Previdenza complementare, la posizione del sindacato dei carabinieri

Il Sim dell’Arma: “Andremo avanti per difendere i diritti dei nostri iscritti”

I trattamenti pensionistici degli uomini dell’Arma sono al centro di una nota diffusa in queste ore dal Sindacato italiano militari carabinieri, in cui innanzitutto si conferma l’impegno a favore degli iscritti in servizio. Inoltre – prosegue il Sim – “sosterremo gli eventuali oneri finanziari in caso di soccombenza per il ricorso in atto relativo alla previdenza complementare”.

Il procedimento amministrativo in corso dunque andrà avanti, anche perché altri ricorsi con differenti motivazioni sono stati respinti dalla giustizia amministrativa e per questo alcune sigle sindacali hanno optato per l’estinzione del giudizio amministrativo per evitare di far gravare sui ricorrenti somme rilevanti quanto spese di giudizio (dovute in caso di decisione sfavorevole).

Il Sim dei Carabinieri “in rappresentanza dei propri ricorrenti non chiede il riconoscimento del danno conseguente all’inerzia per il mancato avvio delle procedure di negoziazione e concertazione, ben consapevole – in ossequio a quanto affermato dal Consiglio di Stato che la legittimazione spetta alle organizzazioni sindacali o alle rappresentanze militari – ma “eccepisce, contesta e chiede l’accertamento dell’inadempimento dello Stato, datore di lavoro pubblico, riguardo l’obbligo di attuare prestazioni di contenuto genericamente previdenziale, ma strettamente inerenti al rapporto di pubblico impiego”.

Ed a proposito del futuro, la Giustizia amministrativa del Lazio, “attesa la fondatezza delle richieste, valuterà il diritto soggettivo dei nostri ricorrenti” dice ancora il Sim. Che aggiunge: “si ribadisce inoltre che quanto comunicato dallo Stato Maggiore della Difesa con lettera del 6 maggio 2022 circa il mancato avvio della previdenza complementare, sembra essere la conclusione di un procedimento. Per il SIM Carabinieri costituirà il punto di partenza, dal quale avviare ogni valida iniziativa fino all’ultimo livello di giurisdizione nazionale, e qualora necessario, come oramai di consueto, ricorrendo alle alte Corti per il riconoscimento dovuto e non garantito dalla giustizia nazionale. Restiamo comunque perplessi circa la predetta circolare che oggi più che mai, dopo essersi resi responsabili di tale inerzia, gli stessi sbandierano come vittoria un danno patito dal personale dei comparti Sicurezza e Difesa”.

Il Sim dell’Arma: “Andremo avanti per difendere i diritti dei nostri iscritti”

I trattamenti pensionistici degli uomini dell’Arma sono al centro di una nota diffusa in queste ore dal Sindacato italiano militari carabinieri, in cui innanzitutto si conferma l’impegno a favore degli iscritti in servizio. Inoltre – prosegue il Sim – “sosterremo gli eventuali oneri finanziari in caso di soccombenza per il ricorso in atto relativo alla previdenza complementare”.

Il procedimento amministrativo in corso dunque andrà avanti, anche perché altri ricorsi con differenti motivazioni sono stati respinti dalla giustizia amministrativa e per questo alcune sigle sindacali hanno optato per l’estinzione del giudizio amministrativo per evitare di far gravare sui ricorrenti somme rilevanti quanto spese di giudizio (dovute in caso di decisione sfavorevole).

Il Sim dei Carabinieri “in rappresentanza dei propri ricorrenti non chiede il riconoscimento del danno conseguente all’inerzia per il mancato avvio delle procedure di negoziazione e concertazione, ben consapevole – in ossequio a quanto affermato dal Consiglio di Stato che la legittimazione spetta alle organizzazioni sindacali o alle rappresentanze militari – ma “eccepisce, contesta e chiede l’accertamento dell’inadempimento dello Stato, datore di lavoro pubblico, riguardo l’obbligo di attuare prestazioni di contenuto genericamente previdenziale, ma strettamente inerenti al rapporto di pubblico impiego”.

Ed a proposito del futuro, la Giustizia amministrativa del Lazio, “attesa la fondatezza delle richieste, valuterà il diritto soggettivo dei nostri ricorrenti” dice ancora il Sim. Che aggiunge: “si ribadisce inoltre che quanto comunicato dallo Stato Maggiore della Difesa con lettera del 6 maggio 2022 circa il mancato avvio della previdenza complementare, sembra essere la conclusione di un procedimento. Per il SIM Carabinieri costituirà il punto di partenza, dal quale avviare ogni valida iniziativa fino all’ultimo livello di giurisdizione nazionale, e qualora necessario, come oramai di consueto, ricorrendo alle alte Corti per il riconoscimento dovuto e non garantito dalla giustizia nazionale. Restiamo comunque perplessi circa la predetta circolare che oggi più che mai, dopo essersi resi responsabili di tale inerzia, gli stessi sbandierano come vittoria un danno patito dal personale dei comparti Sicurezza e Difesa”.

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