Presidente della Repubblica, settimana decisiva

In campo molti nomi e su questi è partita una guerra di posizione tra coalizioni

Settimana decisiva per la scelta del Capo dello Stato. In campo tante ipotesi, e su queste è partita una guerra di posizione tra le coalizione. Solo il Centrodestra ha fatto un nome dal quale partire ed è quello di Silvio Berlusconi, mentre nel Centrosinistra ed in particolare nel Pd si parte dalla indicazione della figura. condivisa e autorevole, profilo che non è non è assolutamente incarnato da Berlusconi. Sia la sinistra estrema, che il M5S, che il Pd e Italia Viva, hanno fatto sapere che non voteranno quel nome. Dunque la settimana parte da questo primo passaggio politico. Ma andiamo a vedere le posizioni fino a qui espresse. Come detto il Pd. Ma vediamo cosa ha detto il segretario Democratico Letta su Berlusconi e sulla posizione espressa nell’ultimo vertice di questa coalizione: “Il centrodestra sbaglia perché è evidente che la candidatura di Berlusconi è un vicolo cieco, nel senso che non è quella figura istituzionale sulla quale ci sarà l’unità. E allora voltiamo pagina, cerchiamolo questo nome, cerchiamolo insieme, mi sembra la strada migliore”. Circa l’eventualità di una candidatura di Mario Draghi al Quirinale, “non è questo il momento di fare nomi, dovremo deciderli insieme, insieme con i nostri alleati e insieme con il centrodestra”, ma “una cosa l’ho certa: Draghi sta giocando un ruolo fondamentale per il nostro paese, il suo nome e il suo ruolo per l’Italia va tutelato”, aggiunge. E anche rispetto a un eventuale ‘bis’ di Sergio Mattarella “non è il momento di parlare di nomi – ribadisce Letta – dobbiamo prima trovare l’accordo tra tutte le forze politiche poi faremo i nomi”. Poi, nel corso di una intervista al Tg3 fissa il punto: “Per la corsa al Quirinale in questo Parlamento nessuno ha la maggioranza, vuol dire che dobbiamo trovare un’intesa e questa intesa è fondamentale sul o la Presidente della Repubblica, figura istituzionale superpartes, e sulla continuazione della legislatura, per affrontare covid, PNRR e affrontare questo drammatico caro bollette energetiche che sta strangolando economia e famiglie”. Chi fa un nome è il Segretario di Italia Viva, Matteo Renzi e pronuncia quello di Draghi: “Mario Draghi a Palazzo Chigi è una garanzia per il Paese nell’anno di legislatura che ci rimane”, ma al Quirinale “garantisce l’Italia per sette anni. Ma se Draghi diventerà presidente della Repubblica dovrà esserci un accordo politico contestuale sul governo. E in questo caso, anche se improbabile, un governo dei leader ha un senso”. Poi l’affondo su Berlusconi: “Berlusconi non ha chance per fare il presidente della Repubblica perchè i numeri non ci sono”. Poi alla domanda fatta dai microfoni di Radio Leopolda, se Salvini e Meloni possono ancora cambiare idea su questa candidatura? “Credo che loro lo faranno. Anche per loro – afferma il leader di Italia Viva – è un’operazione ad alto rischio perché Berlusconi se insiste porta il centrodestra a sbattere. Penso che nelle prossime ore parleranno con Berlusconi perchè i numeri non ci sono”. Nel