PIATTORICCO

Quando in una serata di gennaio non si sa cosa fare valida opzione può essere il sushi. Quella che prima era abitudine tipicamente milanese, ormai è diventata “custom” sia nel centro che nel sud del Paese. A Roma diverse sono le opzioni per chi ama il “giappo”. Meglio, però, puntare tutto su un all you can eat di qualità. Ecco perché, insieme ad Arianna, scegliamo di recarci da Konnichiwa, una delle varie attività di via Otranto, da tempo “angolo d’Oriente” nel quartiere Prati. Arriviamo, quindi, al tavolo assegnatoci e ci troviamo immersi in un’atmosfera non tipicamente capitolina. Appesi alle pareti i tradizionali manga, qualche messaggio subliminale della Yazuka e un tavolo stile roulette, dove si può anche giocare. Dopo aver preso dei cocktail, di cui è impossibile ricordare il nome, su suggerimento del nostro caporedattore Adolfo, esperto conoscitore dei ristoranti della zona, iniziamo la cena con dei Lime Fresh, semplice e fantasiosa rivisitazione dell’uramaki all’avocado. Il tutto accompagnato da sashimi, involtini primavera e ravioli cotti al vapore. A seguire, poi, una serie di maki, compresi nella limited edition, di cui uno al gusto fragola. Non possono mancare, infine, Black California, cetriolo, granchio, riso venere e sesamo bianco, gli immancabili Philadelphia, simbolo di una generazione e vari assaggi di tempura. Salutiamo, quindi, il personale e soprattutto peschiamo il bigliettino portafortuna appeso al soffitto, sperando che il nuovo anno sia ricco di prelibatezze enogastronomiche, ma anche di gioia e serenità.
Quando in una serata di gennaio non si sa cosa fare valida opzione può essere il sushi. Quella che prima era abitudine tipicamente milanese, ormai è diventata “custom” sia nel centro che nel sud del Paese. A Roma diverse sono le opzioni per chi ama il “giappo”. Meglio, però, puntare tutto su un all you can eat di qualità. Ecco perché, insieme ad Arianna, scegliamo di recarci da Konnichiwa, una delle varie attività di via Otranto, da tempo “angolo d’Oriente” nel quartiere Prati. Arriviamo, quindi, al tavolo assegnatoci e ci troviamo immersi in un’atmosfera non tipicamente capitolina. Appesi alle pareti i tradizionali manga, qualche messaggio subliminale della Yazuka e un tavolo stile roulette, dove si può anche giocare. Dopo aver preso dei cocktail, di cui è impossibile ricordare il nome, su suggerimento del nostro caporedattore Adolfo, esperto conoscitore dei ristoranti della zona, iniziamo la cena con dei Lime Fresh, semplice e fantasiosa rivisitazione dell’uramaki all’avocado. Il tutto accompagnato da sashimi, involtini primavera e ravioli cotti al vapore. A seguire, poi, una serie di maki, compresi nella limited edition, di cui uno al gusto fragola. Non possono mancare, infine, Black California, cetriolo, granchio, riso venere e sesamo bianco, gli immancabili Philadelphia, simbolo di una generazione e vari assaggi di tempura. Salutiamo, quindi, il personale e soprattutto peschiamo il bigliettino portafortuna appeso al soffitto, sperando che il nuovo anno sia ricco di prelibatezze enogastronomiche, ma anche di gioia e serenità.
Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli