Pubblicato in italiano lo storico testo di Saul Alinsky Dare potere ai senza-potere

Negli Stati Uniti, Saul Alinssky è sinonimo di “organizzazione dei senza-potere” che aveva piacere ad essere definito “un ribelle”.

Le conquiste sociali nei campi del rispetto delle diversità, della parità di genere, delle questioni ambientali hanno avuto in America, e poi nel resto em mondo occidentale,  la loro radice nell’opera svolta infatti dal sociologo americano Saul Alinsky (Chicago, 1909 – Carmel, 1972), attivista, scrittore e “organizzatore” di comunità, che ha dato voce e dignità a coloro che ne erano privi sfidando il potere nel nome della giustizia sociale e della libertà.

Le “Edizioni del’asino” hanno pubblicato, con il titolo “Radicali, all’azione! Organizzare i senza-potere” a cura di Alessandro Coppola e Mattia Diletti (pag. 295, Euro 18,00), la prima edizione italiana del testo del 1946 “Reveille for Radicals” di Saul Alinsky nel quale l’autore riflette su “un decennio di battaglie e sui principi fondamentali del ‘community organizing’, metodo di lotta per il miglioramento delle comunità immigrate, segregate e in condizioni di povertà”. 

Laureato nel 1930 all’Università di Chicago, Alinssky nel 1934 entra nello staff del CAP (Chicago Area Projet) dove studia le possibilità di risolvere i problemi della devianza sociale che lui ritiene possibile attraverso la costituzione di comitati di quartiere (People’s Organisation) nei quali i cittadini potessero incontrarsi e organizzarsi autonomamente per instaurare una democrazia nella quale i lavoratori e i senza-potere potessero partecipare alle decisioni che li riguardavano attraverso la partecipazione diretta e l’autorganizzazione mettendo in risalto lo “scontento” con forme di protesta unitaria. 

La “People’s Organisation” è stato il primo modello concreto di come il principio di solidarietà circolare possa essere applicato e strutturato per promuovere democraticamente il benessere di tutti i residenti all’interno di una comunità senza distinzioni di razza, colore e credo religioso. Modello, studiato da Hillary Clinton e Barack Obama, ritenuto ancora attuale nelle scelte programmatiche della politica sociale americana per realizzare quei cambiamenti profondi necessari per affermare le più ampie forme di democrazia in campo politico,  amministrativo, economico e dei diritti civili promuovendo il decentramento e le autonomie locali per favorire gli interessi degli strati sociali emarginati dal capitalismo.

Le idee di Alinsky sono state adottate dagli attivisti della Controcultura americana come strategia di organizzazione per l’ottenimento di migliori condizioni di vita delle comunità in condizioni di povertà nel nord America, iniziando da quelle dei “ghetti afroamericani” di Chicago, e poi di quelle  in California, in Michigan, in New York City.

Il libro di Alinsky, “pietra miliare delle politiche partecipative contemporanee, si riscopre oggi come un’opera dinamica e straordinariamente attuale” nella crisi di questo decennio che rende il “community organizing” del sociologo americano “fonte di ispirazione per le nostre società sempre più diseguali e disunite”.

Il suo “Reveille for Radicals” – fondamentale per comprendere le dinamiche dell’associazionismo grazie anche al testo dello Statuto delle costituenti “organizzazioni di quartiere”- è il “racconto di cosa volesse dire mettere insieme i vescovi e i sindacalisti, le comunità immigrate e le palestre popolari e riuscire a vincere: la chiave di volta erano l’autorganizzazione e il metodo. La sua missione diventerà quella di diffondere il metodo del community organizing in tutti gli Stati Uniti, dalle battaglie contadine dei chicanos a quelle degli afroamericani per i diritti sociali e civili. Il metodo Alinsky diventerà un pilastro delle politiche partecipative in molte città americane; dialogherà con Martin Luther King e sarà fonte di ispirazione per attivisti, sindacalisti e politici (da Barack Obama a Bernie Sanders). 

E’ una storia americana – lottare perché la società del suo paese mantenga la promessa democratica delle origini – divenuta popolare anche qui in Europa. Da Black Lives Matter ai movimenti contro la crisi in Europa, Alinsky offre ancora un’opportunità per imparare a organizzarsi”.