centrodestra da registrare il silenzi di Berlusconi e le posizioni di Salvini e Meloni. Il leader della Lega avverte la coalizione di Centrosinistra con una perentoria presa di posizione: “Se qualcuno a sinistra vuole tirare per la giacchetta il Presidente Mattarella manca di rispetto soprattutto a lui, che più volte ha ribadito l’indisponibilità a un secondo mandato. Allo stesso modo, il premier Draghi è impegnato per affrontare l’emergenza sanitaria ed economica: ipotizzare per lui un altro ruolo è una mancanza di rispetto al Presidente del Consiglio e al Paese”. Salvini ricorda: “Abbiamo ancora una settimana per lavorare insieme, spero che nessuno (a partire dai leader) si sottragga alla responsabilità di rafforzare il governo e – insieme a Draghi – affrontare mesi difficili e impegnativi. Lavoro per unire”. A seguire la Meloni, che incarna in parlamento l’opposizione e che nell’ultimo vertice nella villa romana del Cavaliere ha condiviso la scelta caduta sul nome di Berlusconi, ha comunque da tener conto che l’ipotesi di una mancata convergenza su quel nome (non raggiungere i voti utili per l’elezione (ndr), potrebbe devastare la coalizione. Per la pasionaria di Fratelli d’Italia, che da tempo chiede di andare al voto, l’unica notizia positiva sarebbe quella del tracollo dell’attuale maggioranza. Niente voto per i Grandi Elettori che risultano positivi, al momento 29 “I positivi in questo momento a norma di legge, e per le ordinanze e protocolli, non possono votare. Abbiamo avuto una conferenza dei capigruppo dove è stato sollevato questo problema e ne avremo una anche domani. Il tema è sul tavolo” ma “l’istruttoria continua”. Ciò detto, questa decisione non comporta “nessuna violazione della procedura né costituzionale”. Roberto Fico, presidente della Camera, lo dice a Mezz’ora in più su Rai3. “Il non vaccinato oggi alla Camera, come in tutte altre istituzioni, può entrare con il tampone, quindi può venire a votare, perché alla Camera entri con il Green pass, ma solo nel palazzo e in Aula, mentre come per tutti italiani nel ristorante o al bar devi entrare con il Green pass rafforzato”, spiega poi Fico. Per quanto riguarda i no vax “si entra con il tampone, per forza. Non c’è dubbio- sottolinea il presidente di Montecitorio- in questi due anni abbiamo lavorato in modo serrato e avuto un’organizzazione scientifica, alla Camera, che è un luogo molto frequentato, in due anni non abbiamo mai avuto un cluster o un focolaio. Abbiamo avuto risultati eccellenti garantendo a pieno regime la funzionalità legislativa, che è quello che dovevamo fare”. A Montecitorio “ora i positivi sono 29, con una curva che posso dire in discesa. Al Senato non conosco il numero preciso, ma credo possano essere tra i sei e gli otto, ma sempre con una curva in discesa”, segnala Fico. In generale, però, avverte il presidente della Camera, “in questo momento stiamo vivendo una emergenza sanitaria, un’emergenza conclamata in cui un positivo non può muoversi da un domicilio”, quindi “in questo momento l’emergenza sanitaria è importante, quindi non dobbiamo dare messaggi sbagliati o poco univoci alla cittadinanza.

In campo molti nomi e su questi è partita una guerra di posizione tra coalizioni

Settimana decisiva per la scelta del Capo dello Stato. In campo tante ipotesi, e su queste è partita una guerra di posizione tra le coalizione. Solo il Centrodestra ha fatto un nome dal quale partire ed è quello di Silvio Berlusconi, mentre nel Centrosinistra ed in particolare nel Pd si parte dalla indicazione della figura. condivisa e autorevole, profilo che non è non è assolutamente incarnato da Berlusconi. Sia la sinistra estrema, che il M5S, che il Pd e Italia Viva, hanno fatto sapere che non voteranno quel nome. Dunque la settimana parte da questo primo passaggio politico. Ma andiamo a vedere le posizioni fino a qui espresse. Come detto il Pd. Ma vediamo cosa ha detto il segretario Democratico Letta su Berlusconi e sulla posizione espressa nell’ultimo vertice di questa coalizione: “Il centrodestra sbaglia perché è evidente che la candidatura di Berlusconi è un vicolo cieco, nel senso che non è quella figura istituzionale sulla quale ci sarà l’unità. E allora voltiamo pagina, cerchiamolo questo nome, cerchiamolo insieme, mi sembra la strada migliore”. Circa l’eventualità di una candidatura di Mario Draghi al Quirinale, “non è questo il momento di fare nomi, dovremo deciderli insieme, insieme con i nostri alleati e insieme con il centrodestra”, ma “una cosa l’ho certa: Draghi sta giocando un ruolo fondamentale per il nostro paese, il suo nome e il suo ruolo per l’Italia va tutelato”, aggiunge. E anche rispetto a un eventuale ‘bis’ di Sergio Mattarella “non è il momento di parlare di nomi – ribadisce Letta – dobbiamo prima trovare l’accordo tra tutte le forze politiche poi faremo i nomi”. Poi, nel corso di una intervista al Tg3 fissa il punto: “Per la corsa al Quirinale in questo Parlamento nessuno ha la maggioranza, vuol dire che dobbiamo trovare un’intesa e questa intesa è fondamentale sul o la Presidente della Repubblica, figura istituzionale superpartes, e sulla continuazione della legislatura, per affrontare covid, PNRR e affrontare questo drammatico caro bollette energetiche che sta strangolando economia e famiglie”. Chi fa un nome è il Segretario di Italia Viva, Matteo Renzi e pronuncia quello di Draghi: “Mario Draghi a Palazzo Chigi è una garanzia per il Paese nell’anno di legislatura che ci rimane”, ma al Quirinale “garantisce l’Italia per sette anni. Ma se Draghi diventerà presidente della Repubblica dovrà esserci un accordo politico contestuale sul governo. E in questo caso, anche se improbabile, un governo dei leader ha un senso”. Poi l’affondo su Berlusconi: “Berlusconi non ha chance per fare il presidente della Repubblica perchè i numeri non ci sono”. Poi alla domanda fatta dai microfoni di Radio Leopolda, se Salvini e Meloni possono ancora cambiare idea su questa candidatura? “Credo che loro lo faranno. Anche per loro – afferma il leader di Italia Viva – è un’operazione ad alto rischio perché Berlusconi se insiste porta il centrodestra a sbattere. Penso che nelle prossime ore parleranno con Berlusconi perchè i numeri non ci sono”. Nel centrodestra da registrare il silenzi di Berlusconi e le posizioni di Salvini e Meloni. Il leader della Lega avverte la coalizione di Centrosinistra con una perentoria presa di posizione: “Se qualcuno a sinistra vuole tirare per la giacchetta il Presidente Mattarella manca di rispetto soprattutto a lui, che più volte ha ribadito l’indisponibilità a un secondo mandato. Allo stesso modo, il premier Draghi è impegnato per affrontare l’emergenza sanitaria ed economica: ipotizzare per lui un altro ruolo è una mancanza di rispetto al Presidente del Consiglio e al Paese”. Salvini ricorda: “Abbiamo ancora una settimana per lavorare insieme, spero che nessuno (a partire dai leader) si sottragga alla responsabilità di rafforzare il governo e – insieme a Draghi – affrontare mesi difficili e impegnativi. Lavoro per unire”. A seguire la Meloni, che incarna in parlamento l’opposizione e che nell’ultimo vertice nella villa romana del Cavaliere ha condiviso la scelta caduta sul nome di Berlusconi, ha comunque da tener conto che l’ipotesi di una mancata convergenza su quel nome (non raggiungere i voti utili per l’elezione (ndr), potrebbe devastare la coalizione. Per la pasionaria di Fratelli d’Italia, che da tempo chiede di andare al voto, l’unica notizia positiva sarebbe quella del tracollo dell’attuale maggioranza. Niente voto per i Grandi Elettori che risultano positivi, al momento 29 “I positivi in questo momento a norma di legge, e per le ordinanze e protocolli, non possono votare. Abbiamo avuto una conferenza dei capigruppo dove è stato sollevato questo problema e ne avremo una anche domani. Il tema è sul tavolo” ma “l’istruttoria continua”. Ciò detto, questa decisione non comporta “nessuna violazione della procedura né costituzionale”. Roberto Fico, presidente della Camera, lo dice a Mezz’ora in più su Rai3. “Il non vaccinato oggi alla Camera, come in tutte altre istituzioni, può entrare con il tampone, quindi può venire a votare, perché alla Camera entri con il Green pass, ma solo nel palazzo e in Aula, mentre come per tutti italiani nel ristorante o al bar devi entrare con il Green pass rafforzato”, spiega poi Fico. Per quanto riguarda i no vax “si entra con il tampone, per forza. Non c’è dubbio- sottolinea il presidente di Montecitorio- in questi due anni abbiamo lavorato in modo serrato e avuto un’organizzazione scientifica, alla Camera, che è un luogo molto frequentato, in due anni non abbiamo mai avuto un cluster o un focolaio. Abbiamo avuto risultati eccellenti garantendo a pieno regime la funzionalità legislativa, che è quello che dovevamo fare”. A Montecitorio “ora i positivi sono 29, con una curva che posso dire in discesa. Al Senato non conosco il numero preciso, ma credo possano essere tra i sei e gli otto, ma sempre con una curva in discesa”, segnala Fico. In generale, però, avverte il presidente della Camera, “in questo momento stiamo vivendo una emergenza sanitaria, un’emergenza conclamata in cui un positivo non può muoversi da un domicilio”, quindi “in questo momento l’emergenza sanitaria è importante, quindi non dobbiamo dare messaggi sbagliati o poco univoci alla cittadinanza.

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