Punture di spillo Giletti intervista Salvini ma “dimentica” i 49 milioni e “Moscopoli”

Dove sta andando La7, la TV di Urbano Roberto Agostino Cairo, presidente del Torino Calcio ma anche presidente e amministratore delegato del Corriere della Sera?

Nel “guazzabuglio” della politica, dove oramai la confusione regna sovrana, l’interrogativo è di rigore. Sicuramente, nei mesi, il Canale televisivo si sta caratterizzando per una linea editoriale abbastanza critica con il Governo di Giuseppe Conte, con tre “prime donne” in vetrina: il direttore Enrico Mentana, l’elegante Lilli Gruber, storica conduttrice di “Otto e mezzo”, e il cinquantottenne Massimo Giletti, ex Rai e attuale conduttore, proprio sulla rete di Cairo, di “Non è l’Arena”. Un programma che inizia alle 20,30 della domenica per concludersi, spesso, a notte inoltrata. I “piatti forti” non mancano, anche se a volte la sceneggiatura è prevedibile e non sempre con colpi di scena. Per restare alle puntate più recenti, certamente interessante la telefonata in diretta del magistrato Nino Di Matteo che ha innescato una serie di problemi a catena al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e al Governo. Più scontata, qualche settimana dopo, l’ospitata di Matteo Salvini che a molti è sembrato più uno spot elettorale che un’intervista, come predicava ai suoi giornalisti Gaetano Afeltra, “a cazze ritte”. Una raffica di domande, nello stile di  Massimo Giletti, ma con un contraddittorio “di maniera”, e con due gravi “dimenticanze”: i 49 milioni che la Lega dovrebbe restituire  in 75 anni, in comode rate da 600 mila euro l’anno a interessi zero, ed i rapporti con Gianluca Savoini per il presunto coinvolgimento in una trattativa  commerciale tra aziende russe e italiane. Due tematiche che molti si attendevano e che per settimane hanno interessato le prime pagine dei giornali, ma che sembrano essere finite nel dimenticatoio, anche della trasmissione di Giletti, forse per..… problemi di orario.

PdA

Dove sta andando La7, la TV di Urbano Roberto Agostino Cairo, presidente del Torino Calcio ma anche presidente e amministratore delegato del Corriere della Sera?

Nel “guazzabuglio” della politica, dove oramai la confusione regna sovrana, l’interrogativo è di rigore. Sicuramente, nei mesi, il Canale televisivo si sta caratterizzando per una linea editoriale abbastanza critica con il Governo di Giuseppe Conte, con tre “prime donne” in vetrina: il direttore Enrico Mentana, l’elegante Lilli Gruber, storica conduttrice di “Otto e mezzo”, e il cinquantottenne Massimo Giletti, ex Rai e attuale conduttore, proprio sulla rete di Cairo, di “Non è l’Arena”. Un programma che inizia alle 20,30 della domenica per concludersi, spesso, a notte inoltrata. I “piatti forti” non mancano, anche se a volte la sceneggiatura è prevedibile e non sempre con colpi di scena. Per restare alle puntate più recenti, certamente interessante la telefonata in diretta del magistrato Nino Di Matteo che ha innescato una serie di problemi a catena al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e al Governo. Più scontata, qualche settimana dopo, l’ospitata di Matteo Salvini che a molti è sembrato più uno spot elettorale che un’intervista, come predicava ai suoi giornalisti Gaetano Afeltra, “a cazze ritte”. Una raffica di domande, nello stile di  Massimo Giletti, ma con un contraddittorio “di maniera”, e con due gravi “dimenticanze”: i 49 milioni che la Lega dovrebbe restituire  in 75 anni, in comode rate da 600 mila euro l’anno a interessi zero, ed i rapporti con Gianluca Savoini per il presunto coinvolgimento in una trattativa  commerciale tra aziende russe e italiane. Due tematiche che molti si attendevano e che per settimane hanno interessato le prime pagine dei giornali, ma che sembrano essere finite nel dimenticatoio, anche della trasmissione di Giletti, forse per..… problemi di orario.

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