Punture di spillo CONDONO? BRUTTA PAROLA, MEGLIO… PACE FISCALE

“Se il mondo veramente si desse una mano…”, sono gli ultimi versi di una canzone di Sergio Endrigo che potrebbe parafrasarsi in “Se tutti gli italiani pagassero le tasse…”.

Ecco, se tutti pagassimo le tasse, tutti ne pagheremmo di meno. E invece no. Le pagano i fessi per garantire diritti e servizi di chi le tasse non le paga ed evade. Tanto prima o dopo interverrà…. un condono.

Parola orribile che si preferisce “mascherare” con termini diverse. E così il governo di unità nazionale – voluto da Mattarella dopo la crisi di sistema innescata dalla caduta del Conte2 – decide ipocritamente di chiamarlo…  pace fiscale. Con ogni probabilità, senza Lega e Forza Italia nell’esecutivo del “tutti dentro”, questa ennesima beffa per gli onesti non ci sarebbe stata e Draghi non si sarebbe dovuto “piegare” al ricatto dell’azionista di maggioranza (Salvini) che non perde occasione per continuare a rastrellare consensi per quando si andrà al voto. Ma il condono che c’entra con la pandemia? Negli anni dal 2000 al 2010 interessati al colpo di spugna il Covid non c’era. Ma c’erano i “furbetti” che quelle tasse non hanno pagato e che oggi – supportati dal segretario della Lega –  sfruttano l’emergenza sanitaria e sociale per continuare ad evadere. Ed è già corsa, come preannuncia una Destra sempre più baldanzosa, ad ampliare il provvedimento oltre il paletto dei 5 mila euro, estendendo la sanatoria  fino al 2018 e comprendendo redditi anche superiori ai 30 mila euro. Si dirà che in questi ultimi due anni il fermo delle attività produttive  ha creato oggettivamente problemi. Bene! Ma la sanatoria, intanto, dovrebbe riguardare il biennio del Coronavirus, non l’arretrato, e non dovrebbe interessare i cosiddetti “garantiti”,  quelli a reddito fisso che non hanno subito alcun danno e che le tasse, soprattutto in tempi di crisi economica, le dovrebbero pagare. Si tratta, obiettano i sostenitori del condono,  di somme di modeste  entità, di difficile esigibilità e che intasano l’Agenzia delle Entrate. D’accordo. Se ne sospenda il pagamento per un ragionevole lasso di tempo, in attesa di una più efficiente riforma della riscossione, ma si eviti che a beneficiare del condono – perché di questo si tratta –  siano anche coloro che lo stipendio , mese dopo mese, hanno continuato a prenderlo.

P.S. Di questo vergognoso colpo di spugna Matteo Renzi cosa ne pensa?

PdA

 

“Se il mondo veramente si desse una mano…”, sono gli ultimi versi di una canzone di Sergio Endrigo che potrebbe parafrasarsi in “Se tutti gli italiani pagassero le tasse…”.

Ecco, se tutti pagassimo le tasse, tutti ne pagheremmo di meno. E invece no. Le pagano i fessi per garantire diritti e servizi di chi le tasse non le paga ed evade. Tanto prima o dopo interverrà…. un condono.

Parola orribile che si preferisce “mascherare” con termini diverse. E così il governo di unità nazionale – voluto da Mattarella dopo la crisi di sistema innescata dalla caduta del Conte2 – decide ipocritamente di chiamarlo…  pace fiscale. Con ogni probabilità, senza Lega e Forza Italia nell’esecutivo del “tutti dentro”, questa ennesima beffa per gli onesti non ci sarebbe stata e Draghi non si sarebbe dovuto “piegare” al ricatto dell’azionista di maggioranza (Salvini) che non perde occasione per continuare a rastrellare consensi per quando si andrà al voto. Ma il condono che c’entra con la pandemia? Negli anni dal 2000 al 2010 interessati al colpo di spugna il Covid non c’era. Ma c’erano i “furbetti” che quelle tasse non hanno pagato e che oggi – supportati dal segretario della Lega –  sfruttano l’emergenza sanitaria e sociale per continuare ad evadere. Ed è già corsa, come preannuncia una Destra sempre più baldanzosa, ad ampliare il provvedimento oltre il paletto dei 5 mila euro, estendendo la sanatoria  fino al 2018 e comprendendo redditi anche superiori ai 30 mila euro. Si dirà che in questi ultimi due anni il fermo delle attività produttive  ha creato oggettivamente problemi. Bene! Ma la sanatoria, intanto, dovrebbe riguardare il biennio del Coronavirus, non l’arretrato, e non dovrebbe interessare i cosiddetti “garantiti”,  quelli a reddito fisso che non hanno subito alcun danno e che le tasse, soprattutto in tempi di crisi economica, le dovrebbero pagare. Si tratta, obiettano i sostenitori del condono,  di somme di modeste  entità, di difficile esigibilità e che intasano l’Agenzia delle Entrate. D’accordo. Se ne sospenda il pagamento per un ragionevole lasso di tempo, in attesa di una più efficiente riforma della riscossione, ma si eviti che a beneficiare del condono – perché di questo si tratta –  siano anche coloro che lo stipendio , mese dopo mese, hanno continuato a prenderlo.

P.S. Di questo vergognoso colpo di spugna Matteo Renzi cosa ne pensa?

PdA

 

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