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Politici condannati salvi: solo 1/5 del vitalizio può essere pignorato

di Ivano Tolettini -


Il vitalizio è equiparabile alla pensione e pertanto non può essere pignorato interamente, anche in presenza di un provvedimento di confisca per equivalente del giudice, ma solo per 1/5. Sulla questione era intervenuto nell’agosto del 2022 il governo Draghi, quindi il 3 luglio dell’anno scorso la Consulta, che aveva chiarito i limiti di pignorabilità per i parlamentari. Così a beneficiarne è stato anche l’ex assessore ai Trasporti della Regione Veneto, Renato Chisso, che dieci anni fa, assieme al suo presidente Giancarlo Galan, era stato travolto dalla scandalo del Mose. Il forzista Chisso era stato arrestato il 4 giugno 2014 e quindi aveva patteggiato 2 anni e mezzo di reclusione (come Galan) a metà ottobre successivo, quando aveva lasciato il carcere di Pisa. La sentenza era diventata esecutiva ed irrevocabile nel 2015. Chisso come Galan si è sempre proclamato innocente, quantunque abbiano patteggiato la stessa pena tutt’altro che lieve. Su questo punto l’allora Procuratore aggiunto di Venezia, Carlo Nordio, oggi ministro di Grazia e Giustizia, specificò nel libro la “Retata Storica” che “le scelte della difesa sono insindacabili e sacrosante. Ma patteggiare pene abbastanza elevate con multe ingenti, a qualcuno potrebbe sembrare contraddittorio con l’innocenza”. Poiché Chisso aveva patteggiato anche una pesantissima multa, coperta solo in parte dai sigilli a 332.287 mila euro del vitalizio che gli spettava per il lungo servizio in Regione, più di recente era stato l’avvocato forzista Maurizio Paniz a presentare il ricorso civile davanti al giudice dell’esecuzione di Venezia, che nei giorni scorsi gli ha dato ragione. La tesi di Paniz, come quella di altri avvocati che si sono cimentati per i clienti politici sulla questione, è che trattandosi di un trattamento maturato come corresponsione della quota di contributi versati dal lavoratore, questi ha diritto ad averne una parte (4/5) e il sequestro totale non è legittimo. Infatti, la Corte Costituzionale sottolinea che “i trattamenti vitalizi costituiscono la proiezione, dopo la cessazione del mandato elettivo, dell’indennità percepita durante la carriera parlamentare (vale anche per gli altri mandati elettivi, ndr) e, di qui, rivestono la medesima funzione, costituzionalmente rilevante, di assicurare a tutti l’accesso alle cariche elettive e l’esecuzione indipendente delle relative funzioni, scongiurando il rischio che lo svolgimento del munus parlamentare, che talvolta «si dispiega in un significativo arco temporale della vita lavorativa dell’eletto, possa rimanere sprovvisto di adeguata protezione previdenziale»”. Dunque, i vitalizi hanno una funzione previdenziale, come hanno stabilito non solo i giudici costituzionali, ma anche quelli di legittimità ordinaria, e pertanto per non privare i cittadini del sostentamento, si applica l’articolo 545, comma 7, del codice di procedura civile. Ecco spiegato perché “le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà”. È sulla parte che eccede l’ammontare di una mensilità e mezzo che viene calcolato il quinto pignorabile Ma quanto allora incasserà Chisso dei 332mila euro che gli sono stati sequestrati alcuni anni fa? “Parliamo di alcune centinaia di migliaia di euro, a cui vanno aggiunti gli interessi, la rivalutazione e il vitalizio mensile per la quota non suscettibile di sequestro” analizza soddisfatto l’avvocato Paniz. Poiché si trova in una simile situazione l’ex Doge serenissimo ed ex ministro Giancarlo Galan, che col patteggiamento si impegnò a versare all’erario 2,6 milioni di euro perché è stato ritenuto responsabile di avere causato un danno all’immagine dell’istituto Regione di 5 milioni di euro, adesso rivolgendosi al giudice dell’esecuzione dovrebbe riavere il vitalizio. Uscendo così da quella condizioni di indigenza che l’ha costretto negli ultimi anni ad andare a vivere in una casa semi abbandonata nei boschi sui Colli Berici a Vicenza.


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