Punture di spillo SIGNORI GIUDICI AVETE CAPITO CHE IL MINISTRO VI HA “MAZZOLATO”?

E’ passata quasi sotto silenzio, anche da parte di molti  Media e della stessa Magistratura, la “scudisciata” che il Ministro della Giustizia Marta Cartabia ha assestato ai giudici denunciando senza messi termini una “crisi di credibilità e di fiducia” da parte dei cittadini. Sono parole estremamente dure, soprattutto perché vengono da un ex presidente  della Corte Costituzionale ed uno dei più autorevoli candidati alla successione di Mattarella al Quirinale. 

Addirittura la Cartabia non chiede ai giudici di “avere statura”, il ché sarebbe normale, ma  di “TORNARE” ad avere “quella statura che la Costituzione chiede loro nel momento del giuramento”. Sembrano lontani i tempi quando in via Arenula si alternavano esponenti di partito che non avrebbero avuto di “titoli” per  rivolgere un appello di questo tenore. Anche la sede e l’occasione scelti dal Ministro non sono sembrati : casuali: la Sicilia e il ricordo del giudice Rosario Livatino ucciso a soli 38 anni  e da poco proclamato Beato. Un magistrato assassinato per aver esercitato la  professione con quella “dignità” e “onore” richiesti espressamente dalla Costituzione. Ed è quello che il Ministro chiede ai giudici: di “essere e apparire sempre” magistrati “degni” della toga che indossano. Un messaggio chiaro, quello di Marta Cartabia, in particolare quando ricorda alla  Categoria che l’indipendenza del giudice “è nella credibilità che il giudice riesce a conquistare nel travaglio delle sue decisioni e in ogni momento della sua attività”. 

 

PdA

E’ passata quasi sotto silenzio, anche da parte di molti  Media e della stessa Magistratura, la “scudisciata” che il Ministro della Giustizia Marta Cartabia ha assestato ai giudici denunciando senza messi termini una “crisi di credibilità e di fiducia” da parte dei cittadini. Sono parole estremamente dure, soprattutto perché vengono da un ex presidente  della Corte Costituzionale ed uno dei più autorevoli candidati alla successione di Mattarella al Quirinale. 

Addirittura la Cartabia non chiede ai giudici di “avere statura”, il ché sarebbe normale, ma  di “TORNARE” ad avere “quella statura che la Costituzione chiede loro nel momento del giuramento”. Sembrano lontani i tempi quando in via Arenula si alternavano esponenti di partito che non avrebbero avuto di “titoli” per  rivolgere un appello di questo tenore. Anche la sede e l’occasione scelti dal Ministro non sono sembrati : casuali: la Sicilia e il ricordo del giudice Rosario Livatino ucciso a soli 38 anni  e da poco proclamato Beato. Un magistrato assassinato per aver esercitato la  professione con quella “dignità” e “onore” richiesti espressamente dalla Costituzione. Ed è quello che il Ministro chiede ai giudici: di “essere e apparire sempre” magistrati “degni” della toga che indossano. Un messaggio chiaro, quello di Marta Cartabia, in particolare quando ricorda alla  Categoria che l’indipendenza del giudice “è nella credibilità che il giudice riesce a conquistare nel travaglio delle sue decisioni e in ogni momento della sua attività”. 

 

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