“Più lunga sarà la gittata dei missili di Kiev, più avanzeremo”: l’avvertimento di Lavrov

Il premier britannico Boris Johnson (che rischia il voto di sfiducia) pronto a inviare a Zelensky armi a medio raggio

Boris Johnson alza il tiro almeno quanto Joe Biden: dopo l’invio di missili a medio raggio da parte dell’amministrazione Usa, anche il premier britannico (infischiandosene del voto di fiducia del Partito conservatore previsto per questa sera) annuncia di voler armare Kiev con sistemi d’arma più sofisticati e letali. Decisione immediatamente condannata dalla Russia, che si dice pronta a colpire territori ucraini più lontani dai propri confini quanto più potente sarà la portata delle nuove armi che Kiev riceverà dall’Occidente. A lanciare l’avvertimento è il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, come riporta l’agenzia russa Tass.

“Il presidente Vladimir Putin ha già commentato la situazione che emergerà con l’arrivo di nuovi armamenti, io posso solo aggiungere che più lunga sarà la gittata degli armamenti che fornirete, più noi sposteremo avanti dal nostro territorio la linea oltre la quale la presenza dei neonazisti verrà considerata una minaccia per la Federazione russa”, fa presente Lavrov. Gli fa eco il capo della commissione Difesa della Duma, la Camera bassa russa: “La Russia potrebbe colpire infrastrutture ucraine e istituzioni del governo di Kiev se all’Ucraina venissero consegnati lanciarazzi multipli a lungo raggio”.

Sul fronte dell’offensiva in Donbass, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ammette che a Severodonetsk i russi sono “più numerosi e più potenti”. Tuttavia le forze ucraine resistono, anche perché i russi non sono riusciti a tagliare le vie di collegamento con le due città chiave sul fiume Severskij Donec, Severodonetsk e Lysychansk. Le forze di Kiev infatti stanno fornendo pezzi di artiglieria per contrastare l’avanzata russa.  Sugli altri fronti, invece, la situazione è sostanzialmente in stallo. Nel sud, a Kherson, alcuni centri abitati passano di continuo sotto il controllo russo e ucraino, anche se la controffensiva di Kiev dei giorni scorsi ha esaurito la sua spinta. Nel settore di Kharkiv, invece, i russi avrebbero per il momento creato una fascia di sicurezza con la quale garantire i rifornimenti verso l’asse Kupiansk-Lyman. Proprio attorno a Lyman, le forze russe stanno ampliando l’area sotto il proprio controllo e sono ormai ad una quindicina di chilometri da Slovjansk. Mentre stanno cercando da un paio di giorni di catturare Svjatohirsk, ad una ventina di chilometri a nordovest della stessa Lyman.

Le forze russe hanno completato la conquista di Svyatogorsk e del territorio circostante nella Repubblica popolare di Donetsk. Intanto proseguono i bombardamenti sugli insediamenti di Chernihiv e Sumy, comprese infrastrutture civili, secondo quanto sostengono i vertici militari ucraini.

Le operazioni di combattimento tuttavia potrebbero mutare con l’arrivo dei missili Usa e del Regno Unito. I sistemi missilistici M270 Mlrs e M142 Himars forniti all’Ucraina con un nuovo pacchetto di aiuti militari sono le armi più formidabili tra tutte quelle inviate finora a Kiev. Tuttavia le forze russe saranno in grado di distruggerle, almeno secondo quanto afferma un ufficiale riservista delle truppe missilistiche e di artiglieria, interpellato dalla Tass.

Il premier britannico Boris Johnson (che rischia il voto di sfiducia) pronto a inviare a Zelensky armi a medio raggio

Boris Johnson alza il tiro almeno quanto Joe Biden: dopo l’invio di missili a medio raggio da parte dell’amministrazione Usa, anche il premier britannico (infischiandosene del voto di fiducia del Partito conservatore previsto per questa sera) annuncia di voler armare Kiev con sistemi d’arma più sofisticati e letali. Decisione immediatamente condannata dalla Russia, che si dice pronta a colpire territori ucraini più lontani dai propri confini quanto più potente sarà la portata delle nuove armi che Kiev riceverà dall’Occidente. A lanciare l’avvertimento è il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, come riporta l’agenzia russa Tass.

“Il presidente Vladimir Putin ha già commentato la situazione che emergerà con l’arrivo di nuovi armamenti, io posso solo aggiungere che più lunga sarà la gittata degli armamenti che fornirete, più noi sposteremo avanti dal nostro territorio la linea oltre la quale la presenza dei neonazisti verrà considerata una minaccia per la Federazione russa”, fa presente Lavrov. Gli fa eco il capo della commissione Difesa della Duma, la Camera bassa russa: “La Russia potrebbe colpire infrastrutture ucraine e istituzioni del governo di Kiev se all’Ucraina venissero consegnati lanciarazzi multipli a lungo raggio”.

Sul fronte dell’offensiva in Donbass, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ammette che a Severodonetsk i russi sono “più numerosi e più potenti”. Tuttavia le forze ucraine resistono, anche perché i russi non sono riusciti a tagliare le vie di collegamento con le due città chiave sul fiume Severskij Donec, Severodonetsk e Lysychansk. Le forze di Kiev infatti stanno fornendo pezzi di artiglieria per contrastare l’avanzata russa.  Sugli altri fronti, invece, la situazione è sostanzialmente in stallo. Nel sud, a Kherson, alcuni centri abitati passano di continuo sotto il controllo russo e ucraino, anche se la controffensiva di Kiev dei giorni scorsi ha esaurito la sua spinta. Nel settore di Kharkiv, invece, i russi avrebbero per il momento creato una fascia di sicurezza con la quale garantire i rifornimenti verso l’asse Kupiansk-Lyman. Proprio attorno a Lyman, le forze russe stanno ampliando l’area sotto il proprio controllo e sono ormai ad una quindicina di chilometri da Slovjansk. Mentre stanno cercando da un paio di giorni di catturare Svjatohirsk, ad una ventina di chilometri a nordovest della stessa Lyman.

Le forze russe hanno completato la conquista di Svyatogorsk e del territorio circostante nella Repubblica popolare di Donetsk. Intanto proseguono i bombardamenti sugli insediamenti di Chernihiv e Sumy, comprese infrastrutture civili, secondo quanto sostengono i vertici militari ucraini.

Le operazioni di combattimento tuttavia potrebbero mutare con l’arrivo dei missili Usa e del Regno Unito. I sistemi missilistici M270 Mlrs e M142 Himars forniti all’Ucraina con un nuovo pacchetto di aiuti militari sono le armi più formidabili tra tutte quelle inviate finora a Kiev. Tuttavia le forze russe saranno in grado di distruggerle, almeno secondo quanto afferma un ufficiale riservista delle truppe missilistiche e di artiglieria, interpellato dalla Tass.

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