Punture di spillo GOVERNO: DA CASALINO A SALVINI ! CAMBIA Il… PORTAVOCE

Lo chiamano ancora governo Draghi ma di questo passo gli italiani arriveranno presto a identificarlo come…governo Salvini! Il segretario della Lega cerca di sfruttare la ben nota riservatezza del Primo per diventare “de facto” il suo… Casalino. Altro che profilo basso suggeritogli proprio da Draghi in un colloquio a Palazzo Chigi! E giù invece esternazioni a raffica sulla “qualunque” con l’obiettivo di sottolineare il “cambio di passo” rispetto al Conte2 e il contributo attivo della Lega. In questo “facilitato” dalla “ossequiosità” di alcuni Direttori e opinionisti, purtroppo anche autorevoli. Del resto la categoria, in molti suoi esponenti,  ha perso da tempo la vis polemica dei Montanelli, dei Bocca, dei Biagi. Scarseggiano gli approfondimenti e le interviste sono per lo più “piatte”. In alcuni casi si cerca addirittura di “non disturbare” il manovratore con domande o repliche “spiazzanti”. In questo clima il segretario della Lega ha gioco facile per essere  presente ovunque e spesso senza contraddittorio: sui giornali, in TV, nei Social,  per marcare che l’azionista di maggioranza di questo Esecutivo è lui. E non altri. E che a lui spetta (senza peraltro che nessuno lo abbia autorizzato) il compito di pubblicizzare l’operato di questo Esecutivo di unità nazionale. Insomma, se Draghi sta zitto, straparla Salvini! Hanno cercato di tenerlo fuori, anche perché il governo del “tutti dentro” era nato come il “governo dei migliori” e il Matteo lombardo certamente non lo è. Il Presidente del Consiglio, nella sua autonomia, ha scelto ministri non proprio legati al segretario del Carroccio. Anzi! Ma lui ha fatto finta di nulla ed ha cominciato a bombardare l’opinione pubblica con i soliti argomenti da campagna elettorale leghista. Di questi tempi, ha l’eleganza di non parlare di elezioni ma fa capire che passata la pandemia… Nelle dichiarazioni alle Camere Draghi ha spinto con forza sull’europeismo del governo e Salvini non ha profferito parola, neppure prendendosi la briga di spiegare i motivi  del suo cambio di rotta a 180 gradi. Così come non ci dice – e pochi glielo ricordano – le sue campagne contro l’utilizzo delle mascherine, contro le chiusure e per l’utilizzo del vaccino Sputnik. E perdurante  silenzio si registra anche sui rapporti economici con i russi e sui 49 milioni di euro da restituire in 75 anni,  in comode rate e senza interessi, sottratti dalla Lega allo Stato tra il 2008 e il 2010, oltre ai suoi viaggi a Mosca  con Gianluca Savoini. Di tutto questo appunto la stampa non parla più. Proprio per non “disturbare” l’astro nascente della Destra, probabile futuro Premier!

Una cosa Salvini ha però modificato in vista di un futuro “salto” nelle stanze che contano: l’abbigliamento. Felpe e mascherine hanno ceduto il posto a giacche e cravatte, anche se i toni elettorali dei suoi interventi e le tematiche restano sempre le stesse. Come dire: il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Per tornare al governo Draghi e ai risultati ottenuti dalla Lega, Salvini pone l’accento sulla giubilazione di Arcuri,  sul ridimensionamento del CTS, sul nuovo vertice della Protezione Civile che, ovviamente, ascrive alla sua persona. Come a voler far intendere che le istanze della Lega trovano immediata rispondenza nelle decisioni di Mario Draghi.

