Pesanti bombardamenti su tutta l’Ucraina De Carolis: “Navi russe nel Mediterraneo”

Le forze armate russe hanno sferrato una serie di pesanti attacchi contro le città ucraine. Le sirene sono suonate nella capitale Kiev e nella regione di Mykolaiv, nel sud dell’Ucraina, e negli oblast di Kirovohrad, Dnipropetrovsk e Khmelnytskyi. Una tempesta di fuoco ha investito Kherson, contro la quale sono stati lanciati almeno 33 razzi nelle scorse 24 ore. Sono stati usati l’artiglieria, gli Mlrs, i mortai e i carri armati. Lo ha reso noto su Telegram l’esercito di Kiev. Bombardata nella mattinata anche la città orientale di Kharkiv. Laconico il messaggio del sindaco Igor Terekhov, riportato da Unian: “Kharkiv è sotto tiro. Chiedo a tutti di rimanere nei rifugi e di osservare le misure precauzionali”. Il capo militare regionale Oleg Sinegubov ha esortato la popolazione a non ignorare l’allerta. “Lo scorso anno, 70mila persone vivevano a Bakhmut. Ora rimangono solo pochi civili. Non ci sono posti che non siano coperti di sangue. Non ci sono ore nelle quali non risuona il terribile rombo dell’artiglieria. Eppure Bakhmut resiste”. Lo ha scritto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un post su Telegram.
Le truppe di Mosca hanno distrutto più di 700 obiettivi strategici dall’inizio dell’operazione militare speciale dello scorso 24 febbraio. A riferirlo è stato il vice ministro degli Interni ucraino Yevgeny Yenin, spiegando che si tratta di “gasdotti, ponti e obiettivi simili”. In un intervento televisivo, Yenin ha rivelato che oltre 35mila “bersagli” sono stati centrati dal nemico. Massicci e frequenti i raid sulle infrastrutture energetiche ucraine, gravemente danneggiate da missili o droni kamikaze.
Un cittadino australiano, di nome Sage O’Donnell, ha perso la vita combattendo per Zelensky ed il suo Paese. Lo ha confermato il ministero degli Esteri australiano citato dalla Cnn. In Russia si infiamma il dibattito sulle misure da adottare nei riguardi di “disertori”, “sabotatori” e “scettici”. Gli uomini e le donne che vogLeliono il fallimento dell’operazione lanciata da Mosca sono dei “traditori” e vanno considerati “nemici dello Stato e della società”, tanto da meritare di essere “banditi a vita”. Lo ha detto il vice presidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, aggiungendo che a coloro che hanno lasciato la Russia “volendo la distruzione del Paese dovrebbe essere impedito di tornarvi fino alla fine dei loro giorni”. Su Telegram, Medvedev ha anche specificato che il ritorno dei “traditori sarà possibile solo dopo amnistia o pentimento pubblico”.
A chi ha preso parte alla mobilitazione parziale in Ucraina sarà riconosciuto il diritto di congelare gratuitamente il suo sperma nelle banche del seme. Lo ha annunciato Igor Trunov, presidente dell’Unione russa degli avvocati, all’agenzia di stampa Tass. Trunov ha spiegato che il ministero russo della Salute ha accolto la sua richiesta di assistenza finanziaria al piano, ovvero “ha concesso la possibilità di un sostegno finanziario dal bilancio federale per la conservazione e lo stoccaggio gratuito di cellule germinali per i cittadini mobilitati per partecipare all’operazione militare speciale per il 2022-2024”.Il ministero degli Esteri russo ha comunicato la decisione di dichiarare “persona non grata” uno dei dipendenti dell’ambasciata lituana a Mosca, pur non fornendo dettagli sul diplomatico colpito dalla misura. Come riportato dal ministero degli Esteri in un comunicato, l’incaricata d’affari lituana in Russia, Jurgita Cibulskiene, è stata convocata presso gli uffici ministeriali per essere informata del provvedimento. Le autorità russe hanno contestato a Cibuslkiene l’espulsione, ritenuta “ingiustificata”, di uno dei membri del loro personale diplomatico a Vilnius.
L’ammiraglio Aurelio De Carolis, comandante in capo della Squadra Navale, ha confermato la presenza di navi russe nel Mediterraneo: “Confermo la presenza di navi russe nel Mediterraneo. Per cui a noi il compito di sorvegliare il Mediterraneo e controllare da vicino queste navi. Un forte messaggio dal punto di vista della comunicazione strategica che l’alleanza dà”. “Quello che tengo a evidenziare – ha continuato De Carolis – è che come Marina italiana ci muoviamo in un contesto pienamente sinergico con le altre Marine alleate che operano nel Mediterraneo e con tutte le altre operazioni”. La presenza delle unità russe non è anomala. Mosca utilizza le rotte di questo mare per la sua flotta e proprio nella parte orientale possiede una base di fondamentale importanza strategica, a Tartus, in Siria.
