Punture di spillo GIÙ LA… ZAMPA DAL NATALE

“Memento, quia pulvis es et in pulverem reverteris”. Frase terribile anche se vera, cui anche la Chiesa oggi ricorre assai raramente. Eppure il Governo, del tutto incurante delle ricadute psicologiche, oltre che economiche,  “sgancia” il Sottosegretario alla Sanità Sandra Zampa a ricordarci  che il prossimo Natale sarà un Natale di merda e ci annuncia l’eventualità di misure ancora più restrittive. Un’autentica doccia fredda su milioni di italiani e tanti operatori turistici. Nessuna persona di buon senso, nell’attuale momento, immagina di passare le prossime festività tra cenoni, rimpatriate familiari, viaggi all’estero, giochi di società, feste nelle piazze.  Ma era il caso, a poco più di un mese, di ricordacelo in maniera così brutale?

Ed era il caso di affidare un messaggio di questa portata ad un esponente di Governo che in questi ultimi giorni è balzata agli onori delle cronache inanellando una serie di “gaffes”, una peggio dell’altra, e litigando di brutto  con diversi giornalisti? Il Covid, che non ha precedenti di tale gravità, ci ha fatto scoprire una Sandra Zampa diversa da quella che conoscevamo: garbata, riservata, per anni collaboratrice silenziosa e discreta di Romano Prodi ed ora approdata al Ministero della Sanità. Solo che per mesi non ce ne siamo accorti tranne una intervista ad “Elle”, nel febbraio scorso, quando si avventurò a dire che “il coronavirus non è un’emergenza”.  Oggi viene in televisione o si affida ai giornali per dirci esattamente il contrario. Il consenso, e parlo del Presidente del Consiglio, è fatto anche di percezione. E se il consenso, rispetto alla prima ondata, cala è perché si ha la percezione di un Governo che si muova in maniera confusa e a più voci. Questo inverno le decisioni venivano annunciate e poi spiegate in conferenze stampa solo da Giuseppe Conte e, a volte, dal ministro Speranza. Oggi assistiamo – complici anche i tanti talk show, dai Giletti ai Bruno Vespa,  e non solo – ad uno tsunami di interventi che sconcertano e ingenerano il dubbio di una “navigazione a vista”.

Sandra Zampa è una persona perbene ma la simpatia non è mai stata il suo forte, più preparata a lavorare nelle retrovie, come avveniva con Prodi, che non a “metterci la faccia”. Un volto severo, con sorrisi appena accennati e quindi indisponenti. Diciamo non il massimo per una comunicazione che dovrebbe giungere al cuore ma soprattutto alla testa della gente. 

Se ci attende un Natale come temiamo che sarà, ma come vorremmo che non sia, il Governo attenda ancora qualche giorno, verifiche se le misure di contenimento funzionano, ed eviti protagonismi e “fughe in avanti” di qualcuno. 

 

PdA

“Memento, quia pulvis es et in pulverem reverteris”. Frase terribile anche se vera, cui anche la Chiesa oggi ricorre assai raramente. Eppure il Governo, del tutto incurante delle ricadute psicologiche, oltre che economiche,  “sgancia” il Sottosegretario alla Sanità Sandra Zampa a ricordarci  che il prossimo Natale sarà un Natale di merda e ci annuncia l’eventualità di misure ancora più restrittive. Un’autentica doccia fredda su milioni di italiani e tanti operatori turistici. Nessuna persona di buon senso, nell’attuale momento, immagina di passare le prossime festività tra cenoni, rimpatriate familiari, viaggi all’estero, giochi di società, feste nelle piazze.  Ma era il caso, a poco più di un mese, di ricordacelo in maniera così brutale?

Ed era il caso di affidare un messaggio di questa portata ad un esponente di Governo che in questi ultimi giorni è balzata agli onori delle cronache inanellando una serie di “gaffes”, una peggio dell’altra, e litigando di brutto  con diversi giornalisti? Il Covid, che non ha precedenti di tale gravità, ci ha fatto scoprire una Sandra Zampa diversa da quella che conoscevamo: garbata, riservata, per anni collaboratrice silenziosa e discreta di Romano Prodi ed ora approdata al Ministero della Sanità. Solo che per mesi non ce ne siamo accorti tranne una intervista ad “Elle”, nel febbraio scorso, quando si avventurò a dire che “il coronavirus non è un’emergenza”.  Oggi viene in televisione o si affida ai giornali per dirci esattamente il contrario. Il consenso, e parlo del Presidente del Consiglio, è fatto anche di percezione. E se il consenso, rispetto alla prima ondata, cala è perché si ha la percezione di un Governo che si muova in maniera confusa e a più voci. Questo inverno le decisioni venivano annunciate e poi spiegate in conferenze stampa solo da Giuseppe Conte e, a volte, dal ministro Speranza. Oggi assistiamo – complici anche i tanti talk show, dai Giletti ai Bruno Vespa,  e non solo – ad uno tsunami di interventi che sconcertano e ingenerano il dubbio di una “navigazione a vista”.

Sandra Zampa è una persona perbene ma la simpatia non è mai stata il suo forte, più preparata a lavorare nelle retrovie, come avveniva con Prodi, che non a “metterci la faccia”. Un volto severo, con sorrisi appena accennati e quindi indisponenti. Diciamo non il massimo per una comunicazione che dovrebbe giungere al cuore ma soprattutto alla testa della gente. 

Se ci attende un Natale come temiamo che sarà, ma come vorremmo che non sia, il Governo attenda ancora qualche giorno, verifiche se le misure di contenimento funzionano, ed eviti protagonismi e “fughe in avanti” di qualcuno. 

 

PdA

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