Processo Depp-Heard, l’attore potrebbe rinunciare al risarcimento: “Mai stata una questione di soldi”

Gli avvocati di Johnny Depp hanno dichiarato che il divo, uscito vincitore dalla contesa giudiziaria contro l’ex moglie Amber Heard, potrebbe rinunciare al maxi-risarcimento da 10 milioni di dollari che l’attrice è stata condannata a pagare. Camille Vasquez e Benjamin Chew, diventati a loro volta volti noti grazie al processo che ha tenuto col fiato sospeso gli spettatori di tutto il mondo, adesso sono impegnati in un vero e proprio corteo di trionfo delle relazioni pubbliche. I legali che hanno portato la star di Blow alla vittoria, ospiti del programma Usa Good Morning America, hanno fatto sapere che per l’attore l’obiettivo principale del processo non sarebbe mai stato ottenere il risarcimento. “Non è stata una questione di soldi per il signor Depp. Si trattava di ripristinare la sua reputazione e l’ha fatto”, ha spiegato la Vasquez. Secondo l’avvocato, l’attore sarebbe finalmente rifiorito: “Non sorrideva così da sei anni”. Il collega Chew, invece, ha preso in esame i motivi che, secondo lui, avrebbero mosso la giuria ad assegnare la vittoria al “pirata dei Caraibi”: “La mia sensazione è che avesse molto a che fare con la responsabilità. Johnny ha avuto i suoi problemi, è stato molto sincero riguardo ai suoi problemi di alcol e droga, è stato sincero su alcune cose infelici che ha scritto, in netto contrasto con la signora Heard, che non sembrava… o almeno la giuria potrebbe aver percepito che non si è assunta la responsabilità di nulla”. Per la Vasquez, invece, il punto focale sarebbe quello rappresentato dalle prove: “La chiave della vittoria è stata il fatto di concentrarsi sui fatti e sulle prove e sull’opportunità di Johnny di poter dire per la prima volta la verità sui fatti. Ha potuto raccontare cosa è successo davvero alla giuria e al pubblico”. I due legali del team della star, però, sono concordi su un punto: “È assolutamente falso che i social abbiano giocato un ruolo nel verdetto emesso dai giurati”. Tesi, questa, sostenuta invece strenuamente da Elaine Bredehoft, legale della Heard. In un’intervista alla trasmissione Today, in onda sulla NBC, l’avvocato che ha difeso l’attrice in tribunale ha parlato delle reazioni di Amber alla lettura della sentenza, dichiarando che il gigantesco clamore mediatico sollevato dal processo abbia inevitabilmente condizionato la giuria delegata a emettere la decisione. Per l’avvocato di Amber, sono stati in particolare i social network ad aver giocato un ruolo risolutivo nel processo: “Come potrebbero non farlo? I giurati andavano a casa tutte le sere. Hanno famiglia e i loro familiari sono sui social. Abbiamo avuto una pausa di dieci giorni proprio nel mezzo del processo. Impossibile non esserne influenzati”. La Bredehoft ha anche aggiunto di essere sempre dichiarata contraria alla presenza delle telecamere in aula: “Hanno reso questo processo uno zoo”. La notizia della rinuncia di Depp a ottenere dell’ex moglie lo stellare risarcimento potrebbe far tirare un sospiro di sollievo alla Heard dato che, stando a quanto dichiarato dal suo stesso avvocato, la star non sarebbe in grado di pagare i 10,4 milioni di dollari che il tribunale di Fairfax, in Virginia, ha stabilito debba versare a titolo di risarcimento danni. E c’è chi ha approfittato di questa situazione per architettare una truffa sul web. Stando a quanto riporta TMZ, sito di gossip statunitense, un utente di nome Kimberly Moore avrebbe lanciato una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe proprio per aiutare la star di Aquaman. “Il processo è stata una disgrazia. Il verdetto supera il suo patrimonio netto”, si leggeva nella descrizione dell’iniziativa. E ancora: “Se potete, per favore, aiutatela. Avrà accesso diretto al denaro”. In poco tempo, la raccolta ha raggiunto la cifra record di un milione di dollari. Peccato che la Heard non c’entrasse nulla. E la raccolta-truffa, ennesimo capitolo di questo “show”, è stata chiusa.