Le forze armate russe hanno sferrato una serie di pesanti attacchi contro le città ucraine. Le sirene sono suonate nella capitale Kiev e nella regione di Mykolaiv, nel sud dell’Ucraina, e negli oblast di Kirovohrad, Dnipropetrovsk e Khmelnytskyi. Una tempesta di fuoco ha investito Kherson, contro la quale sono stati lanciati almeno 33 razzi nelle scorse 24 ore. Sono stati usati l’artiglieria, gli Mlrs, i mortai e i carri armati. Lo ha reso noto su Telegram l’esercito di Kiev. Bombardata nella mattinata anche la città orientale di Kharkiv. Laconico il messaggio del sindaco Igor Terekhov, riportato da Unian: “Kharkiv è sotto tiro. Chiedo a tutti di rimanere nei rifugi e di osservare le misure precauzionali”. Il capo militare regionale Oleg Sinegubov ha esortato la popolazione a non ignorare l’allerta. “Lo scorso anno, 70mila persone vivevano a Bakhmut. Ora rimangono solo pochi civili. Non ci sono posti che non siano coperti di sangue. Non ci sono ore nelle quali non risuona il terribile rombo dell’artiglieria. Eppure Bakhmut resiste”. Lo ha scritto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un post su Telegram.
Le truppe di Mosca hanno distrutto più di 700 obiettivi strategici dall’inizio dell’operazione militare speciale dello scorso 24 febbraio. A riferirlo è stato il vice ministro degli Interni ucraino Yevgeny Yenin, spiegando che si tratta di “gasdotti, ponti e obiettivi simili”. In un intervento televisivo, Yenin ha rivelato che oltre 35mila “bersagli” sono stati centrati dal nemico. Massicci e frequenti i raid sulle infrastrutture energetiche ucraine, gravemente danneggiate da missili o droni kamikaze.
Un cittadino australiano, di nome Sage O’Donnell, ha perso la vita combattendo per Zelensky ed il suo Paese. Lo ha confermato il ministero degli Esteri australiano citato dalla Cnn. In Russia si infiamma il dibattito sulle misure da adottare nei riguardi di “disertori”, “sabotatori” e “scettici”. Gli uomini e le donne che vogLeliono il fallimento dell’operazione lanciata da Mosca sono dei “traditori” e vanno considerati “nemici dello Stato e della società”, tanto da meritare di essere “banditi a vita”. Lo ha detto il vice presidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, aggiungendo che a coloro che hanno lasciato la Russia “volendo la distruzione del Paese dovrebbe essere impedito di tornarvi fino alla fine dei loro giorni”. Su Telegram, Medvedev ha anche specificato che il ritorno dei “traditori sarà possibile solo dopo amnistia o pentimento pubblico”.
A chi ha preso parte alla mobilitazione parziale in Ucraina sarà riconosciuto il diritto di congelare gratuitamente il suo sperma nelle banche del seme. Lo ha annunciato Igor Trunov, presidente dell’Unione russa degli avvocati, all’agenzia di stampa Tass. Trunov ha spiegato che il ministero russo della Salute ha accolto la sua richiesta di assistenza finanziaria al piano, ovvero “ha concesso la possibilità di un sostegno finanziario dal bilancio federale per la conservazione e lo stoccaggio gratuito di cellule germinali per i cittadini mobilitati per partecipare all’operazione militare speciale per il 2022-2024”.Il ministero degli Esteri russo ha comunicato la decisione di dichiarare “persona non grata” uno dei dipendenti dell’ambasciata lituana a Mosca, pur non fornendo dettagli sul diplomatico colpito dalla misura. Come riportato dal ministero degli Esteri in un comunicato, l’incaricata d’affari lituana in Russia, Jurgita Cibulskiene, è stata convocata presso gli uffici ministeriali per essere informata del provvedimento. Le autorità russe hanno contestato a Cibuslkiene l’espulsione, ritenuta “ingiustificata”, di uno dei membri del loro personale diplomatico a Vilnius.
L’ammiraglio Aurelio De Carolis, comandante in capo della Squadra Navale, ha confermato la presenza di navi russe nel Mediterraneo: “Confermo la presenza di navi russe nel Mediterraneo. Per cui a noi il compito di sorvegliare il Mediterraneo e controllare da vicino queste navi. Un forte messaggio dal punto di vista della comunicazione strategica che l’alleanza dà”. “Quello che tengo a evidenziare – ha continuato De Carolis – è che come Marina italiana ci muoviamo in un contesto pienamente sinergico con le altre Marine alleate che operano nel Mediterraneo e con tutte le altre operazioni”. La presenza delle unità russe non è anomala. Mosca utilizza le rotte di questo mare per la sua flotta e proprio nella parte orientale possiede una base di fondamentale importanza strategica, a Tartus, in Siria.
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