Processo Open Arms: “Occultati documenti utili alla difesa”

In attesa della prossima udienza del processo a Matteo Salvini sui fatti dell’agosto 2019 riguardanti la nota vicenda del blocco deciso dall’allora ministro degli Interni allo sbarco dei migranti dalla nave Open Arms, il clima nell’aula bunker di Palermo si è fatto incandescente.

Ad alzare la tensione, dopo l’acceso scontro verbale tra l’avvocato Giulia Buongiorno e uno dei due pubblici ministeri che sostengono l’accusa, una notizia bomba emersa nel corso della testimonianza di Fabrizio Mancini, direttore del servizio immigrazione e della polizia delle frontiere del Viminale. Stando a quanto dichiarato dal funzionario, infatti, ci sarebbe un video girato da un sommergibile italiano che incrociava in acque SAR libiche (ovvero nell’area di “ricerca e salvataggio” del Paese nordafricano, ndr) dal quale emerge che non c’era alcuno stato di pericolo per le persone prese a bordo dalla Ong spagnola. Che però è intervenuta senza alcuna comunicazione di allarme, motivando l’azione con l’urgenza di portare in salvo i migranti.

Il video, che pare smentire questa ricostruzione, sarebbe stato trasmesso alle autorità giudiziarie competenti ma, non si capisce per quale motivo, a quanto risulta non è stato inserito nel fascicolo processuale.

E non è tutto, perché manca anche un altro documento importante per la difesa di Matteo Salvini: la comunicazione di notizia di reato redatta dalla Guardia di Finanza nella quale, come ha riferito il capitano delle Fiamme Gialle Edoardo Anedda nell’udienza del 17 dicembre 2021, si ipotizzava, per il comandante della Open Arms e per il capo missione della stessa Ong, il delitto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Perché tali documenti non sono stati messi a disposizione di chi si occupa dell’iter giudiziario?

Il sospetto, sotto certi aspetti a quanto pare abbastanza fondato, è che quello in corso ai danni del leader della Lega (che se condannato rischia fino a 15 anni di carcere) sia un processo politico. “Più si scava e più emergono dettagli inquietanti” ha dichiarato l’avvocato Buongiorno, che domani sarà nuovamente in aula per un’udienza che, se queste sono le premesse, promette di rivelarsi piuttosto combattuta.

In attesa della prossima udienza del processo a Matteo Salvini sui fatti dell’agosto 2019 riguardanti la nota vicenda del blocco deciso dall’allora ministro degli Interni allo sbarco dei migranti dalla nave Open Arms, il clima nell’aula bunker di Palermo si è fatto incandescente.

Ad alzare la tensione, dopo l’acceso scontro verbale tra l’avvocato Giulia Buongiorno e uno dei due pubblici ministeri che sostengono l’accusa, una notizia bomba emersa nel corso della testimonianza di Fabrizio Mancini, direttore del servizio immigrazione e della polizia delle frontiere del Viminale. Stando a quanto dichiarato dal funzionario, infatti, ci sarebbe un video girato da un sommergibile italiano che incrociava in acque SAR libiche (ovvero nell’area di “ricerca e salvataggio” del Paese nordafricano, ndr) dal quale emerge che non c’era alcuno stato di pericolo per le persone prese a bordo dalla Ong spagnola. Che però è intervenuta senza alcuna comunicazione di allarme, motivando l’azione con l’urgenza di portare in salvo i migranti.

Il video, che pare smentire questa ricostruzione, sarebbe stato trasmesso alle autorità giudiziarie competenti ma, non si capisce per quale motivo, a quanto risulta non è stato inserito nel fascicolo processuale.

E non è tutto, perché manca anche un altro documento importante per la difesa di Matteo Salvini: la comunicazione di notizia di reato redatta dalla Guardia di Finanza nella quale, come ha riferito il capitano delle Fiamme Gialle Edoardo Anedda nell’udienza del 17 dicembre 2021, si ipotizzava, per il comandante della Open Arms e per il capo missione della stessa Ong, il delitto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Perché tali documenti non sono stati messi a disposizione di chi si occupa dell’iter giudiziario?

Il sospetto, sotto certi aspetti a quanto pare abbastanza fondato, è che quello in corso ai danni del leader della Lega (che se condannato rischia fino a 15 anni di carcere) sia un processo politico. “Più si scava e più emergono dettagli inquietanti” ha dichiarato l’avvocato Buongiorno, che domani sarà nuovamente in aula per un’udienza che, se queste sono le premesse, promette di rivelarsi piuttosto combattuta.

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