PRIMA PAGINA – Follia Labubu: la nuova tendenza tossica
Nel primo semestre 2025, Pop Mart ha triplicato i ricavi, arrivando a quasi due miliardi di dollari
All’inizio degli anni duemila, nasceva un’idea che avrebbe cambiato il mondo dei giocattoli da collezionismo: Labubu. Con i suoi occhi grandi, i denti aguzzi e un sorriso tra l’ingenuità e la cattiveria, questa creatura dall’aspetto fiabesco è oggi una delle icone più riconoscibili della cultura pop asiatica, capace di attrarre un pubblico internazionale che spazia dai collezionisti esperti agli adolescenti appassionati di tendenze.
Labubu è la creazione dell’artista Kasing Lung, illustratore originario di Hong Kong che ha costruito attorno a questa figura un universo narrativo, chiamato The Monsters. “Volevo dare forma a un personaggio che fosse allo stesso tempo spaventoso e tenero, come quelle figure che popolano le storie per bambini e che non sai mai se temere o amare”, ha raccontato in diverse interviste.
Il risultato è un piccolo peluche dalle orecchie lunghe e sottili, ispirato a creature delle fiabe nordeuropee che, pur con i suoi tratti “mostruosi”, emana simpatia.
Il passaggio dalle illustrazioni ai giocattoli è avvenuto grazie alla collaborazione con Pop Mart, azienda cinese specializzata in “designer toys”. Attraverso le cosiddette blind box – scatoline misteriose che contengono una bambola senza sapere quale – i Labubu sono diventati oggetti del desiderio e di collezione, capaci di esaurire intere tirature nel giro di poche ore.
Il vero exploit si verifica nel 2024: la star Lisa, famosissima rapper thailandese del gruppo femminile coreano Blackping, condivide una foto con un portachiavi Labubu, innescando una frenesia virale che si estende in Asia e ne oltrepassa i confini.
Ogni serie è caratterizzata da varianti: Labubu in abiti stagionali o in versione fiabesca, persino trasformato in personaggi classici come “Il piccolo principe” o nella serie “Coca Cola”. Questo continuo rinnovamento ha mantenuto viva la curiosità, creando un fenomeno di febbrile aspettativa, con file di fan che attendono ore, davanti ai negozi monomarca, per acquistare l’ultima versione. Dopo il lancio della terza edizione della bambola, in un punto vendita di Londra sono scoppiate risse tra fan disposti a spendere dalle 13,50 sterline (circa 15,50 euro) fino a 50 sterline per ciascun esemplare. In pieno agosto, davanti allo store di Milano, coda infinita sotto il sole cocente per ritirare il pupazzetto, ormai introvabile, dei fortunati che lo avevano avuto grazie alla partecipazione ad un’estrazione a sorte.
Sui social media si è sviluppata una comunità globale di collezionisti che fotografano i propri Labubu in scenari quotidiani, trasformandoli in compagni di vita quotidiana.
Il mercato secondario ha contribuito ad alimentare la leggenda: alcune edizioni limitate, vendute inizialmente per poche decine di euro, raggiungono oggi cifre centinaia di volte superiori, rendendo il fenomeno appetibile anche per investitori e speculatori: a giugno, una Labubu verde menta alta 1,2 metri è stata venduta per 170.000 dollari alla prima asta ufficiale di Labubu, tenutasi a Pechino.
La Pop Mart ha lanciato sul mercato oltre 300 diverse bambole Labubu, che variano per dimensioni e prezzo, da 15 dollari per una statuetta in vinile da otto centimetri a 960 dollari per un’edizione “mega” da 79 centimetri.
Nel primo semestre 2025, Pop Mart ha triplicato i ricavi arrivando a quasi 2 miliardi di dollari e quadruplicato gli utili netti, con una stima di più di 40 milioni di pezzi venduti: il titolo, quotato in borsa a Hong Kong è schizzato a +600% su 12 mesi.
Le prospettive di fatturato per tutto il 2025 sono collocate intorno ai 4 miliardi di dollari e l’espansione internazionale è in continua crescita: ai 571 store monomarca attuali se ne aggiungeranno altri 100 all’estero.
La quota del 48,73% della società, detenuta dall’amministratore delegato e fondatore di Pop Mart, il trentottenne Wang Ning, gli ha fatto guadagnare una fortuna, rendendolo il membro più giovane della lista dei primi dieci miliardari cinesi, con un patrimonio superiore ai 22 miliardi di dollari.
Quindi fenomeno sociale che permette smisurati guadagni per i produttori e rende felici bambini e collezionisti ? Come spesso capita, non è tutto oro quello che luccica.
La modalità blind box genera una scarica emotiva simile al gioco d’azzardo. Esperti definiscono il modello un “legal dopamine casino”, evocando meccanismi psicologici legati alla dipendenza ed alla FOMO, ovvero “fear of missing out” che in italiano significa paura di essere tagliati fuori, di perdersi qualcosa. È un’ansia sociale caratterizzata dalla preoccupazione di non poter partecipare a esperienze piacevoli che altri stanno vivendo.
Labubu non è il primo caso di collezioni tossiche, mode che hanno generato consumismo compulsivo, speculazione e in alcuni casi perfino problemi sociali. Furby, il pupazzo interattivo parlante, vendette 41 milioni di esemplari; le carte da collezione Pokemon Cards scatenarono risse e furti nei negozi e si possono ora trovare su Ebay a prezzi folli; Tamagotchi, il giochino elettronico con cui si doveva tenere in vita un animaletto, vendette quasi 100 milioni di esemplari.
Avanza anche l’allarme sulle imitazioni: i “Lafufu”, versioni contraffatte di Labubu, contengono ftalati nocivi (sostanze derivate dal petrolio, usate per rendere più flessibili materiali plastici) e parti facilmente staccabili, rappresentando un rischio grave per i bambini.
Pop Mart intanto punta a diversificare: prevede una serie animata, versioni mini per smartphone, collaborazioni multimediali, aperture di store negli Usa e progetta anche parchi a tema, in stile Disney.
Labubu, da figura fiabesca a icona globale, ha quindi trasformato Pop Mart in un gigante del giocattolo. Ma dietro il sorriso inquietante del pupazzo si cela un mondo fatto di strategie psicologiche, consumo emozionale, rischi materiali e interrogativi culturali.
Resta da vedere se la Labubu mania sarà un fenomeno duraturo o una bolla destinata a svanire. Per ora, lo scorso 16 agosto, Madonna ha festeggiato il suo 67° compleanno con una torta a forma di Labubu.
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