Punture di spillo TOH, SI RIVEDONO VELTRONI E SANTORO

Walter Veltroni e Michele Santoro escono dalla naftalina, si danno una spolveratina e indossano l’abito buono per le grandi occasioni. Il primo per “vestirsi” da petalo ed essere “visibile” quando tra qualche mese cominceranno a “fiorire” le rose per il successore di Mattarella alla Presidenza della Repubblica.

 Santoro, dopo un paio di anni di assenza, per “tastare” la possibilità di un suo nuovo “talk”.  Stavolta le voci lo accreditano in corsa per La 7. Non sono passate inosservate, infatti, le ospitate a stretto giro a “Non è l’arena” di Massimo Giletti e, pochi giorni prima, ad “Otto e Mezzo”, il programma di Lilli Gruber. L’occasione, il suo ultimo  libro: “Nient’altro che la verità”. Si tratta di due grossi calibri del giornalismo italiano che evidentemente “faticavano” a restare ancora nell’ombra; e non era neppure giusto, visti gli …eredi! Per la verità, Veltroni dalla politica non si è mai ufficialmente ritirato, come invece annunciò – salvo immediato e chiacchierato ripensamento – Matteo Renzi,  scrivendo libri, firmando sceneggiature e regie anche se non di non grandissimo successo, programmi televisivi, commemorando magistralmente la scomparsa di Gigi Proietti nel suo “Globe Theatre”, oltre a sporadici ma importanti articoli sul “Corriere della Sera”.  Ultima un’intervista a Guido Bodrato su Moro. E proprio la figura dello statista democristiano ucciso dalle Brigate Rosse è lo spunto che Veltroni coglie per presentare il suo ultimo saggio: “Il caso Moro e la Prima Repubblica” Siamo in maggio, il lavoro letterario dell’ ex segretario PD sarà per qualche mese nelle recensioni di giornali e nelle ospitate di varie trasmissioni televisive. A fine luglio scatta il semestre bianco di Mattarella, che più volte ha detto di non voler essere rieletto, e nei sei mesi che seguono sarà tutto un fiorire di rose per il nuovo inquilino del Quirinale. Come non considerare allora la candidatura di un personaggio illustre come Veltroni, che il libro su Moro riproporrà all’attenzione di un mondo politico che, ad oggi, non sembra avere candidati spendibili? Vero, c’è Draghi impegnato però a Palazzo Chigi con l’attuazione di un programma di “ricostruzione” da far tremare le vene dei polsi e per il quale si è fatto garante con l’Europa.

PdA

Walter Veltroni e Michele Santoro escono dalla naftalina, si danno una spolveratina e indossano l’abito buono per le grandi occasioni. Il primo per “vestirsi” da petalo ed essere “visibile” quando tra qualche mese cominceranno a “fiorire” le rose per il successore di Mattarella alla Presidenza della Repubblica.

 Santoro, dopo un paio di anni di assenza, per “tastare” la possibilità di un suo nuovo “talk”.  Stavolta le voci lo accreditano in corsa per La 7. Non sono passate inosservate, infatti, le ospitate a stretto giro a “Non è l’arena” di Massimo Giletti e, pochi giorni prima, ad “Otto e Mezzo”, il programma di Lilli Gruber. L’occasione, il suo ultimo  libro: “Nient’altro che la verità”. Si tratta di due grossi calibri del giornalismo italiano che evidentemente “faticavano” a restare ancora nell’ombra; e non era neppure giusto, visti gli …eredi! Per la verità, Veltroni dalla politica non si è mai ufficialmente ritirato, come invece annunciò – salvo immediato e chiacchierato ripensamento – Matteo Renzi,  scrivendo libri, firmando sceneggiature e regie anche se non di non grandissimo successo, programmi televisivi, commemorando magistralmente la scomparsa di Gigi Proietti nel suo “Globe Theatre”, oltre a sporadici ma importanti articoli sul “Corriere della Sera”.  Ultima un’intervista a Guido Bodrato su Moro. E proprio la figura dello statista democristiano ucciso dalle Brigate Rosse è lo spunto che Veltroni coglie per presentare il suo ultimo saggio: “Il caso Moro e la Prima Repubblica” Siamo in maggio, il lavoro letterario dell’ ex segretario PD sarà per qualche mese nelle recensioni di giornali e nelle ospitate di varie trasmissioni televisive. A fine luglio scatta il semestre bianco di Mattarella, che più volte ha detto di non voler essere rieletto, e nei sei mesi che seguono sarà tutto un fiorire di rose per il nuovo inquilino del Quirinale. Come non considerare allora la candidatura di un personaggio illustre come Veltroni, che il libro su Moro riproporrà all’attenzione di un mondo politico che, ad oggi, non sembra avere candidati spendibili? Vero, c’è Draghi impegnato però a Palazzo Chigi con l’attuazione di un programma di “ricostruzione” da far tremare le vene dei polsi e per il quale si è fatto garante con l’Europa.

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