Punture di spillo SALVINI? FA SOLO… RUMORE

Matteo Salvini è “come quei pescecani che sentono a venti miglia di distanza l’odore del sangue e si buttano sulla preda”. La rasoiata – perché tale è – non appartiene ad uno dei suoi storici avversari della Sinistra ma ad un uomo di centrodestra che per nove anni è stato apprezzato sindaco di Milano, Gabriele Albertini.  E questo affresco caratteriale del segretario dell’ex Lega Nord spiega perché il Presidente del Consiglio – che lo conosce bene – si guardi bene,  dal coinvolgerlo, relegandolo al ruolo di oppositore parlamentare. Anche perché non si capisce quale utile contributo possa apportare uno che, sono parole di Albertini, “non ha un’idea ma fa solo rumore”, limitandosi a “enfatizzare tutto ciò che può enfatizzare” e “solo così riuscendo a portare la Lega dal 3 al 30 per cento”. “Lo conosco bene – insiste l’ex sindaco di Milano – l’ho visto all’opera da consigliere comunale. Faceva parte della maggioranza e andava in piazza a fare opposizione. Non è un uomo capace di governare”. Chissà se nella maggioranza, e nei piani “alti” istituzionali, qualcuno leggerà la “chiacchierata” di Gabriele Albertini al Foglio e comprenderà i “veri” motivi che impediscono a Giuseppe Conte – come sarebbe giusto in tempo di emergenza per combattere il Covid – di coinvolgere anche le opposizioni (egemonizzate però da Salvini) nelle scelte governative!

E sarebbe bene che ad affrancarsi dal segretario della Lega sia anche il Presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni perché non oggi, ma presto, “simul stabunt simul cadent”.   

PdA

Matteo Salvini è “come quei pescecani che sentono a venti miglia di distanza l’odore del sangue e si buttano sulla preda”. La rasoiata – perché tale è – non appartiene ad uno dei suoi storici avversari della Sinistra ma ad un uomo di centrodestra che per nove anni è stato apprezzato sindaco di Milano, Gabriele Albertini.  E questo affresco caratteriale del segretario dell’ex Lega Nord spiega perché il Presidente del Consiglio – che lo conosce bene – si guardi bene,  dal coinvolgerlo, relegandolo al ruolo di oppositore parlamentare. Anche perché non si capisce quale utile contributo possa apportare uno che, sono parole di Albertini, “non ha un’idea ma fa solo rumore”, limitandosi a “enfatizzare tutto ciò che può enfatizzare” e “solo così riuscendo a portare la Lega dal 3 al 30 per cento”. “Lo conosco bene – insiste l’ex sindaco di Milano – l’ho visto all’opera da consigliere comunale. Faceva parte della maggioranza e andava in piazza a fare opposizione. Non è un uomo capace di governare”. Chissà se nella maggioranza, e nei piani “alti” istituzionali, qualcuno leggerà la “chiacchierata” di Gabriele Albertini al Foglio e comprenderà i “veri” motivi che impediscono a Giuseppe Conte – come sarebbe giusto in tempo di emergenza per combattere il Covid – di coinvolgere anche le opposizioni (egemonizzate però da Salvini) nelle scelte governative!

E sarebbe bene che ad affrancarsi dal segretario della Lega sia anche il Presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni perché non oggi, ma presto, “simul stabunt simul cadent”.   

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