Gli avvocati di Johnny Depp hanno dichiarato che il divo, uscito vincitore dalla contesa giudiziaria contro l’ex moglie Amber Heard, potrebbe rinunciare al maxi-risarcimento da 10 milioni di dollari che l’attrice è stata condannata a pagare. Camille Vasquez e Benjamin Chew, diventati a loro volta volti noti grazie al processo che ha tenuto col fiato sospeso gli spettatori di tutto il mondo, adesso sono impegnati in un vero e proprio corteo di trionfo delle relazioni pubbliche. I legali che hanno portato la star di Blow alla vittoria, ospiti del programma Usa Good Morning America, hanno fatto sapere che per l’attore l’obiettivo principale del processo non sarebbe mai stato ottenere il risarcimento. “Non è stata una questione di soldi per il signor Depp. Si trattava di ripristinare la sua reputazione e l’ha fatto”, ha spiegato la Vasquez. Secondo l’avvocato, l’attore sarebbe finalmente rifiorito: “Non sorrideva così da sei anni”. Il collega Chew, invece, ha preso in esame i motivi che, secondo lui, avrebbero mosso la giuria ad assegnare la vittoria al “pirata dei Caraibi”: “La mia sensazione è che avesse molto a che fare con la responsabilità. Johnny ha avuto i suoi problemi, è stato molto sincero riguardo ai suoi problemi di alcol e droga, è stato sincero su alcune cose infelici che ha scritto, in netto contrasto con la signora Heard, che non sembrava… o almeno la giuria potrebbe aver percepito che non si è assunta la responsabilità di nulla”. Per la Vasquez, invece, il punto focale sarebbe quello rappresentato dalle prove: “La chiave della vittoria è stata il fatto di concentrarsi sui fatti e sulle prove e sull’opportunità di Johnny di poter dire per la prima volta la verità sui fatti. Ha potuto raccontare cosa è successo davvero alla giuria e al pubblico”. I due legali del team della star, però, sono concordi su un punto: “È assolutamente falso che i social abbiano giocato un ruolo nel verdetto emesso dai giurati”. Tesi, questa, sostenuta invece strenuamente da Elaine Bredehoft, legale della Heard. In un’intervista alla trasmissione Today, in onda sulla NBC, l’avvocato che ha difeso l’attrice in tribunale ha parlato delle reazioni di Amber alla lettura della sentenza, dichiarando che il gigantesco clamore mediatico sollevato dal processo abbia inevitabilmente condizionato la giuria delegata a emettere la decisione. Per l’avvocato di Amber, sono stati in particolare i social network ad aver giocato un ruolo risolutivo nel processo: “Come potrebbero non farlo? I giurati andavano a casa tutte le sere. Hanno famiglia e i loro familiari sono sui social. Abbiamo avuto una pausa di dieci giorni proprio nel mezzo del processo. Impossibile non esserne influenzati”. La Bredehoft ha anche aggiunto di essere sempre dichiarata contraria alla presenza delle telecamere in aula: “Hanno reso questo processo uno zoo”. La notizia della rinuncia di Depp a ottenere dell’ex moglie lo stellare risarcimento potrebbe far tirare un sospiro di sollievo alla Heard dato che, stando a quanto dichiarato dal suo stesso avvocato, la star non sarebbe in grado di pagare i 10,4 milioni di dollari che il tribunale di Fairfax, in Virginia, ha stabilito debba versare a titolo di risarcimento danni. E c’è chi ha approfittato di questa situazione per architettare una truffa sul web. Stando a quanto riporta TMZ, sito di gossip statunitense, un utente di nome Kimberly Moore avrebbe lanciato una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe proprio per aiutare la star di Aquaman. “Il processo è stata una disgrazia. Il verdetto supera il suo patrimonio netto”, si leggeva nella descrizione dell’iniziativa. E ancora: “Se potete, per favore, aiutatela. Avrà accesso diretto al denaro”. In poco tempo, la raccolta ha raggiunto la cifra record di un milione di dollari. Peccato che la Heard non c’entrasse nulla. E la raccolta-truffa, ennesimo capitolo di questo “show”, è stata chiusa.

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