Punture di spillo COVID: TOMBA, MAI STATO UN INTELLETTUALE DI RIFERIMENTO

Alberto Tomba è stato un grandissimo campione ma non possiamo certo considerarlo un intellettuale di riferimento. E invece, con uno slalom gigante cui negli anni d’oro ci aveva fatto sognare, piomba rovinosamente nella polemica sulla riapertura natalizia degli impianti sciistici. E che dice “Tomba la bomba”, come veniva definito dai suoi fan? Ci spiega che lo sci è uno sport individuale, che si pratica all’aria aperta con tanto di tuta, guanti, casco ed occhiali. E che quindi, in tempo di Covid, è uno sport più che sicuro. Elementare, per dirla con Sherlock Holmes!  Certo che lo sci è uno sport individuale. Ma lo sono anche le baite dove fare una breve sosta e bere un punch? Lo sono le file agli skilift e alle cabinovie per le risalite? Lo sono i piccoli e grandi alberghi che nel periodo natalizio si riempiono a dismisura? Lo sono i mezzi di trasporto per portarti alla base delle varie stazioni sciistiche? Sulla riapertura degli impianti a Natale si rischia di commettere lo stesso errore della scorsa estate quando con il primo sole e l’abbassamento della curva sono riprese le cene tra amici, le feste, i viaggi all’estero e le discoteche hanno riaperto. E’ preoccupante in particolare che a sostenere queste tesi demenziali  siano oggi le stesse persone che a giugno e luglio chiedevano di riaprire tutto, con le conseguenze che in autunno abbiamo visto: oltre cinquantamila morti, ospedali al collasso, medici e infermieri stremati, terapie intensive che registrano purtroppo un “tutto esaurito”. Ed è irresponsabile  che l’opposizione di destra se ne faccia “paladina” pur di accontentare tutti i… Governatori del Nord (dello stesso colore politico) e alcuni cinici imprenditori. Evidentemente la lezione ferragostana non è servita a nulla se si pensa, per salvare la stagione sciistica, di sacrificare ancora migliaia di vite umane al “dio-divertimento”. Se è comprensibile la preoccupazione degli operatori del settore, lo è assai meno l’atteggiamento di quei politici che, pur di raccattare consensi, sfruttano  una tragedia come quella che da quasi un anno stiamo vivendo. La verità, quest’anno, è dolorosa ma l’epidemia non consente scorciatoie: un Natale e una fine d’anno in famiglia,  sobria, senza cenoni e senza fuochi d’artificio che salutino l’addio ad un anno “horribilis” insieme all’arrivo, possibilmente, di un vaccino che ci consenta in estate di tornare ballare e a Natale di  sciare.

PdA

Alberto Tomba è stato un grandissimo campione ma non possiamo certo considerarlo un intellettuale di riferimento. E invece, con uno slalom gigante cui negli anni d’oro ci aveva fatto sognare, piomba rovinosamente nella polemica sulla riapertura natalizia degli impianti sciistici. E che dice “Tomba la bomba”, come veniva definito dai suoi fan? Ci spiega che lo sci è uno sport individuale, che si pratica all’aria aperta con tanto di tuta, guanti, casco ed occhiali. E che quindi, in tempo di Covid, è uno sport più che sicuro. Elementare, per dirla con Sherlock Holmes!  Certo che lo sci è uno sport individuale. Ma lo sono anche le baite dove fare una breve sosta e bere un punch? Lo sono le file agli skilift e alle cabinovie per le risalite? Lo sono i piccoli e grandi alberghi che nel periodo natalizio si riempiono a dismisura? Lo sono i mezzi di trasporto per portarti alla base delle varie stazioni sciistiche? Sulla riapertura degli impianti a Natale si rischia di commettere lo stesso errore della scorsa estate quando con il primo sole e l’abbassamento della curva sono riprese le cene tra amici, le feste, i viaggi all’estero e le discoteche hanno riaperto. E’ preoccupante in particolare che a sostenere queste tesi demenziali  siano oggi le stesse persone che a giugno e luglio chiedevano di riaprire tutto, con le conseguenze che in autunno abbiamo visto: oltre cinquantamila morti, ospedali al collasso, medici e infermieri stremati, terapie intensive che registrano purtroppo un “tutto esaurito”. Ed è irresponsabile  che l’opposizione di destra se ne faccia “paladina” pur di accontentare tutti i… Governatori del Nord (dello stesso colore politico) e alcuni cinici imprenditori. Evidentemente la lezione ferragostana non è servita a nulla se si pensa, per salvare la stagione sciistica, di sacrificare ancora migliaia di vite umane al “dio-divertimento”. Se è comprensibile la preoccupazione degli operatori del settore, lo è assai meno l’atteggiamento di quei politici che, pur di raccattare consensi, sfruttano  una tragedia come quella che da quasi un anno stiamo vivendo. La verità, quest’anno, è dolorosa ma l’epidemia non consente scorciatoie: un Natale e una fine d’anno in famiglia,  sobria, senza cenoni e senza fuochi d’artificio che salutino l’addio ad un anno “horribilis” insieme all’arrivo, possibilmente, di un vaccino che ci consenta in estate di tornare ballare e a Natale di  sciare.

PdA

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli