Punture di spillo SALVINI E TAIANI, DUE GIGANTI CON LA “g” MINUSCOLA

Matteo Salvini e Antonio Taiani, con le prese di posizione sulla riforma del MES, hanno dimostrato di essere proprio due giganti della politica, ma con la “g” minuscola, insomma dei “signor-nessuno”. So bene che non è professionale scrivere in prima persona ma chi, nel “Palazzo”, per esigenze giornalistiche, c’è stato molto più di loro non può non ricordare il terrorismo degli anni ’80 ed osservare che solo l’unità delle forze politiche, di maggioranza e di opposizione, ha permesso al Paese di sconfiggerlo.

 Centro, Sinistra e Destra seppero mettere da parte ogni calcolo di convenienza, sacrificare parte delle rispettive esigenze e trovare punti di mediazione che consentissero all’Italia di uscire vittoriosa da un decennio di lutti e di sangue che a macchia di leopardo investirono il mondo della giustizia, del giornalismo, dell’imprenditoria, della politica per culminare nel rapimento e nell’uccisione di Aldo Moro e della sua scorta.  In quella stagione la ricerca del consenso, pur legittima, passò in secondo piano. L’esatto contrario di quanto avviene oggi in una situazione che il Covid, con i quasi  60 mila morti, sta rendendo ancora più grave.  In una situazione che non ha precedenti dalla fine della guerra  il gioco preferito di un’Opposizione che non ha idee è quello di sparare sul Governo cercando solo di lucrare consensi soprattutto fra le categorie più colpite. Non c’è provvedimento che non venga  criticato dalla Destra che in questo gioco al massacro è riuscita a trascinare anche il Partito di Berlusconi. Salvini addirittura è salito al Quirinale accusando il Governo di non voler collaborare con l’Opposizione. Solo che, dopo appena 24 ore, sulla riforma del Mes, ha annunciato il  voto contrario e minacciato la rottura dell’alleanza di centrodestra se il Partito di Berlusconi  si fosse dissociato.

E che fa il Cavaliere? Obbedisce e incarica il suo numero due, Antonio Taiani, di spiegarne i motivi a quanti nel Partito non vorrebbero piegarsi al ricatto del segretario della Lega. Ma qui viene fuori l’altro gigante con la “g” minuscola, che dimentica di essere stato per 5 anni presidente di quel Parlamento europeo contro il quale, in obbedienza al Capo, e succube di Salvini, dovrà votare contro. Pensando proprio a Salvini e a Taiani, ma anche a tanti altri loro compagni di cordata, di maggioranza e di opposizione, mi torna in mente una fra le battute più fulminanti di Giulio Andreotti: “Sono consapevole dei miei limiti ma so anche di non essere circondato da giganti”. Non sarebbe male che molti deputati e senatori di questa legislatura ne tenessero conto!

PdA

Matteo Salvini e Antonio Taiani, con le prese di posizione sulla riforma del MES, hanno dimostrato di essere proprio due giganti della politica, ma con la “g” minuscola, insomma dei “signor-nessuno”. So bene che non è professionale scrivere in prima persona ma chi, nel “Palazzo”, per esigenze giornalistiche, c’è stato molto più di loro non può non ricordare il terrorismo degli anni ’80 ed osservare che solo l’unità delle forze politiche, di maggioranza e di opposizione, ha permesso al Paese di sconfiggerlo.

 Centro, Sinistra e Destra seppero mettere da parte ogni calcolo di convenienza, sacrificare parte delle rispettive esigenze e trovare punti di mediazione che consentissero all’Italia di uscire vittoriosa da un decennio di lutti e di sangue che a macchia di leopardo investirono il mondo della giustizia, del giornalismo, dell’imprenditoria, della politica per culminare nel rapimento e nell’uccisione di Aldo Moro e della sua scorta.  In quella stagione la ricerca del consenso, pur legittima, passò in secondo piano. L’esatto contrario di quanto avviene oggi in una situazione che il Covid, con i quasi  60 mila morti, sta rendendo ancora più grave.  In una situazione che non ha precedenti dalla fine della guerra  il gioco preferito di un’Opposizione che non ha idee è quello di sparare sul Governo cercando solo di lucrare consensi soprattutto fra le categorie più colpite. Non c’è provvedimento che non venga  criticato dalla Destra che in questo gioco al massacro è riuscita a trascinare anche il Partito di Berlusconi. Salvini addirittura è salito al Quirinale accusando il Governo di non voler collaborare con l’Opposizione. Solo che, dopo appena 24 ore, sulla riforma del Mes, ha annunciato il  voto contrario e minacciato la rottura dell’alleanza di centrodestra se il Partito di Berlusconi  si fosse dissociato.

E che fa il Cavaliere? Obbedisce e incarica il suo numero due, Antonio Taiani, di spiegarne i motivi a quanti nel Partito non vorrebbero piegarsi al ricatto del segretario della Lega. Ma qui viene fuori l’altro gigante con la “g” minuscola, che dimentica di essere stato per 5 anni presidente di quel Parlamento europeo contro il quale, in obbedienza al Capo, e succube di Salvini, dovrà votare contro. Pensando proprio a Salvini e a Taiani, ma anche a tanti altri loro compagni di cordata, di maggioranza e di opposizione, mi torna in mente una fra le battute più fulminanti di Giulio Andreotti: “Sono consapevole dei miei limiti ma so anche di non essere circondato da giganti”. Non sarebbe male che molti deputati e senatori di questa legislatura ne tenessero conto!

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