Punture di spillo SCOSTAMENTO DI BILANCIO: BERLUSCONI “BRUCIA” SALVINI

“Che figura di m..da”, avrebbe detto il quasi novantenne Emilio Fede          commentando il sedicente “leader” della Destra, Matteo Salvini, costretto ad “appecoronarsi” alla linea decisa da Silvio Berlusconi di votare a favore dello scostamento di bilancio del Governo. Ovvio che il “ragazzotto” lombardo ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco per non dare, anche all’esterno, l’immagine di una opposizione divisa. Ma è chiaro che il voto di  Camera e  Senato sancisce che la leadership (quella vera) resta ancora in mano al vecchio Silvio Berlusconi che in quattro e quattr’otto si è messo letteralmente nel sacco l’aspirante “leaderino”.

Altro che i pieni poteri “sognati” dell’agosto 2018 e la guida, oggi, di una fantomatica federazione di centrodestra!

Aldo Moro, il 28 febbraio 1978, con un modesto  6/7 per cento della sua corrente portò tutto il “corpaccione” della Democrazia Cristiana, compreso il riluttante Donat Cattin, a votare l’ingresso del Partito Comunista non nel governo ma nella maggioranza che lo avrebbe sostenuto. Il riferimento a quella stagione (nulla a che fare, sia chiaro, con l’attuale momento politico) vuole dimostrare che le leadership non si sbandierano ma si esercitano sul campo, non con la forza dei numeri ma con l’arte della persuasione e la ricerca paziente del consenso. Qualità, entrambe,  che a Salvini difettano molto e che ne fanno non un leader ma un semplice fascioleghista. E qui purtroppo offendiamo Giorgia Meloni che invece esercita il suo ruolo con coerenza e competenza. Non è un caso che in soli due anni la “Pulzella  de noantri” gli stia “prosciugando” il pozzo dei consensi facendolo scendere da quel 37/38 dell’agosto 2018,  che con il mojito gli ha fatto perdere la testa, ad un più modesto 23/24 di oggi. Ma il segretario della Lega si è accorto che più passa il tempo e più i suoi iniziali consensi si travasano nel contenitore di Fratelli d’Italia?  Forse sì, se dai “pieni poteri”  propone ora quel “cavallo di Troia” della Federazione di centrodestra  attraverso la quale immagina ancora di poter guidare, Lui, il centrodestra !  Peccato che, sia l’anziano  ma “navigato” Berlusconi sia la giovane ma scaltra  Meloni, abbiano mangiato la foglia e, almeno per ora, gli rispondano picche.

PdA

“Che figura di m..da”, avrebbe detto il quasi novantenne Emilio Fede          commentando il sedicente “leader” della Destra, Matteo Salvini, costretto ad “appecoronarsi” alla linea decisa da Silvio Berlusconi di votare a favore dello scostamento di bilancio del Governo. Ovvio che il “ragazzotto” lombardo ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco per non dare, anche all’esterno, l’immagine di una opposizione divisa. Ma è chiaro che il voto di  Camera e  Senato sancisce che la leadership (quella vera) resta ancora in mano al vecchio Silvio Berlusconi che in quattro e quattr’otto si è messo letteralmente nel sacco l’aspirante “leaderino”.

Altro che i pieni poteri “sognati” dell’agosto 2018 e la guida, oggi, di una fantomatica federazione di centrodestra!

Aldo Moro, il 28 febbraio 1978, con un modesto  6/7 per cento della sua corrente portò tutto il “corpaccione” della Democrazia Cristiana, compreso il riluttante Donat Cattin, a votare l’ingresso del Partito Comunista non nel governo ma nella maggioranza che lo avrebbe sostenuto. Il riferimento a quella stagione (nulla a che fare, sia chiaro, con l’attuale momento politico) vuole dimostrare che le leadership non si sbandierano ma si esercitano sul campo, non con la forza dei numeri ma con l’arte della persuasione e la ricerca paziente del consenso. Qualità, entrambe,  che a Salvini difettano molto e che ne fanno non un leader ma un semplice fascioleghista. E qui purtroppo offendiamo Giorgia Meloni che invece esercita il suo ruolo con coerenza e competenza. Non è un caso che in soli due anni la “Pulzella  de noantri” gli stia “prosciugando” il pozzo dei consensi facendolo scendere da quel 37/38 dell’agosto 2018,  che con il mojito gli ha fatto perdere la testa, ad un più modesto 23/24 di oggi. Ma il segretario della Lega si è accorto che più passa il tempo e più i suoi iniziali consensi si travasano nel contenitore di Fratelli d’Italia?  Forse sì, se dai “pieni poteri”  propone ora quel “cavallo di Troia” della Federazione di centrodestra  attraverso la quale immagina ancora di poter guidare, Lui, il centrodestra !  Peccato che, sia l’anziano  ma “navigato” Berlusconi sia la giovane ma scaltra  Meloni, abbiano mangiato la foglia e, almeno per ora, gli rispondano picche.

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