Sulla sua presenza mediatica e sul lavoro del governo si avverte un… Maestro: Casalino! E in prospettiva un disegno: portare Draghi al Quirinale, ottenere lo scioglimento delle Camere, vincere le elezioni e salire a Palazzo Chigi. Ovviamente con pandemia arrestata o quasi, conti economici sistemati, aiuti europei avviati…  

PdA

 

Lo chiamano ancora governo Draghi ma di questo passo gli italiani arriveranno presto a identificarlo come…governo Salvini! Il segretario della Lega cerca di sfruttare la ben nota riservatezza del Primo per diventare “de facto” il suo… Casalino. Altro che profilo basso suggeritogli proprio da Draghi in un colloquio a Palazzo Chigi! E giù invece esternazioni a raffica sulla “qualunque” con l’obiettivo di sottolineare il “cambio di passo” rispetto al Conte2 e il contributo attivo della Lega. In questo “facilitato” dalla “ossequiosità” di alcuni Direttori e opinionisti, purtroppo anche autorevoli. Del resto la categoria, in molti suoi esponenti,  ha perso da tempo la vis polemica dei Montanelli, dei Bocca, dei Biagi. Scarseggiano gli approfondimenti e le interviste sono per lo più “piatte”. In alcuni casi si cerca addirittura di “non disturbare” il manovratore con domande o repliche “spiazzanti”. In questo clima il segretario della Lega ha gioco facile per essere  presente ovunque e spesso senza contraddittorio: sui giornali, in TV, nei Social,  per marcare che l’azionista di maggioranza di questo Esecutivo è lui. E non altri. E che a lui spetta (senza peraltro che nessuno lo abbia autorizzato) il compito di pubblicizzare l’operato di questo Esecutivo di unità nazionale. Insomma, se Draghi sta zitto, straparla Salvini! Hanno cercato di tenerlo fuori, anche perché il governo del “tutti dentro” era nato come il “governo dei migliori” e il Matteo lombardo certamente non lo è. Il Presidente del Consiglio, nella sua autonomia, ha scelto ministri non proprio legati al segretario del Carroccio. Anzi! Ma lui ha fatto finta di nulla ed ha cominciato a bombardare l’opinione pubblica con i soliti argomenti da campagna elettorale leghista. Di questi tempi, ha l’eleganza di non parlare di elezioni ma fa capire che passata la pandemia… Nelle dichiarazioni alle Camere Draghi ha spinto con forza sull’europeismo del governo e Salvini non ha profferito parola, neppure prendendosi la briga di spiegare i motivi  del suo cambio di rotta a 180 gradi. Così come non ci dice – e pochi glielo ricordano – le sue campagne contro l’utilizzo delle mascherine, contro le chiusure e per l’utilizzo del vaccino Sputnik. E perdurante  silenzio si registra anche sui rapporti economici con i russi e sui 49 milioni di euro da restituire in 75 anni,  in comode rate e senza interessi, sottratti dalla Lega allo Stato tra il 2008 e il 2010, oltre ai suoi viaggi a Mosca  con Gianluca Savoini. Di tutto questo appunto la stampa non parla più. Proprio per non “disturbare” l’astro nascente della Destra, probabile futuro Premier!

Una cosa Salvini ha però modificato in vista di un futuro “salto” nelle stanze che contano: l’abbigliamento. Felpe e mascherine hanno ceduto il posto a giacche e cravatte, anche se i toni elettorali dei suoi interventi e le tematiche restano sempre le stesse. Come dire: il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Per tornare al governo Draghi e ai risultati ottenuti dalla Lega, Salvini pone l’accento sulla giubilazione di Arcuri,  sul ridimensionamento del CTS, sul nuovo vertice della Protezione Civile che, ovviamente, ascrive alla sua persona. Come a voler far intendere che le istanze della Lega trovano immediata rispondenza nelle decisioni di Mario Draghi.

Sulla sua presenza mediatica e sul lavoro del governo si avverte un… Maestro: Casalino! E in prospettiva un disegno: portare Draghi al Quirinale, ottenere lo scioglimento delle Camere, vincere le elezioni e salire a Palazzo Chigi. Ovviamente con pandemia arrestata o quasi, conti economici sistemati, aiuti europei avviati…  

PdA

 

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