestie, il pensionato avrebbe reagito imbracciando il suo fucile da caccia e sparando all’uomo, che non ha avuto scampo.

Secondo le prime ricostruzioni, nel momento della sparatoria la donna si trovava in un’altra stanza dell’appartamento ed è subito accorsa quando ha sentito gli spari. E quando si è accorta dell’accaduto, come già riferito, ha immediatamente chiamato soccorsi e forze dell’ordine.

I carabinieri hanno prelevato l’anziano e l’hanno portato in caserma per essere interrogato. Al momento non si sa ancora come evolverà la situazione né dove si trova il presunto responsabile della sparatoria.

Il delitto è avvenuto in casa dell’uomo: probabile causa, una discussione nata per le accuse di  molestie che l’assassino avrebbe compiuto nei confronti della madre della vittima

Un fucile da caccia regolarmente denunciato: è questa l’arma con dalla quale, ieri (domenica 5 giugno) nel tardo pomeriggio, sono stati esplosi due colpi che hanno ucciso un uomo di 43 anni. A sparare il proprietario dell’arma, un disabile di 85 anni.

Sul caso indagano i carabinieri, coordinati dalla procura di Pavia. A quanto si è appreso, la vittima è il figlio della donna che si occupava dell’anziano, da tempo costretto su una sedia a rotelle. Il delitto si è consumato a Gambolò, piccolo paese in provincia di Pavia, nella casa dell’uomo che ha sparato, situata su una isolata strada di campagna.

Chiamati dalla madre della vittima, sono intervenuti i soccorsi: i medici hanno però capito fin da subito che per l’uomo non c’era più nulla da fare. Dal canto loro i carabinieri, arrivati sul posto, hanno interrogato le persone coinvolte per ricostruire la vicenda. Non si conoscono ancora con certezza le ragioni del gesto, ma sembra che si sia trattato di una lite per futili motivi finita in tragedia. C’è però un’altra ipotesi, secondo la quale il pensionato si sarebbe molto arrabbiato con il figlio della sua badante dopo che questo l’aveva rimproverato per come trattava la madre, verso la quale pare che avesse avuto qualche attenzione di troppo. Accusato dunque di molestie, il pensionato avrebbe reagito imbracciando il suo fucile da caccia e sparando all’uomo, che non ha avuto scampo.

Secondo le prime ricostruzioni, nel momento della sparatoria la donna si trovava in un’altra stanza dell’appartamento ed è subito accorsa quando ha sentito gli spari. E quando si è accorta dell’accaduto, come già riferito, ha immediatamente chiamato soccorsi e forze dell’ordine.

I carabinieri hanno prelevato l’anziano e l’hanno portato in caserma per essere interrogato. Al momento non si sa ancora come evolverà la situazione né dove si trova il presunto responsabile della sparatoria.

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