Punture di spillo L’AUTUNNO SPEGNE NELLE URNE LA “PRIMAVERA” SALVINIANA

Dopo ogni tornata elettorale non è sempre facile individuare “d’acchito” chi vince e chi perde. Stavolta è diverso, qualche certezza c’è. I Cinque stelle crollano ovunque ed ha perso sicuramente Matteo Renzi condannando alla irrilevanza politica il suo mini-partito: Ininfluente in Puglia dove la candidatura “di disturbo” di Scalfarotto non ha minimamente scalfito il Presidente uscente Emiliano e “semplicemente aggiuntivo” (appena il 4,5% peraltro in condominio con + Europa) nel successo del “suo” Giani in Toscana che raggiunge il 49% contro il 40 della Ceccardi

Ma il “vero” sconfitto di queste regionali è l’altro Matteo, Matteo Salvini. E, ironia della sorte, proprio nel giorno della festa di S. Matteo! Si spegne così nelle urne autunnali del 2020  la “primavera” del segretario della Lega che, solo un anno fa, fino alla “ubriacatura” del Papeete aveva toccato – beninteso nei sondaggi – il 40 per cento e che ora, ma nelle urne, veleggia con qualche difficoltà intorno al 20. Non è poco, ma in un anno il Capitano ha “bruciato”, come un fuoco di paglia,  il cinquanta per cento del combustibile. Chissà se alla “Bestia” in queste ore di riflessione (?!?) gli è mai venuta in mente la massima di un “vero” grande della politica, Pietro Nenni, quando ammoniva sul rischio di  “piazze piene urne vuote” !  La sconfitta, che Salvini si sforza di annacquare nel successo dei suoi alleati che conquistano le Marche, è ancora più bruciante se si ricordano le sue ottimistiche previsioni oscillanti tra il sette a zero o, più realisticamente, un cinque ad uno. E’ finita con un più modesto pareggio (3-3) che, considerate le premesse della vigilia, per la maggioranza di governo diventa un successo e per il leader leghista una sonora sconfitta. Ma non finisce qui. L’idea di una Lega nazionale, dal nord al sud, si è rivelata un flop e, addirittura, tra i suoi alleati si imputa proprio alla Lega la sconfitta di Fitto in Puglia, tanto deludente è stato il risultato del Carroccio che flette dal 25 per cento delle europee al 9 di ieri. Ma anche nelle altre Regioni la Lega ha subito pesanti perdite passando nelle Marche dal 38% al 22, in Toscana dal 31 al 21, in Liguria dal 46 al 16 e in Campania dal 19 al 4. Ma vogliamo essere ancora più impietosi? Bene, in Veneto – dove si punta all’autonomia e non si condivide affatto il tentativo del Segretario di espansione territoriale al Sud –  la lista di Zaia, rigorosamente nordista, ha triplicato (45,8) i voti  di Salvini (15,9). Evidentemente –  con l’autunno e ancora in emergenza Covid – la stella del Matteo lumbard  è diventata “cadente” e nei mercatini dell’usato vanno a ruba le felpe e le divise militari dell’Uomo che, solo l’estate scorsa, le indossava chiedendo per sé i pieni poteri. Matteo, Vanitas vanitatum et omnia vanitas.

PdA

Dopo ogni tornata elettorale non è sempre facile individuare “d’acchito” chi vince e chi perde. Stavolta è diverso, qualche certezza c’è. I Cinque stelle crollano ovunque ed ha perso sicuramente Matteo Renzi condannando alla irrilevanza politica il suo mini-partito: Ininfluente in Puglia dove la candidatura “di disturbo” di Scalfarotto non ha minimamente scalfito il Presidente uscente Emiliano e “semplicemente aggiuntivo” (appena il 4,5% peraltro in condominio con + Europa) nel successo del “suo” Giani in Toscana che raggiunge il 49% contro il 40 della Ceccardi

Ma il “vero” sconfitto di queste regionali è l’altro Matteo, Matteo Salvini. E, ironia della sorte, proprio nel giorno della festa di S. Matteo! Si spegne così nelle urne autunnali del 2020  la “primavera” del segretario della Lega che, solo un anno fa, fino alla “ubriacatura” del Papeete aveva toccato – beninteso nei sondaggi – il 40 per cento e che ora, ma nelle urne, veleggia con qualche difficoltà intorno al 20. Non è poco, ma in un anno il Capitano ha “bruciato”, come un fuoco di paglia,  il cinquanta per cento del combustibile. Chissà se alla “Bestia” in queste ore di riflessione (?!?) gli è mai venuta in mente la massima di un “vero” grande della politica, Pietro Nenni, quando ammoniva sul rischio di  “piazze piene urne vuote” !  La sconfitta, che Salvini si sforza di annacquare nel successo dei suoi alleati che conquistano le Marche, è ancora più bruciante se si ricordano le sue ottimistiche previsioni oscillanti tra il sette a zero o, più realisticamente, un cinque ad uno. E’ finita con un più modesto pareggio (3-3) che, considerate le premesse della vigilia, per la maggioranza di governo diventa un successo e per il leader leghista una sonora sconfitta. Ma non finisce qui. L’idea di una Lega nazionale, dal nord al sud, si è rivelata un flop e, addirittura, tra i suoi alleati si imputa proprio alla Lega la sconfitta di Fitto in Puglia, tanto deludente è stato il risultato del Carroccio che flette dal 25 per cento delle europee al 9 di ieri. Ma anche nelle altre Regioni la Lega ha subito pesanti perdite passando nelle Marche dal 38% al 22, in Toscana dal 31 al 21, in Liguria dal 46 al 16 e in Campania dal 19 al 4. Ma vogliamo essere ancora più impietosi? Bene, in Veneto – dove si punta all’autonomia e non si condivide affatto il tentativo del Segretario di espansione territoriale al Sud –  la lista di Zaia, rigorosamente nordista, ha triplicato (45,8) i voti  di Salvini (15,9). Evidentemente –  con l’autunno e ancora in emergenza Covid – la stella del Matteo lumbard  è diventata “cadente” e nei mercatini dell’usato vanno a ruba le felpe e le divise militari dell’Uomo che, solo l’estate scorsa, le indossava chiedendo per sé i pieni poteri. Matteo, Vanitas vanitatum et omnia vanitas.

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