Punture di spillo RENZI, IL BULLDOZER DELLA POLITICA ITALIANA

Se gli fai ombra Matteo Renzi ti spazza via come i  bulldozer del Ventennio con i dedali di case, viuzze e numerose vestigia romane, buttate giù per la costruzione di via dei Fori Imperiali (allora via dell’Impero) voluta per le parate militari e per collegare il Colosseo al Balcone di piazza Venezia. Intendiamoci, niente del clima di allora, ma la “cultura” è simile. “Io so’ io – diceva Sordi in un famoso film di Monicelli – e Voi non siete niente”. E’ accaduto con il sindaco Ignazio Marino. Renzi, deciso a liberarsene, arrivò a portare dal notaio l’intero gruppo consiliare del PD romano per firmare le loro dimissioni e far cadere la Giunta. E con lo stesso stile, lui che ha accusato Conte di vulnus alla democrazia, avviò la rottamazione di pezzi forti del Partito come D’Alema e Veltroni. “Esiliò” a Parigi il povero Enrico Letta. Cercò, contro il parere di autorevoli costituzionalisti,  di demolire con il referendum del 2016 la nostra Carta. Puntò a distruggere il PD, sull’esempio di Macron, portandolo nel 2018 al minimo storico.

Ed ora – cronaca di questi giorni – ha messo nel mirino Giuseppe Conte. Il “ducetto” toscano non usa mezze misure: via chi si frappone sulla sua strada, chi gli toglie visibilità. Le conseguenze? Non le valuta: Anzi, a Roma si dice non gliene frega niente. Gli umori della gente? Neppure.  Uno dei limiti di Renzi è di essere antipatico e di  non avere il polso della gente per cui lui, il più impopolare e con un partito del 2 per cento, punta a mandare a casa un Presidente del Consiglio in testa, per popolarità, a tutti i sondaggi. Certo, gli deve essere bruciato molto che l’ “amico” Barack Obama nel suo nuovo  libro di memorie non gli abbia dedicato, nel primo volume, neppure una riga fra i “grandi” incontrati negli otto anni di presidenza americana. Intere pagine su politici come Merkel e Macron ma silenzio sul “provincialotto” toscano!  E chissà se troverà spazio nel secondo volume?

PdA

 

Se gli fai ombra Matteo Renzi ti spazza via come i  bulldozer del Ventennio con i dedali di case, viuzze e numerose vestigia romane, buttate giù per la costruzione di via dei Fori Imperiali (allora via dell’Impero) voluta per le parate militari e per collegare il Colosseo al Balcone di piazza Venezia. Intendiamoci, niente del clima di allora, ma la “cultura” è simile. “Io so’ io – diceva Sordi in un famoso film di Monicelli – e Voi non siete niente”. E’ accaduto con il sindaco Ignazio Marino. Renzi, deciso a liberarsene, arrivò a portare dal notaio l’intero gruppo consiliare del PD romano per firmare le loro dimissioni e far cadere la Giunta. E con lo stesso stile, lui che ha accusato Conte di vulnus alla democrazia, avviò la rottamazione di pezzi forti del Partito come D’Alema e Veltroni. “Esiliò” a Parigi il povero Enrico Letta. Cercò, contro il parere di autorevoli costituzionalisti,  di demolire con il referendum del 2016 la nostra Carta. Puntò a distruggere il PD, sull’esempio di Macron, portandolo nel 2018 al minimo storico.

Ed ora – cronaca di questi giorni – ha messo nel mirino Giuseppe Conte. Il “ducetto” toscano non usa mezze misure: via chi si frappone sulla sua strada, chi gli toglie visibilità. Le conseguenze? Non le valuta: Anzi, a Roma si dice non gliene frega niente. Gli umori della gente? Neppure.  Uno dei limiti di Renzi è di essere antipatico e di  non avere il polso della gente per cui lui, il più impopolare e con un partito del 2 per cento, punta a mandare a casa un Presidente del Consiglio in testa, per popolarità, a tutti i sondaggi. Certo, gli deve essere bruciato molto che l’ “amico” Barack Obama nel suo nuovo  libro di memorie non gli abbia dedicato, nel primo volume, neppure una riga fra i “grandi” incontrati negli otto anni di presidenza americana. Intere pagine su politici come Merkel e Macron ma silenzio sul “provincialotto” toscano!  E chissà se troverà spazio nel secondo volume?

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