Piano RePower: cosa prevede il programma energetico dell’Unione Europea

È stato presentato oggi, a Bruxelles, il nuovo programma energetico della Commissione Europea, articolato in una serie di punti chiave da sviluppare ed attuare concretamente.
Nello specifico, gli elementi su cui puntare sono: risparmio energetico, diversificazione degli approvvigionamenti ed accelerazione della transizione verso le fonti rinnovabili.
Analizzando quanto proposto relativamente ai singoli punti, si è visto che il primo, quello relativo al risparmio energetico, prevede il rafforzamento delle misure di efficienza energetica a lungo termine, con particolare attenzione all’efficientamento e all’incoraggiamento agli Stati all’utilizzo di misure di sconto fiscale per esempio su sistemi di riscaldamento, isolamento degli edifici e vari altri prodotti connessi all’energia.
A proposito invece della diversificazione degli approvvigionamenti, appare evidente che la si può ottenere soltanto individuando e concretizzando nuove possibilità di rapporti di fornitura. In questo senso l’Unione europea si è già accordata per aumentare le quantità a disposizione di gas naturale e metano. Bruxelles inoltre ha pianificato un “meccanismo di acquisto congiunto” che sarà importantissimo per la negoziazione e la stipula di contratti recanti vantaggi per tutti gli Strati membri aderenti.
Il discorso sulla transizione energetica, infine, ha visto la Commissione europea proporre l’aumento, entro il 2030, della componente del mix energetico prodotta da fonti rinnovabili dal 40 al 45%. L’idea è quella di puntare, per ottenere il risultato indicato, sull’energia solare. Con raddoppio in pochi anni della capacità fotovoltaica.
Da segnalare, inoltre, un ulteriore duplice obiettivo: il raddoppio del numero di pompe di calore in uso e l’implementazione di misure finalizzate all’integrazione dell’energia geotermica nei sistemi di teleriscaldamento.
Vale poi l’indicazione agli Stati membri sulla creazione, nel loro territorio, di aree dedicate alle energie rinnovabili, da istituirsi anche grazie ad una semplificazione dei procedimenti di concessione delle relative autorizzazioni.
Il piano prevede, infine, un importante obiettivo per l’Unione europea: produrre internamente 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabili, da affiancare ad una stessa quantità da importare. Tale elemento dovrà sostituire altre fonti energetiche nei settori in cui è più problematica la decarbonizzazione.

È stato presentato oggi, a Bruxelles, il nuovo programma energetico della Commissione Europea, articolato in una serie di punti chiave da sviluppare ed attuare concretamente.
Nello specifico, gli elementi su cui puntare sono: risparmio energetico, diversificazione degli approvvigionamenti ed accelerazione della transizione verso le fonti rinnovabili.
Analizzando quanto proposto relativamente ai singoli punti, si è visto che il primo, quello relativo al risparmio energetico, prevede il rafforzamento delle misure di efficienza energetica a lungo termine, con particolare attenzione all’efficientamento e all’incoraggiamento agli Stati all’utilizzo di misure di sconto fiscale per esempio su sistemi di riscaldamento, isolamento degli edifici e vari altri prodotti connessi all’energia.
A proposito invece della diversificazione degli approvvigionamenti, appare evidente che la si può ottenere soltanto individuando e concretizzando nuove possibilità di rapporti di fornitura. In questo senso l’Unione europea si è già accordata per aumentare le quantità a disposizione di gas naturale e metano. Bruxelles inoltre ha pianificato un “meccanismo di acquisto congiunto” che sarà importantissimo per la negoziazione e la stipula di contratti recanti vantaggi per tutti gli Strati membri aderenti.
Il discorso sulla transizione energetica, infine, ha visto la Commissione europea proporre l’aumento, entro il 2030, della componente del mix energetico prodotta da fonti rinnovabili dal 40 al 45%. L’idea è quella di puntare, per ottenere il risultato indicato, sull’energia solare. Con raddoppio in pochi anni della capacità fotovoltaica.
Da segnalare, inoltre, un ulteriore duplice obiettivo: il raddoppio del numero di pompe di calore in uso e l’implementazione di misure finalizzate all’integrazione dell’energia geotermica nei sistemi di teleriscaldamento.
Vale poi l’indicazione agli Stati membri sulla creazione, nel loro territorio, di aree dedicate alle energie rinnovabili, da istituirsi anche grazie ad una semplificazione dei procedimenti di concessione delle relative autorizzazioni.
Il piano prevede, infine, un importante obiettivo per l’Unione europea: produrre internamente 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabili, da affiancare ad una stessa quantità da importare. Tale elemento dovrà sostituire altre fonti energetiche nei settori in cui è più problematica la decarbonizzazione.

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