Messi giocherà nel Como: parola di scout
Divertente oggi. Meno divertenti le bufale che ci toccano gli altri giorni
Lionel Messi sul lungolago è un’immagine che fa sorridere, ma il sorriso si spegne in fretta quando ci si accorge che fuori dal 1° aprile la realtà è molto più complicata. La Provincia di Como che mette in prima pagina lo scherzo è quasi un gesto di leggerezza civile: i lariani non sono tipi da burle, e forse proprio per questo il loro pesce d’aprile funziona. È chiaro, pulito, innocuo. Un attimo di respiro in mezzo al rumore.
Quella strana sensazione
Il resto dell’anno è un’altra storia. Le notizie inventate non arrivano più come eccezioni: sono diventate una presenza costante. Non si limitano al calcio, ma si infilano ovunque: politica, salute, economia, emergenze.
Ogni giorno c’è qualcosa che sembra vero, qualcosa che sembra falso, qualcosa che sembra costruito apposta per confonderti. E in mezzo ci siamo noi, che proviamo a orientarci come possiamo. La difficoltà non è più distinguere una notizia credibile da una inventata, ma riuscire a sopravvivere al flusso continuo di informazioni che si contraddicono e si travestono.
Certe balle non fanno ridere: spostano opinioni, creano panico, dividono le persone. E mentre cerchi di capire cosa sia reale, hai la sensazione che la stanchezza arriva prima della verità.
Quasi un favore
Alla fine, in mezzo a tutto questo caos, Messi al Como è quasi un favore che ci fanno: una bugia che non fa male a nessuno, che si capisce al volo e che dura il tempo di un sorriso.
Il resto dell’anno, invece, tocca schivare frottole ben più pesanti, quelle che non fanno ridere e che ti arrivano addosso senza nemmeno chiedere permesso.
E allora viene spontaneo dirlo con la semplicità di chi al bancone si finisce il caffè e scuote la testa: magari le bugie fossero tutte così.
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