Vittorio Esposito.

Negli Stati Uniti, Saul Alinssky è sinonimo di “organizzazione dei senza-potere” che aveva piacere ad essere definito “un ribelle”.

Le conquiste sociali nei campi del rispetto delle diversità, della parità di genere, delle questioni ambientali hanno avuto in America, e poi nel resto em mondo occidentale,  la loro radice nell’opera svolta infatti dal sociologo americano Saul Alinsky (Chicago, 1909 – Carmel, 1972), attivista, scrittore e “organizzatore” di comunità, che ha dato voce e dignità a coloro che ne erano privi sfidando il potere nel nome della giustizia sociale e della libertà.

Le “Edizioni del’asino” hanno pubblicato, con il titolo “Radicali, all’azione! Organizzare i senza-potere” a cura di Alessandro Coppola e Mattia Diletti (pag. 295, Euro 18,00), la prima edizione italiana del testo del 1946 “Reveille for Radicals” di Saul Alinsky nel quale l’autore riflette su “un decennio di battaglie e sui principi fondamentali del ‘community organizing’, metodo di lotta per il miglioramento delle comunità immigrate, segregate e in condizioni di povertà”. 

Laureato nel 1930 all’Università di Chicago, Alinssky nel 1934 entra nello staff del CAP (Chicago Area Projet) dove studia le possibilità di risolvere i problemi della devianza sociale che lui ritiene possibile attraverso la costituzione di comitati di quartiere (People’s Organisation) nei quali i cittadini potessero incontrarsi e organizzarsi autonomamente per instaurare una democrazia nella quale i lavoratori e i senza-potere potessero partecipare alle decisioni che li riguardavano attraverso la partecipazione diretta e l’autorganizzazione mettendo in risalto lo “scontento” con forme di protesta unitaria. 

La “People’s Organisation” è stato il primo modello concreto di come il principio di solidarietà circolare possa essere applicato e strutturato per promuovere democraticamente il benessere di tutti i residenti all’interno di una comunità senza distinzioni di razza, colore e credo religioso. Modello, studiato da Hillary Clinton e Barack Obama, ritenuto ancora attuale nelle scelte programmatiche della politica sociale americana per realizzare quei cambiamenti profondi necessari per affermare le più ampie forme di democrazia in campo politico,  amministrativo, economico e dei diritti civili promuovendo il decentramento e le autonomie locali per favorire gli interessi degli strati sociali emarginati dal capitalismo.

Le idee di Alinsky sono state adottate dagli attivisti della Controcultura americana come strategia di organizzazione per l’ottenimento di migliori condizioni di vita delle comunità in condizioni di povertà nel nord America, iniziando da quelle dei “ghetti afroamericani” di Chicago, e poi di quelle  in California, in Michigan, in New York City.

Il libro di Alinsky, “pietra miliare delle politiche partecipative contemporanee, si riscopre oggi come un’opera dinamica e straordinariamente attuale” nella crisi di questo decennio che rende il “community organizing” del sociologo americano “fonte di ispirazione per le nostre società sempre più diseguali e disunite”.

Il suo “Reveille for Radicals” – fondamentale per comprendere le dinamiche dell’associazionismo grazie anche al testo dello Statuto delle costituenti “organizzazioni di quartiere”- è il “racconto di cosa volesse dire mettere insieme i vescovi e i sindacalisti, le comunità immigrate e le palestre popolari e riuscire a vincere: la chiave di volta erano l’autorganizzazione e il metodo. La sua missione diventerà quella di diffondere il metodo del community organizing in tutti gli Stati Uniti, dalle battaglie contadine dei chicanos a quelle degli afroamericani per i diritti sociali e civili. Il metodo Alinsky diventerà un pilastro delle politiche partecipative in molte città americane; dialogherà con Martin Luther King e sarà fonte di ispirazione per attivisti, sindacalisti e politici (da Barack Obama a Bernie Sanders). 

E’ una storia americana – lottare perché la società del suo paese mantenga la promessa democratica delle origini – divenuta popolare anche qui in Europa. Da Black Lives Matter ai movimenti contro la crisi in Europa, Alinsky offre ancora un’opportunità per imparare a organizzarsi”.

Vittorio Esposito.

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