Punture di spillo SALVINI SENZA VERGOGNA! DALLE FELPE AL ROSARIO ALLE MASCHERINE DI TRUMP E BORSELLINO

Bisogna riconoscere che la spregiudicatezza e la disinvoltura di Matteo Salvini nell’ “appropriarsi” di simboli che non gli appartengono non ha limiti. Ricordiamo tutti le magliette e le felpe, di varie fogge e  colori, che indossava quando era Ministro dell’Interno,  anche per ovviare alla evidente incapacità di dire di seguito quattro parole che non fossero i soliti slogan triti e ritriti da campagna elettorale. Diciamo che si era inventato un modo per omaggiare le Forze dell’Ordine che era chiamato a rappresentare. Ci può stare. Ma, quando siamo arrivati ai crocefissi e ai rosari esibiti con sfrontatezza per acquisire consensi a buon prezzo, è emerso il vero volto del leghista “mascherato” da moderato e cattolico: cinico e irrispettoso dei Valori degli altri.  Un “vizietto”, quello di Salvini, che si è puntualmente ripetuto con le mascherine anticovid. Esaurite le felpe perché non più ministro dell’interno, accantonati rosari e crocefissi in attesa di altre elezioni, il segretario della Lega – che  inizialmente minimizzava la pandemia ed era contrario all’uso della  mascherina – se n’è  fatte confezionare di tutti i tipi: in particolare, da quella degli alpini  con la quale si è presentato in Senato a quella inneggiante a Trump, a quella con il volto di Paolo Borsellino e una frase del giudice ucciso. Anche in questo caso la strumentalizzazione di Salvini è evidente e dà fastidio: Era a Palermo per il processo dove è imputato per aver vietato lo sbarco di 107 migranti, il giudice Paolo Borsellino è stato assassinato  dalla mafia il 19 luglio 1992 con cinque uomini della sua scorta. Ebbene, che c’azzecca (direbbe Di Pietro) la “passerella” di Salvini con un mazzo di fiori in via D’Amelio davanti all’Albero della Pace e la mascherina con l’immagine del giudice? Una vera e propria appropriazione indebita, un atto di sciacallaggio.

 Borsellino era considerato un uomo di destra. Ma la sua destra era legalitaria, borghese, laica, al servizio dello Stato, una destra  che onorava e rispettava le leggi. Non  quelle pro-Trump, che evidentemente piace molto a Salvini, se orgogliosamente, fino a qualche giorno fa,  ne indossava  la mascherina a stelle e strisce con la scritta del Presidente sconfitto dagli americani.

Il segretario della Lega è sempre lo stesso: mistifica e strumentalizza ogni situazione. Indossare la mascherina di Donald Trump e poi arrivare a Palermo con quella del giudice Borsellino è un atto spregevole e vergognoso, è mettere insieme il diavolo e l’acqua santa.  Ma questo è Salvini: senza vergogna!

PdA

Bisogna riconoscere che la spregiudicatezza e la disinvoltura di Matteo Salvini nell’ “appropriarsi” di simboli che non gli appartengono non ha limiti. Ricordiamo tutti le magliette e le felpe, di varie fogge e  colori, che indossava quando era Ministro dell’Interno,  anche per ovviare alla evidente incapacità di dire di seguito quattro parole che non fossero i soliti slogan triti e ritriti da campagna elettorale. Diciamo che si era inventato un modo per omaggiare le Forze dell’Ordine che era chiamato a rappresentare. Ci può stare. Ma, quando siamo arrivati ai crocefissi e ai rosari esibiti con sfrontatezza per acquisire consensi a buon prezzo, è emerso il vero volto del leghista “mascherato” da moderato e cattolico: cinico e irrispettoso dei Valori degli altri.  Un “vizietto”, quello di Salvini, che si è puntualmente ripetuto con le mascherine anticovid. Esaurite le felpe perché non più ministro dell’interno, accantonati rosari e crocefissi in attesa di altre elezioni, il segretario della Lega – che  inizialmente minimizzava la pandemia ed era contrario all’uso della  mascherina – se n’è  fatte confezionare di tutti i tipi: in particolare, da quella degli alpini  con la quale si è presentato in Senato a quella inneggiante a Trump, a quella con il volto di Paolo Borsellino e una frase del giudice ucciso. Anche in questo caso la strumentalizzazione di Salvini è evidente e dà fastidio: Era a Palermo per il processo dove è imputato per aver vietato lo sbarco di 107 migranti, il giudice Paolo Borsellino è stato assassinato  dalla mafia il 19 luglio 1992 con cinque uomini della sua scorta. Ebbene, che c’azzecca (direbbe Di Pietro) la “passerella” di Salvini con un mazzo di fiori in via D’Amelio davanti all’Albero della Pace e la mascherina con l’immagine del giudice? Una vera e propria appropriazione indebita, un atto di sciacallaggio.

 Borsellino era considerato un uomo di destra. Ma la sua destra era legalitaria, borghese, laica, al servizio dello Stato, una destra  che onorava e rispettava le leggi. Non  quelle pro-Trump, che evidentemente piace molto a Salvini, se orgogliosamente, fino a qualche giorno fa,  ne indossava  la mascherina a stelle e strisce con la scritta del Presidente sconfitto dagli americani.

Il segretario della Lega è sempre lo stesso: mistifica e strumentalizza ogni situazione. Indossare la mascherina di Donald Trump e poi arrivare a Palermo con quella del giudice Borsellino è un atto spregevole e vergognoso, è mettere insieme il diavolo e l’acqua santa.  Ma questo è Salvini: senza vergogna!

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