Punture di spillo SANDRA ZAMPA IN TV: UN DISASTRO!!!

“Togliti quello sguardo di superiorità…”, cinque parole che pesano come un macigno sulla prodiana Sandra Zampa, sottosegretario alla salute, ospite di Lilli Gruber su La7.

Erano passati  pochi minuti dall’inizio della trasmissione e Antonella Boralevi stava elencando i ritardi del governo nel fronteggiare la nuova ondata di coronavirus, quando si è interrotta per riprendere con durezza la Zampa che ascoltava con un sorrisetto supponente il “j’accuse” della scrittrice che ironizzava sul fatto che l’estate era bellamente passata, senza studiare le necessarie misure in vista dei previsti  rischi autunnali. E sempre sotto lo sguardo sussiegoso del rappresentante del governo denunciava le perduranti carenze in particolare sulla medicina di territorio, sulle terapie intensive, sulle file per i tamponi.

Diciamo la verità, Sandra Zampa – prestata dal giornalismo alla politica – non è mai stata un fiore di simpatia né quando si occupava di Romano Prodi,  né quando i vertici del PD l’hanno “mandata” in Parlamento: Un po’ una prima della classe, “io so’ io e voi non siete un c..zo”. La giornalista è seria, preparata ma, come si dice in gergo televisivo, non “buca” lo schermo, non crea empatia e non è in grado di sostenere dibattiti pubblici. Non può dire alla giornalista che l’incalza che si è deciso lo stato di emergenza per intervenire tempestivamente e poi aggiungere seraficamente che la cassa integrazione…. verrà, “di questo state sicuri”. In quali tempi? Non lo dice. Ed è questo che fa incazzare la gente. In Inverno i lavoratori colpiti dal lockdown hanno atteso i soldi per mesi e spesso è stata loro anticipata dai rispettivi datori di lavoro. Ma il sottosegretario su questo glissa…  Se il governo vuole essere credibile, un consiglio: Eviti alla Zampa umiliazioni come quelle di Otto e Mezzo. Eppure, il parterre era modesto: La Boralevi appunto, un albergatore sardo e Luca Telese.  E un consiglio anche al PD: va bene la valorizzazione delle donne e la parità di genere. Ma se si vuole giocare la partita del consenso con le varie Zampa e Moretti… Aridatece Rosy Bindi, sicuramente antipatica ma almeno competente e brava. Diciamo… un “buon vino d’annata”.

PdA

“Togliti quello sguardo di superiorità…”, cinque parole che pesano come un macigno sulla prodiana Sandra Zampa, sottosegretario alla salute, ospite di Lilli Gruber su La7.

Erano passati  pochi minuti dall’inizio della trasmissione e Antonella Boralevi stava elencando i ritardi del governo nel fronteggiare la nuova ondata di coronavirus, quando si è interrotta per riprendere con durezza la Zampa che ascoltava con un sorrisetto supponente il “j’accuse” della scrittrice che ironizzava sul fatto che l’estate era bellamente passata, senza studiare le necessarie misure in vista dei previsti  rischi autunnali. E sempre sotto lo sguardo sussiegoso del rappresentante del governo denunciava le perduranti carenze in particolare sulla medicina di territorio, sulle terapie intensive, sulle file per i tamponi.

Diciamo la verità, Sandra Zampa – prestata dal giornalismo alla politica – non è mai stata un fiore di simpatia né quando si occupava di Romano Prodi,  né quando i vertici del PD l’hanno “mandata” in Parlamento: Un po’ una prima della classe, “io so’ io e voi non siete un c..zo”. La giornalista è seria, preparata ma, come si dice in gergo televisivo, non “buca” lo schermo, non crea empatia e non è in grado di sostenere dibattiti pubblici. Non può dire alla giornalista che l’incalza che si è deciso lo stato di emergenza per intervenire tempestivamente e poi aggiungere seraficamente che la cassa integrazione…. verrà, “di questo state sicuri”. In quali tempi? Non lo dice. Ed è questo che fa incazzare la gente. In Inverno i lavoratori colpiti dal lockdown hanno atteso i soldi per mesi e spesso è stata loro anticipata dai rispettivi datori di lavoro. Ma il sottosegretario su questo glissa…  Se il governo vuole essere credibile, un consiglio: Eviti alla Zampa umiliazioni come quelle di Otto e Mezzo. Eppure, il parterre era modesto: La Boralevi appunto, un albergatore sardo e Luca Telese.  E un consiglio anche al PD: va bene la valorizzazione delle donne e la parità di genere. Ma se si vuole giocare la partita del consenso con le varie Zampa e Moretti… Aridatece Rosy Bindi, sicuramente antipatica ma almeno competente e brava. Diciamo… un “buon vino d’annata”.

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